Le considerazioni di un insegnante in una giornata molto calda:

L’ultima studente ha consegnato la prova d’italiano alle 14,43, all’ultimo minuto di sei ore; il termometro del telefono segnava 34 °C. Domani si prevede una giornata ancora più afosa, e per i commissari d’esame ben più lunga, perché a sette ore di assistenza ne seguiranno quattro di correzione.

Per fortuna la mia scuola è di costruzione abbastanza recente e ha un po’ di verde intorno; penso alle tante scuole brutaliste, con ampie superfici di vetri semplici (che si aprono solo a vasistas), alluminio e nudo cemento orientate a est e a sud, circondate da parcheggi e palazzi, e immagino che forni diventeranno – e che forni siano già stati più volte, dalla fine di aprile in avanti.

Ogni volta che si parla di caldo eccessivo a scuola, la soluzione sembra semplice: installare impianti di condizionamento dell’aria. Ma ogni volta si alza la canea: eh, ma per qualche giorno all’anno! eh, ma quanto costa? eh, ma avete già tre mesi di ferie! eh, ma il riscaldamento globale!

Remore avanzate dagli stessi che si aspettano, anzi pretendono (e con ragione) il fresco in treno, sull’autobus, alle poste, dal medico, in ospedale e negli uffici comunali, al bar e al centro commerciale, in biblioteca e nel bed & breakfast. Gli stessi che, mentre la moglie fa una commissione nel negozio con l’aria condizionata, stanno fermi in auto con il motore acceso per far funzionare il condizionatore (evidentemente la benzina non è ancora abbastanza cara). Gli stessi che, lavorando a scuola, ma nelle segreterie, quatti quatti il condizionatore nei loro uffici l’hanno fatto installare, e lo usano.

Forse è un astio freudiano verso gli insegnanti, di cui tutti e tutte da giovani abbiamo subito o odiato le bizzarrie o le ingiustizie. Io però temo che sia un segno peggiore: che questo paese di vecchi odia i giovani e desidera punirli per essere tali.


Un commento a “Maturità condizionata”

  1. Giacomo Planeta dice:

    Basti guardare le posizioni di comando in Italia: pochissimi under 50 e nessuna prospettiva. Qualche anno fa sarei stato bollato come rottamatore, ma trovo assurdo vedere gli over 50 che pontificano sugli under. Siamo un paese per e di vecchi…

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