Ho amato Twitter per un po’. Nel 2007. Poi ho praticamente smesso di utilizzarlo quando è diventato altro. Fino a poco tempo fa l’ho lasciato stare, fino a quando l’evidenza della desertificazione di Friendfeed (il social network che continua a piacermi di più) e la follia di 18000 followers del mio profilo twitter semivuoto, non mi ha lasciato grandi alternative. Non usando Facebook ricominciare moderatamente ad utilizzare Twitter è stata una specie di scelta forzata. Nel frattempo Twitter ha messo assieme anche alcune cose effettivamente interessanti al di là di Saro Fiorello. In tutto questo saltabeccare ho continuato come sempre ad utilizzare come luogo principale delle mie cose di rete questo blog. Anche se i blog sono finiti (da tempo), anche se nel frattempo fossero ridiventati sexy (sarà vero?) questa continua ad essere casa mia da quasi un decennio.

Giovanni Boccia Artieri, a seguito di una serie di scambi di opinioni sulla fine dei blog avvenuti su Twitter (ecco per esempio una cosa praticamente impossibile da citare estesamente e questo mi infastidisce) ha scritto uno dei suoi soliti bei post sugli strumenti di rete che utilizziamo: sciaguratamente scommette (pure lui) sul fatto che il 2012 sarà l’anno del risorgimento dei blog. O qualcosa del genere. Io avrei qualche dubbio: così, per l’intanto, oggi ho perso mezz’ora per una breve indagine statistico spannometrica la cui affidabilità scientifica è molto vicina allo zero. Ho semplicemente preso 15 blog di miei amici, tratti dal mio vetusto blogroll qui accanto, e ho contato quanti post hanno scritto nel dicembre 2011 (fino ad oggi 27/12) rispetto al dicembre 2010. Ecco i risultati:




update 28/12: il punto di vista di Giuseppe Granieri.

48 commenti a “Risorgimento blog?”

  1. Stefano dice:

    Non capisco questo pessimismo, Leonardo ha scritto ben 4 post in più! ;-)

  2. rogerdodger dice:

    e mante 2010 vs mante 2011?

  3. galatea dice:

    Perché non monitori me. Ti saresti accorto che sono grafomane come sempre. (E nota, metto il commento sul blog, per essere molto old style) ;)

  4. massimo mantellini dice:

    @Stefano, Leonardo un po’ bara (crossposta i suoi pezzi per il post, quindi i suoi numeri sono da prendere con le molle ;) @roger ma io lo so che scrivo circa sempre con la stessa frequenza da anni @galatea, immagino ;)

  5. Stefano Quintarelli dice:

    (è che adesso tengo padrone…)

  6. mics dice:

    secondo me la tabella mostra quali blog bisogna togliere dai feed.. io non seguo nessun blog che pubblica un post a settimana..

    Su twitter se scrivessero così poco, sarebbero a 0 followers..

  7. Marco dice:

    Quando ho letto Giovanni Boccia Artieri ho pensato: Ma perché lo boccia? E chi è poi questo Artieri?

    Mah sinceramente io usavo il blog come tumblr e alla fine cosa ho fatto? Ho chiuso il blog e aperto un account su tumblr.

    Solo che lì fanno tutti la stessa cosa che facevo io, ovvero postare cazzate e belle foto. Ma su tumblr c’è troppa concorrenza. Si è tutti uguali, milioni di persone che postano immagine fatte da altri.

    Allora mi sono iscritto su twitter dove ho iniziato a seguire passivamente un sacco di gente interessante. Tutte persone che prima avevano il blog, ma poi hanno smesso di aggiornarlo perché avevano una vita interessante e quindi poco tempo per le cavolate.
    Con twitter però queste persone sono tornate a comunicare in rete, anche piuttosto accanitamente. Perché ora possono farlo grazie all’iphone che è fico quanto loro e soprattutto si può portare in un taschino mentre vanno nei posti per gente interessante e soprattutto con la scusa che twitter permette messaggi brevi non sono costretti a scrivere più di due righe.
    E così ora posso leggere di loro che sono in Perù a mangiare frutti di bosco, insegnano la matematica ai bambini del Congo o che si stanno lanciando col paracadute su Los Angeles per andare con Ornella Muti ad assistere alla premiazione degli Oscar.

    Mah il pericolo di un blog o di un account twitter/facebook è di diventare come i personaggi della vignetta di xkcd, dove uno appena vede una cosa interessante dice “cavolo devo subito parlare sul mio blog”.

    Vorrei parlare di queste cose con il mio parroco, così tanto per sapere lui che social network usa. Ma ho una gran paura che mi dica 4chan.org.

  8. France dice:

    “Sexy” con il significato americano, ma non con il significato italiano, spero?

  9. mORA dice:

    Avresti dovuto twittarlo, questo post.

    E non avresti potuto.

    Siccome non tutto sta in un cucchiaino, anche se un cucchiaino sta in tasca ed una pala no, abbiamo cucchiai di varie misure e servono tutti. Magari non a tutti.

    Anche perché non tutto si può esaurire in un “sto pisciando di fuori perché intanto mangio un panino”

  10. Daniele Minotti dice:

    Vero anche che sui nostri blog abbiamo spesso scritto minchiate che, ora, postiamo per i vari SN.
    Sì, così è proprio spannometrica, meri numeri.

  11. Alexpec dice:

    Secondo me i blog non risorgeranno, o per meglio dire, bisogna intendere i blog diversamente rispetto a 6/7 anni fa..

    Oggi chi legge i blog? Nella maggioranza dei casi chi arriva da google perché vuole saperne di più su qualcosa, nella minoranza dei casi il lettore affezionato..
    ma i lettori fissi sono una piccola parte… eccezion fatta per le “blogstar” e per i blog corali in stile magazine (ma quelli non possono definirsi veri e propri blog)..

    I blog risorgeranno? Secondo me no, la gente si annoia (o non ha tempo) di leggere, preferisce leggere il titolo e guardare la foto forse con un pò di stile voyeur, ecco perché vanno di moda Twitter e Tumblr e Facebook…

    E’ e sarà così… i blog torneranno di moda? Non credo.. il blog è e (per me) sarà solo per un piccolo (eccetto le blogstar) pubblico di nicchia..

  12. I blog risorgeranno? | Alessandro Pecoraro dice:

    [...] Mi sono imbattuto in un’interessante discussione a distanza tra Giovanni Boccia Artieri, e Massimo Mantellini. In entrambi gli articoli si sottolinea come i social network siano un ambiente che mal si presta [...]

  13. Daniele Minotti dice:

    Non c’e’ nessun indice favorevole ai blog, dunque non ritorneranno.

  14. iltommi dice:

    I blog non sono mai morti.

    Se io produco contenuti originali ed unici li butto sul mio wordpress e/o tumblr e/o joomla che ho istallato su un server dove pago regolarmente l’hosting e di cui sono l’unico padrone.

    Per me diventa un asset con un traffico ed un valore.

    Poi tiro una scoreggia su facebook e/o twitter dove faccio sentire la puzza della mia merda con un link al mio blog.

    La mia merda è mia e non la do ne a Zuck ne a Dorsey

    Il primo che farà cosi sarà Fiorello, che in questo momento regala contenuti a twitter e twit video.
    Aprirà un blog molto presto.
    Ne sono certo.
    O appena si rende conto…

  15. .mau. dice:

    @mics il mio blog sul Post (che non entra nel blogroll del Mante) fa un post la settimana scarso, per l’ottima ragione che uno di quei post mi costa più fatica di dieci sul mio blog personale.
    I semplici numeri secondo me dicono poco…

  16. Per un uso ecologico di Twitter « I media-mondo. La mutazione che vedo attorno a me. dice:

    [...] di Massimo Mantellini dal titolo Risorgimento blog? da leggere in pendant. Share [...]

  17. Dario Salvelli dice:

    Io ricordo una bella mappa dei blog su Nòva 24 e De Biase parlare di rinascimento. Quanti anni son passati? Pochi. Eppure già da allora si parlava di fine e morte dei blog: che sia il grande inganno del quale scriveva Metitieri (pace all’anima sua)? Non è che dopo qualche anno ti trovi a dargli ragione? :-)

  18. gibbo dice:

    ma va bene così, tutto passa, non per questo nello sciacquone finisce solo la m****. e dopo pensi ad altro.

  19. Sergio dice:

    Direi che questa ricerca dimostra che i blogger scrivono meno mano a mano che invecchiano.

  20. Cristoforom dice:

    Per coerenza lascio un commento qui e non su twitter…
    In mezza pagina la migliore sintesi del fenomeno twitter e della fuga dalla realtà.
    Bisognerebbere forse inventare il twitter di una “cartella”.
    Auguri

  21. Larry dice:

    Io trovo che l’evoluzione “mobile” di Internet rappresenti in realtà un’involuzione. Almeno con i blog uno si metteva davanti al PC con l’intenzione esplicita di comunicare qualcosa (e nonostante questo la maggior parte delle volte non comunicava nulla); figuriamoci quale possa essere il contenuto informativo/culturale medio di messaggini di 200 caratteri scritti perlopiù in ritagli di tempo durante i quali l’alternativa è fra far sapere al mondo dei dettagli irrilevanti della propria vita, oppure grattarsi le palle.
    Per fortuna Internet ha le spalle abbastanza larghe per reggere questa iattura, e ci saranno sempre gli “arretrati” che svilupperanno le sue vere, meravigliose potenzialità a beneficio di tutti quelli che non sono lì soltanto perché è di moda.

  22. cossetta dice:

    Introduciamo una questione di genere: hai citato tutti blog maschili, mi pare. Dite che conta? Che vecchie retoriche donne chiacchierone/donne e partecipazione al web possano avere in qualche modo un’influenza?

  23. Wu Ming 1 dice:

    Non sono sicuro che la quantità dei post sia il parametro giusto. Ad esempio, noi su Giap non postiamo tantissimo (la media è di 7-8 post al mese), ma le discussioni in calce ai post durano parecchio, vanno avanti settimane, a volte addirittura mesi, con centinaia di commenti. Siccome ogni commento ha il proprio permalink, noi segnaliamo su Twitter commenti che giudichiamo importanti (nostri o altrui), come se avessero “dignità” di post, e la discussione è costantemente alimentata da chi arriva via Twitter (ed è tanta gente: Twitter è la nostra principale fonte di traffico). Il post sul feticismo delle merci digitali, che anche Mantellini aveva a suo tempo segnalato:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241
    è on line da tre mesi e sotto si continua a discutere, siamo alla sesta schermata di commenti.
    Ecco, questo per me è un esempio di come si possa usare Twitter per valorizzare la discussione su un blog, e di come si possa tener vivo e vivace un blog anche senza postare tutti i giorni.

  24. massimo mantellini dice:

    @wu ming1 bella idea

  25. ste dice:

    Intanto ti mando un invito a diaspora alpha, l’ultima frontiera social opensource ;-)
    http://www.whatisdiaspora.com/it.htm

  26. fiamma dice:

    Io sono dilaniata, lo confesso. Le cose più interessanti le scopro grazie a internet, che è un sistema di apprendimento, riflessione, implementazione del pensiero condivisione veramente formidabile. Per esempio non avete inserito in questo discorso Youtube, che come piattaforma di comunicazione secondo me ha un potenziale gigantesco che deve ancora sviluppare. C’è gente ormai che invece di scrivere post, registra con webcam e posta su youtube i propri discorsi e li linka sui social net… Il problema drammatico però è il tempo. O si passa le giornate davanti al computer o si vive la vita. O si sta a postare, leggere, commentare o si lavora e si realizzano le cose. Io finisco per “perdere” un sacco di tempo e spesso volutamente evito di sedermi davanti alla tastiera perché poi va a finire che dopo aver controllato la posta ci schiaccio un’ora in più del dovuto. Passare 3-4 ore così, è un attimo. Viene voglia di “parlare” con le persone, che poi vuol dire scrivere… cosa che richiede un certo impegno se non si vogliono dire solo cazzate e così spesso finisce che mi metto a scrivere dei testi stimolata da argomenti interessanti. Ci ripenso, correggo, rileggo e intanto il tempo è volato, il mio cervello è andato avanti, altri commenti arrivano e non ci si fa a stare dietro a tutto.Così non pubblico nulla e buonanotte!
    Vorrei anche mettere l’accento che la funzione di un blog è anche quella di considerarlo un contenitore dove riporre in modo ordinato i propri pensieri, per se stessi e non per forza creati in funzione di un pubblico. Allo stesso modo può essere anche un contenitore per raccogliere come fosse un cassetto le cose più interessanti trovate in qua e in là su determinati argomenti, e che taggati opportunamente possono costitutire una fonte di memoria dei propri interessi e di cose che non si ha il tempo di approfondire.
    Luca de Biase ha scritto qualche giorno fa un post sul futuro della mail per comunicare. C’è chi dice che è un sistema che sta calando drasticamente. Se prima il problema era lo spam che infarciva le caselle, oggi molta gente non ha tempo di leggere nemmeno le mail di lavoro o quelle degli amici, tanto meno di rispondere…

  27. fiamma dice:

    Voglio dire che sembra esserci anche per quanto riguardo l’uso di internet e dei social un uso e soprattutto un modello consumistico della comuniczione dove poi c’è un enorme spreco di energie inutili e una totale mancanza di “ottimizzazione” delle varie possibilità offerte dall’interazione tra i vari social, che poi è quello che dice Wu Ming 1.

  28. maury dice:

    Non credo possa esserci un rinascimento dei blog. Secondo me l’epoca d’oro è finita e siamo in quella fase di “selezione naturale” dove chi ha veramente qualcosa da dire continua a tenere il blog, mentre altri, non necessariamente peggiori dei primi, si rivolgono a strumenti come FB e Twitter dove è più facile postare sensazioni, stati d’animo, esperienze in presa diretta, senza essere impegnati con un blog e magari senza avere l’assillo della domanda: Chi mi legge? Certo i blog non scompariranno, almeno credo, e nell’evoluzione della rete rimarranno fondamentali per capirla e abitarla.

  29. links 29/12/2011 | Simone Weil dice:

    [...] Il 2012 sarà l’anno del ritorno dei blog? Share [...]

  30. Agh dice:

    I blog non risorgeranno. Anzi. E’ in atto una selezione naturale. Resteranno i migliori, quelli che hanno più senso e hanno qualcosa da dire. Perché tenere decentenente un blog é impegnativo e faticoso. Su facebook si fa meno fatica, e non a caso gli utenti sono milioni. Ancor meno fatica sí fa su twitter, 160 caratteri e alla meno peggio il click di un retwit. Il rischio é che twitter diventi, se non lo é già, un gigantesco «buzz» planetario, un rumore indistinto come il rumore di miliardi di insetti nella foresta. O come la tv sempre accesa che non guardi ma alla quale butti un occhio ogni tanto.

  31. Federico Ferrazza dice:

    Un altro punto importante, secondo me, è che i social network assicurano una visibilità (a basso costo) che i blog non portano. Per chi usa la Rete per fare personal branding non mi sembra un aspetto di poco conto.

  32. Fare Luce sui Blog | Il Giornalaio dice:

    [...] un paio di giorni è in corso un dibattito trasversale [l'ennesimo?] su morte e resurrezione dei blog, che forse sono colpevole di aver stimolato. Confronto che ha per [...]

  33. #risorgiblog « I media-mondo. La mutazione che vedo attorno a me. dice:

    [...] Risorgimento blog? – manteblog Ho amato Twitter per un po’. Nel 2007. Poi ho praticamente smesso di utilizzarlo quando è diventato altro. Fino a poco tempo fa l’ho lasc… Mantellini [...]

  34. Mea culpa - Webeconoscenza | Webeconoscenza dice:

    [...] Risorgimento blog? – manteblog Tweet   « Buone feste libri pubblicati Acquistabile anche online Versione eBook Acquistabile anche online tieniti aggiornato [...]

  35. Paolo Priolo dice:

    La morte dei blog è stata annunciata quando gli utenti hanno cominciato a privilegiare Facebook come spazio per commentare e interagire.

    Da almeno un paio di anni abbiamo assistito a una progressiva riduzione dei commenti nelle pagine dei blog e alla crescita di partecipazione su Fb (soprattutto nei gruppi). Fatta eccezione per i siti di riferimento come quello di Massimo, che continuano a generare commenti sulle proprie pagine, con buona pace dei social network. Facebook, però, non ha mai sostituito i blog come spazio per la lettura. I blog non sono mai morti, hanno solo cambiato vita, ed è probabile che nel 2012 adottino nuove abitudini, adeguandosi all’evoluzione dei social media.

    Ad oggi, i blog continuano a rappresentare secondo me un fondamentale punto di atterraggio della comunicazione online. Twitter fa brillare la superficie, portando a galla le informazioni di base necessarie a stimolare l’interesse dell’utente. I blog sono il luogo della lettura. Facebook è il luogo dei commenti. Intercetto su Twitter, leggo sui blog (o sui siti di informazione e/o aziendali) e commento su Facebook (meglio, ovviamente, se i commenti del blog sono integrati a Facebook).

    E se poi sono anche un blogger di riferimento, mi tengo anche i commenti… ;-)

  36. Arianna dice:

    Oh, il blog si leggerà ancora molto e per molto e a dire il vero io ancora leggo e scrivo pure sui ng. Certo pure questi a suo tempo persero molto pubblico con l’avvento del blog, ma i migliori o quelli di nicchia sono rimasti. Senza contare che sono una miniera per fare ricerche, cosi come i blog. Ma di quello che si scrive sui sn cosa resterà tra 5 anni?

  37. Aldo dice:

    twitter è come un giornale (su cui informarsi in tempo reale) ma soprattutto è un diario (su cui segnare sensazioni ed esperienze), facebook è un bar (per chiacchierare e giocare), il blog è una stanza arredata a nostro piacimento con una poltrona comoda sulla quale poter riflettere e una finestra dalla quale si può guardare dentro.

  38. Assalto alla diligenza (dell’autodisciplina dei blog). - S. di vista. | S. di vista. dice:

    [...] non faccio il veggente per mestiere e non so dirvi se i blog risorgeranno o meno. Questo si trova certamente in acque basse, non molto popolato di novità, ma ancora [...]

  39. Catepol 3.0 » Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog dice:

    [...] dire…i blog che legge Mantellini hanno scritto molto meno di me nel 2011, volendo stare alle statistiche, e di molti tra i blogger [...]

  40. Conversazioni intorno alla rinascita dei blog | Apogeonline dice:

    [...] il dibattito – va ricordato che il suo è uno dei blog più letti del panorama nazionale – notava come nell’ultimo anno i post dei blog da lui seguiti sono calati inesorabilmente e per questo gli [...]

  41. Born Again: conversazioni attorno alla “rinascita dei blog” « I media-mondo. La mutazione che vedo attorno a me. dice:

    [...] il dibattito – va ricordato che il suo è uno dei blog più letti del panorama nazionale – notava come nell’ultimo anno i post dei blog da lui seguiti sono calati inesorabilmente e per questo gli [...]

  42. Piccola, ma seria « Strelnik dice:

    [...] vale come un #FF2012 su twitter, forse è il segno che nel 2012 il vecchio strumento si riprenderà una rivincita sui mezzi più veloci e interattivi come sono quelli del dopo 2.0., forse è solo bisogno di un [...]

  43. Best of my feed #130 | Vita di un IO dice:

    [...] Mantellini fa il punto (parziale) sulla situazione dei blog italiani… e da un punto di partenza interessante per una riflessione. Potrebbero interessarti: Best [...]

  44. Massimo Moruzzi dice:

    ehi, ma sono ancora una blogstar? O, più semplicemente, uno dei pochi che non ha chiuso bottega? :)

  45. Il rinascimento del blog che non era mai morto dice:

    [...] per i blog sembra ricrescere. Dopo l’infatuazione per i social network e dintorni pare che in molti stiano apprezzando il ritorno al blog come principale strumento di espressione in [...]

  46. Mea culpa | Webeconoscenza.net dice:

    [...] Risorgimento blog? – manteblog EmailTwitterFacebookLinkedInLike this:LikeBe the first to like this post. Per gigicogo • Inviato su Blog, conoscenza, reti sociali • Tagged #risorgiblog, Blog, blogosfera 1 [...]

  47. Di Blog e di Social network | PocaCola Blog dice:

    [...] 2012 come anno del risorgimento di questo ormai antico strumento di comunicazione sociale, e chi come Mantellini avanza invece qualche dubbio in merito. Facebook è immediato, velocissimo e consente di pubblicare [...]

  48. L’ottimismo del blogger dice:

    [...] giorno qualcuno vi dirà che i blog sono morti, oppure che i blog sono risorti. Poi ci sarà l’articolo sulla morte dei banner; no, i banner risorgeranno anche loro. Il [...]