
Il 4 agosto 2016 al largo delle Isole Eolie c’è stata una scossa di terremoto di magnitudo 3.6
Il 21 settembre 2016 nel mar Tirreno fra Calabria e Sicilia c’è stata una scossa di magnitudo 3.2
Il 28 ottobre 2016 in mare fra Napoli e Palermo c’è stata una scossa di magitudo 5.7.
Tutti questi recenti eventi sismici sono avvenuti nei pressi di Marsili, il più grande vulcano sottomarino attivo del Mediterraneo.
Scoperto negli anni venti del XX secolo e battezzato in onore dello scienziato italiano Luigi Ferdinando Marsili, questo vulcano sottomarino è stato studiato a partire dal 2005 nell’ambito di progetti strategici del CNR[3] per mezzo di un sistema multibeam[4] e di reti integrate di monitoraggio per osservazioni oceaniche[5]. Con i suoi 70 km di lunghezza e 30 km di larghezza (pari a 2100 chilometri quadrati di superficie) il Marsili rappresenta uno dei vulcani più estesi d’Europa[1]. Il monte si eleva per circa 3000 metri dal fondo marino, raggiungendo con la sommità la quota di circa 450 metri al di sotto della superficie del mar Tirreno[1].
Domanda: esiste un piano di evacuazione Tsunami per il basso tirreno? E se no, dovremmo averlo?
update: La Protezione Civile Calabria dice che il recente terremoto non c’entra con Marsili.



Ottobre 29th, 2016 at 18:21
Mante, la questione è complessa ma l’allarmismo in materia potrebbe essere piuttosto esagerato https://ingvterremoti.wordpress.com/2015/05/19/cosa-non-sappiamo-del-vulcano-marsili/
Ottobre 30th, 2016 at 12:51
Ad essere preoccupati basterebbero i vulcani emersi, come il Vesuvio. La sola idea di un piano di evacuazione dell’area presumibilmente a rischio è un incubo a cui non voglio pensare.
Novembre 4th, 2016 at 10:18
Ma il Tirreno è abbastanza grande per fare tsunami tosti? (non lo so, chiedo)