L’accoglienza e la solidarietà sono oggetti politicamente complessi. Non basta esprimerli sentimentalmente, che è quello che la politica di centrosinistra ha fatto per anni fino a un po’ di tempo fa, occorrerebbe anche declinarli, saperli organizzare, come per esempio è accaduto in Germania in questi anni. E noi, banalmente, non siamo in grado di farlo anche perché le parole sono gratis ma i sistemi complessi costano soldi. Soldi non ne abbiamo, siamo già scarsi nella gestione dell’ordinario, figuriamoci col resto (le Olimpiadi! le Olimpiadi!).
Per molti anni il PD ha espresso (a parole) una propria vasta e (per me) condivisibile idea di solidarietà nei confronti degli ultimi: per molti anni i limiti di conversione pratica di un simile pensiero hanno rinforzato, giorno dopo giorno, il sentimento opposto: quello di rifiuto e odio verso migranti e rifugiati, le cui basi oggi non sono solo ideologiche e grette (ben sintetizzate dai ragionamenti elementari di Salvini o Di Maio) ma anche fattuali. Il fallimento tecnico dei meccanismi di identificazione, accoglienza e invio altrove (compresi quelli di esplusione) è una delle ragioni politiche per cui oggi la maggioranza degli italiani detesta i migranti.
E cosa fa a questo punto il governo, senza grandi proclami, cercando di non dirlo troppo forte per non irritare la propria vecchia base elettorale ma mostrandolo lo stesso chiaramente, per avvicinare nuovi elettori delusi? Semplice: aumenta il rigore verso gli estranei. Racconta bugie sull’accoglienza altrove (ben sapendo cosa significhi oggi lasciare migliaia di persone in Libia o in mezzo al mare) attacca frontalmente le ONG, trasformandole intenzionalmente in bersaglio mediatico per i peggiori e meno informati di noi, cavalca insomma il malcontento per via mediatica, con quello sceriffo narciso che è il Ministro Minniti al quale viene affidato l’arduo compito di trovare una soluzione ad una situazione ormai ingestibile. Nell’ultimo mese i migranti giunti in Italia sono stati 1/10 di quelli del 2016, il prezzo in termini di solidarietà è enorme ma è stato tenuto sottotraccia, il guadagno in termini politici è evidente e affidato alle virtù dei media nel descrivere il nuovo uomo forte che ci salva dal caos.
In realtà tutta la politica, da Minniti ad Alfano, dal silenzioso Gentiloni sul caso Regeni alla sindaca di Roma altrettanto silenziosa sul caso degli idranti a Piazza Indipendenza contro gli eritrei, ha semplicemente scelto la via breve: non essendo in grado di gestire la complessità dell’accoglienza, non sapendo fare a indirizzare nemmeno in misura minima l’idea stessa di solidarietà, ha scelto di archiviarla senza occuparsene, certi – tutti assieme – che gli elettori a suo tempo lo ricorderanno. Non hanno torto ovviamente: sempre più spesso gli elettori in Italia sembrano essere spregevoli quanto i politici che li guidano. Tuttavia non andrà dimenticato che al di là delle idee (che come è noto si portano su tutto) il fallimento del governo Renzi e di quello Gentiloni sui migranti e il clima terribile che si può respirare in questi giorni a Roma e nel Paese sono, prima di tutto e da anni, fallimenti tecnici. Una politica che, quando il gioco si fa duro, semplicemente perde la testa e non sa più che cosa fare. A quel punto ripudiare le proprie idea, goffamente e cercando di non farsi notare, sarà solo un effetto collaterale.



Agosto 26th, 2017 at 18:52
Del tutto d’accordo con alcune aggiunte.
L’Europa vorrebbe che si creassero dei campi profughi simili ai lager, in Italia come quelli che ci sono in Turchia per i siriani. I politici austriaci lo hanno detto chiaramente, gli altri leader europeilo hanno proposto rendendo disponibili risorse per la loro costruzione, ma in Italia sarebbero visibili per cui Minniti e compagnia hanno scelto di farli in Libia con le conseguenze note. Chiaro che il problema dell’accoglienza ha origine in un fallimento tecnico e in scelte politiche sbagliate alle quali si cerca di sopperire trasformandolo in un problema di ordine pubblico. Adesso stiamo cercando di distruggere anche l’integrazione ottenuta: come si sentiranno giovani nati in Italia e che qui hanno seguito il percorso scolastico, quando si sentiranno dire che non possono lavorare perché non sono italiani. Ma noi abbandoniamo lo ius soli perché non va bene ad Alfano.
Agosto 26th, 2017 at 21:04
Mantellini ma questo banale meccanismo di esasperazione che porta alla violenza contro gli immigrati, dovuto all’incapacità e a una buona dose di boria di chi sa solo farsi bello in tv dicendo le parole giuste ma la realtà non sa neanche cosa sia, non ti sembrava evidente 5, 4, 3, 2, 1 anni fa?
Intervenire rigorosamente all’inizio avrebbe impedito che il taglietto al dito portasse il braccio in cancrena ma in questo paese il rigore è fascista secondo la cultura dominante (mediaticamente)
Magari adesso potresti proporre qualche soluzione di sinistra. Ma fattibile, non i castelli in aria dei soliti noti.
Agosto 27th, 2017 at 16:36
Quando anche le persone intorno a te, quelle che conosci da tempo e hai sempre pensato fossero “solidali”, incominciano ad utilizzare espressioni che definire forti è un eufemismo, contro i migranti, capisci quanto in profondità ha scavato la paura e la diffidenza verso chi non è come noi. Io non ho soluzioni da proporre nè credo di capire nel complesso il problema dell’immigrazione.
Quello però che mi disgusta è sentire persone (di sinistra) che accolgono e sottoscrivono senza fiatare espressioni e atteggiamenti a dir poco razzisti contro i migranti.
Possiamo pensare tutto il male possibile (dal punto di vista delle opinioni) di Gad Lerner, ma alla sua uscita dal PD e alla sua accusa che il partito ha subito una involuzione sui diritti ho pensato: “finalmente qualcuno che alza la voce e non ha paura di dire la verità”.
Agosto 28th, 2017 at 10:04
Non so come gestiscono le cose in Germania, ma i numeri che ho visto mi dicono che dell’attuale crisi hanno accolto dal 2015 4.175 migranti sbarcati in Grecia e 3.215 sbarcati in Italia, mentre gli sbarchi in italia dal 2015 sono stati 433.209
http://migration.iom.int/europe/
Agosto 28th, 2017 at 11:22
Sto leggendo “Le port des saints” un romanzetto del 1973, scritto da un giornalista di estrema destra in cui si mettono alla berlina le belle anime della sinistra (e negli anni settanta, ne hanno offerte di occasioni per farsi sbeffeggiare) sulla questione dell’immigrazione selvaggia.
Ora, il romanzo è davvero pessimo. Però sta conoscendo un successo internazionale perché, a leggere le parole messe in bocca si vari personaggi, sembra di leggere un quotidiano o ascoltare un tg di questi ultimi anni, tanto è preciso.
Secondo me non è un bel segnale.
Agosto 28th, 2017 at 13:25
@Antonio: è “Le CAMP des saints” (è una citazione biblica). Per il resto hai ragione, sia sullo stile più che mediocre, sia sulla preconizzazione del cupio dissolvi delle élites illuminate, pronte a giocare la carta sporca del ricatto morale e della carità pelosa verso quegli immigrati che disprezzano come esseri inferiori.
Agosto 30th, 2017 at 22:26
Ciao Mantellini,
era da molto che non tornavo a leggere il tuo blog.
Ho letto questo post e quello dell’odio con il povero Baldoni in prima pagina su Libero.
Poi ho pensato che ho 2 bimbi, una di 7 anni cappuccino e l’altro di 3 più vicino al caffè visto che sono nati da un papà bianco italiano e una mamma nera brasiliana.
E ti confesso che mi è salita una preoccupazione per il più piccolo… faccio bene a farlo vivere in un paese che sprizza odio e stupidità da tutti i porri?