Sul Corriere della Sera di oggi c’è una intervista al sottosegretario all’editoria Giovanni Legnini, (a me) sconosciuto senatore del PD, avvocato, ex sindaco di Roccamontepiano in Abruzzo, nella quale Legnini esprime una serie di giudizi molto netti su questioni che attengono al suo mandato. In particolare due:


“Certi pericoli sono evidenti: una quantità rilevante di non-notizie circolano in rete senza verifiche né controlli. Occorre una rigorosa strutturazione della filiera. Per esempio una qualche forma di certificazione dei giornali online. Gli stessi motori di ricerca andranno sollecitati a fornire un contributo al progetto di innovazione del sistema editoriale”

“I giornali e le aziende editoriali in genere hanno subito un drastico calo della pubblicità e della contribuzione pubblica. Il mondo della distribuzione è altrettanto in crisi. Chi ha visto accrescere la propria redditività è proprio il comparto dei motori di ricerca. Settore al quale, appunto, occorrerò chiedere un contributo per innovare il sistema. Come lo spiegheremo a tempo debito.


Si tratta come è noto di questioni già ampiamente dibattute negli anni, in particolare quella dei bollini per i siti web editoriali. Un problema di sciocco paternalismo di Stato che può uscire solo dalla mente di chi

1) non conosce Internet
2) vive in una sorta di Nirvana nel quale le notizie reali sono da una parte e le bufale da un’altra.

La questione del “comparto dei motori di ricerca” (un simpatico eufemismo burocratico per dire Google) è infinitamente più complessa ma a differenza di quanto afferma Legnini sarebbe buona cosa se il governo scegliesse di affrontarla per una volta fuori dalla accezione solita e lobbistica per cui ci sono i pirati da una parte e un comparto in crisi dall’altro. In altre parole il governo del Paese dovrebbe occuparsi prima del’interesse dei cittadini e poi di quello degli editori. Mai come oggi (certo è colpa di Internet, ma pazienza) questi due interessi non sono coincidenti. Mai come oggi i temi del pluralismo e dei posti di lavoro sono utilizzati in maniera capziosa contro l’interesse diffuso.

Sarà comunque interessante vedere se Enrico Letta deciderà di mettere il proprio cappello di Premier sopra idee del genere.


update: segnalo la risposta del sottosegretario Legnini nei commenti.

Share Button

24 commenti a “Certificare i giornali online, come no”

  1. Wilson dice:

    3) Non legge i giornali

  2. Marco Dal Pozzo dice:

    Mante,
    non ho letto l’intervista ma vorrei chiederti: dov’è, nei brani che riporti, la difesa degli Editori? Dove poi un attacco agli interessi dei cittadini?

  3. Stefano Quintarelli dice:

    suggerisco, se interessati all’argomento, la lettura della nota sintetica allegata a questo post: http://blog.quintarelli.it/blog/2012/12/un-libro-%C3%A8-un-libro-%C3%A8-un-libro.html

  4. massimo mantellini dice:

    @Dal Pozzo è nel resto dell’intervista sul Corriere

  5. Luigi dice:

    So di sembrare pessimista, ma non nutro grandi aspettative verso Letta. Anagraficamente può essere considerato “giovane” ma a me sembra espressione di una politica “vecchia”. Non scambierei la sua capacità di muoversi e galleggiare in un certo ambiente con l’aspettativa di imprimere delle vere svolte.

  6. Marco Dal Pozzo dice:

    Grazie, credo di dover uscire per andarlo a comprare :)

  7. L1 dice:

    marco, e scaricati il pdf come tutti dai :)

  8. Pino Bruno dice:

    EDITORIA: LEGNINI, CONTRIBUTI DAI MOTORI DI RICERCA =

    Roma, 2 giu. (Adnkronos) – ”I giornali e le aziende editoriali
    in generale hanno subito un drastico calo della pubblicita’ e della
    contribuzione pubblica. Il mondo della distribuzione e’ altrettanto in
    crisi. Chi ha visto accrescere la propria redditivita’ e’ proprio il
    comparto dei motori di ricerca. Settore al quale, appunto, bisognera’
    chiedere un contributo per innovare il sistema. Come, lo spiegheremo a
    tempo debito”. E’ quanto sostiene Giovanni Legnini, Pd,
    sottosegretario all’Editoria e all’Attuazione del programma di
    governo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.

    Sul rifinanziamento della legge 416 per gli esuberi delle
    aziende editoriali in difficolta’, Legnini spiega che ”il problema e’
    serio e va affrontato, insisto, nel contesto di un progetto di
    innovazione del comparto dell’editoria. Quindi non assistenza fine a
    se stessa ma sostegno in un progetto che contempli l’immissione di
    giovani, spesso iperprecarizzati. Siamo talmente convinti dell’urgenza
    di agire che gia’ per lunedi’ 3 giugno e’ stato convocato un primo
    tavolo tecnico con le rappresentanze di editori e giornalisti. Voglio
    innanzitutto ascoltare ed esaminare anche le problematiche connesse
    alla revisione delle agevolazioni Iva sui gadget legati ai prodotti
    editoriali, poi ricercare soluzioni e risorse”.

    Sull’allarme per la chiusura di molte edicole, Legnini spiega
    che ”c’e’ una gravissima crisi della distribuzione e gli ultimi
    interventi normativi si sono rivelati confusi. Dobbiamo salvaguardare
    anche questo settore. In molte parti del territorio e’ a rischio la
    possibilita’ stessa di leggere giornali e periodici: il trasporto
    costa troppo rispetto al ricavo. Anche per questo comparto convochero’
    al piu’ presto un tavolo con le associazioni degli edicolanti. Il
    punto e’ sempre lo stesso: favorire l’innovazione”.

  9. Domiziano Galia dice:

    Sei sicuro di non esserti dimenticato una L dopo PD, perché mi pare una visione dell’innovazione e del mondo editoriale assai gasparriana.

  10. Giovanni Legnini dice:

    La mia intervista di questa mattina sul Corriere della Sera ha suscitato un dibattito molto interessante, ho trovato molto utili le considerazioni che sono state formulate, i suggerimenti che ho ricevuto e soprattutto le critiche.

    Quello dell’editoria e dell’informazione è un tema complesso e non ci sono soluzioni semplici e univoche.

    Credo sia importante ascoltare le esperienze di chi da anni è protagonista attivo della produzione e del consumo di informazione on line.

    Approfitterò del dibattito suscitato per organizzare, in varie forme, momenti di ascolto, per imparare da chi da anni si occupa di questi temi.

    Se sei interessato a dare il tuo contributo con proposte, riflessioni ed idee puoi scrivere una mail a questo indirizzo: info@giovannilegnini.it.

    Ringrazio tutti per l’aiuto.

    http://www.giovannilegnini.it/editoria-e-informazione-on-line-un-tema-complesso-sono-aperto-a-proposte-e-soluzioni-14933.html

  11. Domiziano Galia dice:

    Il suggerimento migliore che mi sentirei di dare è leggersi tutti i giorni Mantellini che è tra i rappresentanti più sani e maturi della rete italiana e da sempre estremamente attento alla tematica dell’informazione ed editoria.

  12. .mau. dice:

    qualche domanda: non a Legnini, perché immagino che qui non risponderà qui e sono abbastanza pigro da non andare di là.

    – quale sarebbe attualmente la “certificazione” dei quotidiani italiani? (no, non sto trollando. In generale non capisco perché stampare su carta implichi una certificazione, se non quella dell’avere un direttore responsabile che però non è responsabile della qualità delle notizie)
    – Se i quotidiani decidessero di bloccare via robot.txt l’accesso ai motori di ricerca, chi glielo vieterebbe? E quanti ricavi pubblicitari perderebbero?

  13. Reshep dice:

    La risposta di Legnini è esempio lampante di chi non ha alcun interesse al confronto se non nel “proprio territorio”. Le obiezioni che Mantellini muove sono estremamente valide, per rispondere basterebbe usare – come ha già fatto – il form dei commenti, invece di usare il solito tono paternalistico del “viva la critica costruttiva, però vieni a parlarne in casa mia che qua pare brutto”.

  14. Giovanni Legnini dice:

    Per Reshep, sono aperto a ricevere proposte anche nei commenti, ho lasciato la mia mail nel caso qualcuno volesse approfondire, come hanno fatto alcuni, che mi hanno voluto inviare dei documenti in allegato, devo dire molto interessanti.

  15. Reshep dice:

    Legnini, evidentemente non ha capito il senso del mio commento. Le stavo chiedendo, chiaramente senza troppi giri di parole, di rispondere alle obiezioni di Mantellini QUI, sul blog dello stesso. Non in “casa sua” – il suo spazio web – o per email. Per alcuni motivi:

    1- non vedo perché l’utenza che ha interesse a seguire l’eventuale scambio di idee dovrebbe regalarle click al sito.
    2- perché qui non è lei a gestire i commenti. Non che diffidi di lei, beninteso, ma potrei fare fin troppi esempi di commenti sgraditi al politico di turno cancellati o modificati per far passare verità di comodo.
    3- Perché, in fondo, leggere il solito “sono aperto alle critiche” senza però rispondere immediatamente alle stesse sembra un atteggiamento abbastanza fasullo.

    Insomma, per una volta, si potrebbe rispondere nel merito senza se e senza ma? Mantellini critica la sua opinione, lei – meritoriamente, gliene dò atto se vuole – legge e decide di rispondere ma, però, non risponde e chiede di ridurre il confronto ad uno scambio privato, a due. Non mi pare democratico, per niente.

    My two cents.

  16. alveolo dice:

    Mi pare esagerato da parte di reshep.oltretutto costringe il discorso ad andare fuori tema.

  17. massimo mantellini dice:

    @Reshep devo dire che luogo e modalità in cui può avvenire una discussione su questi temi nemmeno a me sembra così rilevante. E visto che Legnini in questo caso è dalla scomoda parte dei decisori, mi pare che il fatto che dichiari il suo desiderio di ascoltare sia di per sé assai importante

  18. Reshep dice:

    @Mante: ok, è disposto ad ascoltare, però sulla sua mail. In pratica, come al solito, si tagliano fuori tutti quelli che si limitano a leggere e il discorso si riduce a Mantellini che parla con Legnini, stop. Sarò banale io che chiedo di cogliere l’occasione per aprire una discussione pubblica su un tema che tocca un nervo abbastanza scoperto ultimamente, comunque ok, la mia l’ho detta e non ho intenzione di mandare i commenti fuori argomento, quindi mi ritiro in buon ordine sperando che nessuno si sia sentito offeso, perché non ne avevo intenzione. Saluti.

  19. .mau. dice:

    Se Legnini ha ascoltato, ha anche letto le mie domande. Se risponde nel merito alle domande (anche se lo fa “a casa sua”, anche se lo fa senza citarmi) a me va bene. Sennò resto della mia idea.

  20. Pier Luigi Tolardo dice:

    Cfedo che Legnini pensi concretamente ad un accordo Google-editori sul modello francese: una compensazione economica da parte di Google per costituire un fondi che supporti l’innovazione digitale, mi sembra una strada percorribile, a questo punto, però, lasci perdere le “cerificazioni”, sa un po’ di MinCulPOP.

  21. .mau. dice:

    se pensa a un accordo sul modello francese (cosa che credo anch’io), perché non dirlo esplicitamente?

  22. Il Grande Brusio della FIEG | Il Giornalaio dice:

    […] se pochi giorni fa avevano suscitato scalpore una parte delle dichiarazioni rese dal neo Sottosegretario Giovanni Legnini in una sua intervista a […]

  23. Visto nel Web – 82 | Ok, panico dice:

    […] Certificare i giornali online, come no prima o poi ci riusciranno, sicuro come Silvio ::: manteblog […]

  24. In arrivo una tassa per i giornali online e Google News? dice:

    […] siti? Chi deve decidere chi sono i buoni e chi i cattivi? A dire del giornalista ed esperto IT Massimo Mantellini è  “un problema di sciocco paternalismo di Stato che può uscire solo dalla mente di […]