Nella società del bisbiglio continuo uno scrittore di grande talento è oggi accusato su tutti i giornali di aver detto qualcosa di spiacevole e forse sessista in una conversazione privata durante un trasferimento su un pulmino. Una frase che qualcun altro ha orecchiato e immediatamente diffuso. Non vediamo l’ora che tutti possano giudicare i pensieri privati e nascosti di tutti per poi trarne le opportune conseguenze etiche su di loro e sul loro lavoro. Nelle società distopiche di certa letteratura novecentesca è il regime che controlla i pensieri delle persone. Nella società civile del 21esimo secolo sono le persone stesse che giudicano i loro simili aguzzando la vista o appoggiando un bicchiere al muro della stanza. Poi escono in strada e chiamano un gendarme.

2 commenti a “La società del bisbiglio”

  1. Massimo dice:

    E dai… ormai sono 20 anni che è così. Mala tempora.

    https://en.wikipedia.org/wiki/You_(Time_Person_of_the_Year)

  2. domenico dice:

    Saro'( chiedendo scusa) un po’ “lungo” ma riporto le parole dette da Mari il 31-3 -26 intervistato da “Lucy sulla cultura”: ” Prendo atto che il tasso di eufemismo di ipocrisia e di correttezza e’ aumentato, per cui dire certe cose ,chiamare le cose con il proprio nome,puo’ far si che l’operazione venga percepita come provocatoria ,terroristica,pornografia.Ma gli scrittori che sanno il fatto loro,trovano il modo di DIRE TUTTO. Uno scrittore usa le parole -che sono anche quelle usate dalla gente comune per parlare di cose comuni- e’ chiamato a rendere conto delle cose che dice; questo mi sembra spesso oneroso se non addirittura INIQUO”. SOTTOSCRIVO TUTTO e aggiungo che uno dei motivi perche’ la carta stampata non interessa quasi piu’ nessuno, deriva da commenti che interessano gli iscritti all” AMICHETTISMO, ( pochi ma ben inseriti)che tanti danni provoca a questa sfortunata nazione negli ultimi 30 anni.

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