Nella società del bisbiglio continuo uno scrittore di grande talento è oggi accusato su tutti i giornali di aver detto qualcosa di spiacevole e forse sessista in una conversazione privata durante un trasferimento su un pulmino. Una frase che qualcun altro ha orecchiato e immediatamente diffuso. Non vediamo l’ora che tutti possano giudicare i pensieri privati e nascosti di tutti per poi trarne le opportune conseguenze etiche su di loro e sul loro lavoro. Nelle società distopiche di certa letteratura novecentesca è il regime che controlla i pensieri delle persone. Nella società civile del 21esimo secolo sono le persone stesse che giudicano i loro simili aguzzando la vista o appoggiando un bicchiere al muro della stanza. Poi escono in strada e chiamano un gendarme.

Un commento a “La società del bisbiglio”

  1. Massimo dice:

    E dai… ormai sono 20 anni che è così. Mala tempora.

    https://en.wikipedia.org/wiki/You_(Time_Person_of_the_Year)

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