Shoah, abbonamento Atac gratis per sopravvissuti a campi di sterminio
D’ora in poi l’abbonamento annuale del trasporto pubblico, per i perseguitati razziali sopravvissuti ai campi di sterminio e residenti a Roma, è gratuito. Lo annuncia in una nota il Campidoglio. L’agevolazione è resa possibile da un’operazione di co-marketing di Atac: in pratica una sponsorizzazione compenserà il costo degli abbonamenti.

“Questo è un segnale di vicinanza che l’Amministrazione capitolina vuole dare alla Comunità ebraica di Roma”, commente l’assessora Linda Meleo (Città in Movimento). “E vuole lanciarlo oggi, nel Giorno della Memoria, proprio per ribadire l’importanza di questa giornata. È fondamentale non dimenticare la tragedia della Shoah”.

27 GEN 2017 – RED



Eppure, pensandoci, l’annuncio del Comune di Roma sugli abbonamenti ATAC gratuiti per i sopravvissuti della Shoah, ha una sua perfezione. Racconta da solo un’incompetenza (o un cinismo, nella seconda delle due sole ipotesi possibili) che merita di essere sottolineata. Che senso avrebbe del resto cercare uno sponsor per raccogliere denari che non servono, visto che i sopravvissuti della Shoah a Roma sono forse meno di dieci e hanno già diritto ad un abbonamento gratuito? Forse perché banalmente a nessuno è venuto in mente di controllare i criteri minimi di realtà di una iniziativa che suona bene e che come tale è adatta alla celebrazione imminente. Oppure magari qualcuno la domanda “ma ha senso questa cosa che stiamo organizzando?” se l’è posta ma ha pensato che il dato di realtà fosse irrilevante di fronte alla potenza delle parole.
Scelga il Campidoglio se questa cosa sia cialtroneria o storytelling: da queste parti si propende per entrambi. Del resto anche solo l’utilizzo di una parola come “co-marketing”, un termine che sembra uscito dalla bocca di un venditore di pentole per corrispondenza, messa lì accanto alle parole dell’Olocausto è un esempio formidabile di una morale perduta. Ha ragione l’assessore Meleo, si tratta di un messaggio della politica, un messaggio potentissimo. Gente che non sa un accidente, che non ha rispetto per niente, magari non per cattiveria ma perché proprio non ci arriva. Gente che viene da un mondo in cui il linguaggio della pubblicità e quello della politica coincidono. Anche perché, non casualmente, puntano ai medesimi scopi.

9 commenti a “La lingua del Campidoglio”

  1. puntano ai medesimi scopi | Pizzeriaitalia dice:

    […] Eppure, pensandoci, l’annuncio del Comune di Roma sugli abbonamenti ATAC gratuiti per i sopravvissuti della Shoah, ha una sua perfezione…. (segue su manteblog) […]

  2. Bruno Anastasi dice:

    atroce, grazie per averlo segnalato … azzardo una spiegazione dell’episodio, partendo da un mio chiodo fisso che, però, col passare del tempo, continua a decifrarmi tanti casi altrimenti incomprensibili: overdose di cosiddetta “TV commerciale” … il responsabile di questa cazzata ha sicuramente meno di quarant’anni, quindi è cresciuto considerando “normali” Emilio Fede e Paolo Liguori, le interruzioni pubblicitarie durante i film, le cene in pizzeria con otto televisori a ridosso del tavolo, le persone che raccontano i fatti propri in diretta e che litigano con altri estranei presenti in studio … forse stavolta ci dovrebbe consolare il fatto che si tratti solo di una cafonata …

  3. andrea61 dice:

    Parliamo di gente che ha sbandierato ai quattro venti un’ordinanza antiterrorismo vietando l’ingresso nel centronstorico dei TIR….che già nel centro storico non ci possono entrare.
    Oramai abbiamo abbondantemente superato la fase dei “dilettanti allo sbaraglio”.

  4. andrea61 dice:

    Aggiungo che la illogicità del provvedimento ha un senso perché se si applicassero le normali regole dettate dal raziocinio, il 90% delle news di cui si alimenta il movimento verrebbero mediatamente derubricate a bufale.

  5. Beppe dice:

    Mi pare sia ormai un male dilagante (o almeno lo è per la mia visione e la mia esperienza): l’importante è fare (e in fretta e propagandarlo forte); chiedersi (o chiedere a chi dovrebbe saperne qualcosa) prima se e quali conseguenze deriveranno da quel fare, se e quale utilità potrà avere quel fare è cosa da cacadubbi che di questi tempi, semplicemente, non usa più. Penso al Calderoli semplificatore che aveva incendiato (letteralmente, in una caserma dei pompieri e, ovviamente, a favore di telecamere) una montagna di leggi salvo poi scoprire che buona parte di quelle era comunque, se non necessaria, almeno funzionale a qualcosa altro, penso a quasi tutto l’operato del governo Renzi (i gufi e i professoroni), fino al dilagante menefreghismo nei confronti di qualsivoglia regola e buon senso da parte di chi è alla guida dove (ma sia giusto a titolo d’esempio) l’importante è partire in fretta e la cintura dopo chè se no perdi queì tre secondi… La realtà è un qualcosa di parecchio complesso ma pare sia invalsa la convinzione che basta immaginarla semplice perchè lo diventi. Poi, semplicemente, ci dai la facciata.

  6. Erasmo dice:

    È l’ingresso ufficiale della giunta romana nel chavismo.

  7. rico dice:

    A Roma direbbero: esticazzi. Nel suo slancio generoso, il comune gli darà pure il cinema gratis, a questi fortunati 80-90enni.

  8. DinoSani dice:

    Non ce la possiamo fare…

  9. Ljutov dice:

    la prossima iniziativa sarà un corso gratuito di pilates. Anzi, mica uno solo, addirittura un paio: un par de pilates.

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