Il più letto quotidiano italiano titola:
“Pensioni, non ci sarà l’aumento di 3 mesi dal 2027”
Tecnicamente le cose non stanno così: al momento infatti vi sono solo alcune dichiarazioni di intenti al riguardo del Ministro dell’Economia Giorgetti e del sottosegretario leghista Durigon, del tutto insufficienti per un giornale che desiderasse informare correttamente i suoi lettori. Ma il giornale in questo frangente sta scrivendo per il governo e non per i suoi lettori e il tema pensioni come è noto è uno dei più spinosi, quello sul quale in campagna elettorale il centro destra ha promesso di più e sul quale si è applicato meno. Così la stampa amica viene in aiuto.
Per i pochi che leggeranno l’articolo il futuro del titolo diventa immediatamente condizionale:
Innanzitutto, come ha più volte detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non dovrebbe scattare, nel 2027, il previsto aumento di tre mesi dell’età pensionabile in relazione all’incremento della speranza di vita.
Per un titolo del genere occorrerà (occorrerebbe) aspettare che il governo inserisca nella prossima manovra finanziaria un correttivo per impedire che nel 2027 l’età della pensione passi da 67 anni a 67 anni e tre mesi.
Il lettore più ingenuo si fiderà delle promesse del governo sulla sua prossima pensione che il Corriere ha gentilmente tramutato in certezze e andrà a letto sereno, almeno fino a quando, magari il giorno dopo, non incapperà in un ulteriore verbo al condizionale pubblicato dal Messaggero.
A quel punto però la massa dei lettori si sarà trasformata in un esiguo manipolo di rompicoglioni. Il 95% dei lettori si sarà fermato al titolo, il 4,9% si sarà accontentato delle promesse di una norma prossima ventura, lo 0,1% avrà trovato la citazione di quell’articolo del Messaggero nel quale, sempre con un condizionale, si spiega come farà il governo a impedire lo slittamento di tre mesi dell’età pensionabile nel 2027, che sarà verosimilmente questo:
Nei piani del governo, secondo quanto scrive oggi il Messaggero, per ridurre i costi stimati per il congelamento dei requisiti, si sarebbe l’ipotesi di introdurre delle nuove mini-finestre di uno o due mesi. In pratica, l’età per il pensionamento di vecchiaia rimarrebbe ferma a 67 anni, come è adesso, fino al 2029, non ci sarebbe l’aumento di tre mesi previsto, ma una volta maturati i requisiti, bisognerà attendere un altro mese, o al massimo due, per poter ricevere l’assegno.
Al massimo due.



Agosto 28th, 2025 at 09:23
Ma io gli farei attendere anche un annetto, visto che quei tre mesi regalati li paga chi lavora, con i propri contributi, e in generale li paghiamo tutti noi con denaro sottratto a investimenti in altri settori pubblici.