Molti amici (giuseppe, sergio, antonio…) hanno giustamente sottolineato come la riunione della Direzione del Partito Democratico a Roma ieri sia forse stata un punto di svolta nelle modalità di fruizione della politica in rete. Le dirette sul web di YouDem e Red, i gruppi di ascolto su Friendfeed, i post sui blog e il liveblogging di Luca Sofri, hanno per una volta fornito a quanti erano interessati all’evento (un evento tutto sommato piccolo fuori dalle normali cronache di rete) un punto di osservazione personale e molto ampio. So già bene che i resoconti giornalistici che riempiranno i giornali di oggi (online e su carta) aggiungeranno poco alla quantità di stimoli che ieri ciascuno di noi ha potuto individualmente raggiungere.

Detto questo, molto personalmente, io credo che tutta questa apertura e trasparenza mediatica del PD sia oltre che un grande merito anche un grave errore strategico. Perchè banalmente si tratta di un partito che non se la può permettere. Il PD è un partito morto da moltissimi punti di vista. E’ morto intanto nelle forme del linguaggio che è quello usuale e asfittico che i TG rappresentano egregiamente ogni sera. Sfido chiunque a sostituire la usuale marchetta politica che Riotta sforna ad ogni TG con una sua versione estesa lunga un numero di ore a piacere. E’ morto nelle forme organizzative visto che nemmeno 200 persone di vertice del partito riescono ad organizzarsi prima per decidere i tempi e le modalità di intervento (e non e’ che fosse la prima volta e hanno perfino una mailing list interna che quasi tutti ignorano, altro che seguire i friend su Facebook). E’ infine morto, soprattutto perchè chiunque abbia ieri, con una curiosita un po’ catacombale, seguito il dibatitto, ha potuto osservare la assoluta noncuranza dei fatti. Nessun imbarazzo a far sedere al tavolo persone che guidano giunte indagate, semmai una talvolta dotta e vacua dissertazione generica sul senso delle indagini giudiziarie. Una gerarchia di vertice fastidiosa e palpabile anche al di qua della schermo, dove le banalità di D’Alema volano nel silenzio degli innocenti e le parole dell’ultimo delegato scatenano al terzo secondo di esposizione il chiacchiericcio da gita scolastica anche al tavolo di presidenza. La sostanziale sovrapposizione delle questioni fondamentali con quelle irrilevanti ed una continua involontaria sottolineatura delle gerarchie.

No, non ci guadagna il PD ad esporre se stesso in rete ed il fatto che invece vi si dedichi con la convinzione un po’ scapestrata degli entusiasti, racconta anche abbastanza della grande impermeabilità a qualsiasi intemperia della sua classe dirigente. Del resto fra Bassolino paciosamente in cattedra e il cancan visto ieri su YouDem non so cosa sia peggio.

E non ci guadagna per la grande rappresentazione di democrazia delle solo parole che è andata in onda ieri sui canali della rete internet. Tipo che la mozione di alcuni fra gli ultimi gentili ottimisti che ancora animano quelle stanze impolverate, nella quale erano scritte cose nuove e banalissime (come tutelare le primarie, come lasciare libere le candidature per le europee, come dare potere alle periferie del partito, insomma tutte quelle cose sacrosante che gli elettori del PD pensano in massa ed i loro dirigenti no) per essere anche solo discussa e non ignorata nel casino generale delle 6 del pomeriggio, ha avuto bisogno che i suoi promotori salissero sul palco a battere i pugnetti, che se no sarebbe scomparsa nel mare magnum delle cazzatelle generali o dei Follini che suggerivano avverbi meglio congegnati per il documenti finale.

Il PD andato in onda ieri e’ questo e non è che non lo sapessimo.

Oggi e’ una giornata di sole e fra poco è pure Natale, ed io sono qui adesso a chiedermi come mai continuo a scrivere di un partito per il quale l’ho giurato e spergiurato, lo giuro e lo rigiuro, non voterò mai più.

41 commenti a “Veltroni nudo in rete”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    >i gruppi di ascolto su Friendfeed

    mi sembrano tanto quelli degli alcolisti anonimi ;-)

  2. Mackley dice:

    Non c’è proprio bisogno del Web 2.0 per sentire in diretta le riunioni delle direzioni politche…. Radio Radicali lo fa da una vita, ed è anche la prima ad aver portato il video streamming in Italia, quando YouTube non era neanche nato !

  3. DaniloP dice:

    Ho appena fatto la stessa considerazione di Mackley su FF…

  4. Camillo Miller dice:

    Hanno clamorosamente travisato la strategia internet di Obama, che è una strategia di marketing, piaccia o meno, fatta al meglio, da grandi professionisti della rete.
    In più non si rendono conto di rivolgersi ad un pubblico già conquistato (in parte, perché anche io come Massimo non voterò mai più il PD pur considerandomi di sinistra, o forse proprio per quello) come quello che volontariamente decide di seguire uno streaming in rete.
    Questa paccottiglia 2.0 male interpretata (con tanto di Sofri che liveblogga) è davvero deleteria.
    Non sanno fare opposizione, il partito non ha una spina dorsale e questi si preoccupano di farsi la TV sul WEB per passare un messaggio vecchio e propalato da vecchi o da giovani vecchi?

  5. paolo beneforti dice:

    critica un po’ fuori bersaglio, la tua. le riunioni dei “parlamentini” dei partiti funzionano così da sempre, come fossero mini-congressi. si può dire che i partiti non ci guadagnano, a mostrare a tutti (ai pochi che guardano queste dirette, invero) come funzionano i loro organismi. questo può darsi.
    ma non è che il PD abbia mostrato particolare mancanza di vita per ciò che si è visto ieri. le assemblee degli altri partiti (quelli che hanno tali organismi), anche del passato, non sono granché diverse.

  6. Settoblo » Blog Archive » PD allo sbando dice:

    […] Interessante anche questo spunto del Mantellini sul perché trasmettere il tutto in diretta su Internet sia stata una pessima idea. […]

  7. dalemiano dice:

    Se devi scrivere cose così ( superficiali ) sul Pd, è veramente auspicabile che tu non lo faccia più.

    Con stima, temporaneamente sospesa.

  8. dalemiano dice:

    P.S. “un evento tutto sommato piccolo fuori dalle normali cronache di rete” : in che senso?

  9. andrea poulain dice:

    se è per questo anche i parlamento nessuno ascolta gli interventi dei deputati che non sono del proprio schieramento..e cmq ci sonoalternative da votare idv e per il bene comune

  10. uovofritto dice:

    Mi pare che tutto si riduca al solito problema: la forma (il web, le strategie di marketing, i friendfeed, i luca sofri, il medium, insomma) sopravanza il contenuto (la politica, il messaggio). Ed entrambi comunque fanno un po’ cacare.

  11. Giancarlo dice:

    C’è un partito che sembra l’orchestra del Titanic, Mantellini scrive un post da cui traspare la sofferenza dal doversi distaccare, ma nei commenti si ritrova la stessa sordità dei dirigenti del PD. A questo punto mi viene il dubbio: non avranno ragione i capintesta del PD a fregarsene del disagio, che in fondo la maggior parte di chi lo vota, ha la stessa sensibilità di chi vota per il pdl che se ne frega dei corrotti, basta che stiano dalla sua parte? Io da parte mia, il peccato originale del Pd ho avuto la fortuna di riconoscerlo fin dalla nascita, per cui il lutto l’ho elaborato allora. Adesso ho il problema di trovare rappresentanza, perchè a me i populismi fanno schifo tutti, sia quello di Berlusconi, sia quello di Di Pietro.

  12. Giancarlo dice:

    @Dalemiano: Di sicuro sei un Dalemiano convinto, perchè la frase “con stima temporanemente sospesa” è di un esilarante egocentrismo che, se non sei D’Alema, di sicuro sei un suo clone.

  13. massimo mantellini dice:

    @beneforti, hai ragione, immagino sia come dici. Ma sai, l’illusione e’ sempre l’ultima a morire ;)

  14. Valerio Fiandra dice:

    perchè ne scrivi(amo) anche se probabilmente non lo voteremo più ?

    perchè non saprei chi altro votare
    perchè sono scemo ( = non ho ancora capito come vanno le cose)
    perchè ho tempo da perdere
    perchè in fondo in fondo in fondo in fondo…

    Barrare una scelta.

    Niente da Aggiungere…, Saluti

    http://www.baotzebao.eu/2008/12/20/pd-niente-da-aggiungere-talkin-is-cheap-uolter/

  15. Riccardo Giordani dice:

    Giuste le critiche al PD. E’ nato male e i suoi dirigenti hanno commesso troppi errori.

    Però resta il miglior partito che abbiamo in Italia. L’unico capace di esprimere un buon governo nazionale e locale, anche se purtroppo lo fa sempre meno spesso.

    Va cambiato, non distrutto. Smettere di votarlo significa solo peggiorare le cose.

    Salviamo il PD per salvare l’Italia.

  16. Giona dice:

    > ed io sono qui adesso a chiedermi come mai continuo a
    > scrivere di un partito per il quale l’ho giurato e spergiurato, lo
    > giuro e lo rigiuro, non voterò mai più.

    Forse perchè, come molti di noi, vivi con sotto la pelle la segreta speranza che un giorno all’improvviso diventi un partito per il quale si possa votare. Finalmente. E con orgoglio.

  17. mfisk dice:

    con riferimento all’ultima riga, mi sono dato una risposta, qui.

  18. anecòico dice:

    Analisi condivisibile, massimo. Ne ho parlato anche io sul mio blog, tu dai il partito per morto… io sono più propenso alla teoria del paramecio ;)

    -> http://cattivamaestra.blog.lastampa.it/cattivamaestra/2008/12/patito-democrat.html

  19. paolo dice:

    Sottoscrivo ogni parola Massimo, aggiungo soltanto cbe è notevole vedere in questi mesi come persone tanto diverse che pure speravano di aver intravisto qualcosa nel PD stiano più o meno tutte giungendo, direi stiamo, alle medesime conclusioni.
    Di mio penso che sia troppo presto per la sinistra perché si risalga la china. Prima bisogna soffrire ancora tantissimo, così tanto da cambiare davvero.

  20. dalemiano dice:

    1. Il Pd è in evidente difficoltà: nessuno lo ha negato (è un partito di persone sufficientemente ragionevoli, in media. Nel nostro paese già questo non è poco).
    2. Le ragioni principali (dal mio pdv) vanno individuate nella complessità del processo/progetto e nella inadeguatezza della leadership attuale.

    Ciò premesso, credo che, a questo punto della Storia, la cosa più semplice, superficiale e, considerando le alternative, altamente irresponsabile (leggi stupida), sia mantenere un atteggiamento lamentoso-distruttivo.

    P.S.: Se il Pd, non ancora nato, è già morto, è aborto.

  21. Massimo Moruzzi dice:

    e che aborto sia!

  22. Domiziano Galia dice:

    Alternative?

  23. Pier Luigi Tolardo dice:

    D’accordo su quasi tutto con Mante anche se in effetti in questo caso il Web non aggiunge niente a quello che già accadeva ai tempi di Dc e Pci i cui direttivi venivano trasmessi da Radio Radicale. La differenza tra il Pd e gli altri partiti come Forza Italia/Pdl e anche Idv è che questi ultimi 2 sono partiti personali e monocratici, il Pd è un partito democratico anche se oligarchico, c’è un gruppo dirigente variegato non riconducibile solo a Veltroni/D’Alema, c’è un vasto ceto politico, in parte anche comp etente ed onesto, una buona base di militanti-simpatizzanti attivi e partecipativi. Per questo è tuttora meglio degli altri ed è per questo che continuerò a votarlo, oltre che per oppormi in modo concreto a Berlusconi/Bossi/Tremonti, diversamente non potrei che non andare a votare e per ora non voglio prendere questa decisione estrema.

  24. Daniele Minotti dice:

    L

  25. Marco dice:

    @domiziano: appunto.

  26. Quotidianità di un libertario dice:

    LSD…

    La farsa di ieri prosegue: ora scopriamo che Veltroni non vuole i capibastone nel PD. E lui cos’è? Personalmente conserverò il consueto annuncio del giorno, particolarmente comico a pensare all’on. Daniela Cardinale, "", per q…

  27. paolo dice:

    @dalemiano
    Ma di che progetto parliamo?
    Qui ci si dibatte nella melassa, troppo dolce perché chi ci si dibatte da decenni abbia il buon gusto di passare ad altro, chessò all’allevamento di begonie.
    Penso che non se ne uscirà se non dopo una decina d’anni di centrodestra.

  28. Mammifero Bipede dice:

    Penso che per il ricambio di questa classe dirigente l’unica speranza concreta sia Madre Natura, che per solito non va di fretta.
    :-(

  29. Annarella dice:

    Leggendo “Veltroni nudo in rete” mi è preso uno sciopone e comparsa l’immagine nuda di Uolter. Non so se mi spiego …

  30. Simone Cosimi dice:

    Io lo voterò. Per me rimane l’unica alternativa possibile. E’ brutto scegliere al ribasso, lo so. Ma a volte bisogna farlo.

    Quanto all’esposizione mediatica, sono d’accordo. L’apertura sarebbe potuta essere più graduale, mediata, lenta.

  31. Stefano dice:

    E basta con questi ragionamenti da “non capisco, ma mi adeguo”. Se l’alternativa fa schifo non la si vota punto e basta. Il voto obbligato non è una scelta, non è democrazia, non è niente.
    Continuando a votare il peggio in modo acefalo si continua a legittimarlo e quindi ad approvare implicitamente il suo fallimentare (e criminale) universo.

  32. Simone Cosimi dice:

    Non è vero Stefano. Perché bisogna sempre guardare dall’altra parte. E verificare a chi si apra la porta quando la si chiude ad altri. Punto. Io preferisco e preferirò comunque aprirla al PD che a Forza Nuova e alla Lega. Non ho alternative – Di Pietro non è un’alternativa, è l’intercettore di un qualunquismo sotto false spoglie che non ha bisogno del mio voto, ne gratterà moltissimi a destra e a manca, ma soprattutto a manca. E forse in questo senso è vero che è un voto obbligato, come dici tu. Ed è infatti deprimente non avere alternative e doversi affidare a un post-partito ancora senza midollo. Meglio, però, questa alternativa che nessuna alternativa. Non vorrei correre il rischio di ritrovarmi poi, come dire, senza nemmeno uno straccio di scelta.

  33. Salvio dice:

    I Radicali lo fanno da una vita: trasmettono in diretta via streaming anche le riunioni del comitato nazionale oltre che dei loro congressi e assemblee locali. E Radio Radicale trasmette i congressi di tutti i partiti politici e tutti gli eventi di cui hanno il permesso di trasmettere.

    Insomma, il PD di nuovo non ha nulla.

  34. Stefano dice:

    Simone il voto (o il non voto) è l’unica arma che resta a noi cittadini delusi e schifati. Se non lo utilizziamo è come se rifiutassimo l’idea stessa di democrazia che sul basa sul principio di delega.
    Se passa l’idea che per essere votati basta essere appena appena meno impresentabili dell’avversario è finita, non ci sarà più né evoluzione né politica degna di quasto nome.
    Ci saranno solo politici sempre più uguali tra loro anche se appaertenenti a schieramenti opposti (in teoria). E non funzionando più il filtro del diritto di scelta saranno sempre più corrotti e incapaci, tanto il voto ce l’hanno garantito (non gli serve altro).
    Non credi che il tuo voto dovrebbe avere una significato più ampio della scelta su chi è meno ladro dell’altro?

  35. Simone Cosimi dice:

    Credo di si. In generale. Credo di no, in questo specifico momento storico. Con una destra revisionista scatenata su ogni fronte.

  36. Pd Prato dice:

    Marco Lamoli è l’unica salvezza del Partito Democratico. Il PDL lo sa.

  37. Stefano dice:

    Simone è proprio perchè il momento storico è delicato che si impongono scelte radicali che possano avviare un rinnovamento generale. Se queste scelte non verranno fatte, se tu come tanti altri vi adeguate allo status quo, nessuno sarà mai motivato al cambiamento e nulla cambierà mai. E ovviamente la destra continuerà il suo percorso vincente, oggi come domani
    Insomma il tuo è il ragionamentro di uno a cui le cose vanno bene così come stanno. Barcamenarsi è il progetto.
    Certo si può sopravvivere anche nel letame a patto di tenere la testa fuori, ma è proprio questo quello che vogliamo per il futuro nostro e dei nostri figli?
    Sopravvivere puntando al meno peggio?

  38. Simone Cosimi dice:

    Stefano: io sono i vostri figli.

  39. Stefano dice:

    Ancora peggio allora.

  40. Senza Rete » Puntata natalizia - 22 dicembre 2008 dice:

    […] avesse a cuore la sopravvivenza del PD dovrebbe entrare e sollevarli di peso”. Mantellini critica la scelta del Pd di “aprire” mediaticamente la riunione della direzione nazionale perchè […]

  41. Max dice:

    L’evidenza banale, prevedibile ed arcinota: nessun cambiamento è possibile perché, ammesso e non concesso che lo desiderino davvero, non ne sono assolutamente capaci. Punto e accapo.

    saluti
    Max