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Cosa è successo in questi due anni di governo Renzi?
Vi dico quello che pare a me, che a metà mandato mi sembra si sia fatta l’ora di esprimere qualche giudizio.

Parto da una constatazione: Renzi ha fatto cose. Molto più rilevanti e centrali di quelli che lo avevano preceduto negli ultimi anni (eccettuata probabilmente la riforma Fornero, qualsiasi cosa ne pensiate). Inutile elencarle, qualsiasi pappagallo renziano da talk show televisivo ve le potrà enumerare meglio di me. Le ha fatte: che ci piacciano o no, che siano sbagliate o giustissime le ha portato in fondo.

Questo primo aspetto non era scontato: Renzi guida un governo variegato, pieno di gente indubitabilmente impresentabile, caricata per disperazione o necessità politica. Poi combatte sul fronte interno con una minoranza del partito altrettanto imbarazzante: cariatidi di un mondo ormai terminato. Inutile elecarli, sono sui giornali tutti i giorni a dettare la linea politica dall’alto della propria marginalità.

Quanto Renzi sia in sintonia con gente biasimevole come Verdini o Alfano per me è impossibile dirlo. Osservo solo che oltre a queste il Premier coltiva altre vicinanze che io troverei piuttosto deprecabili, per esempio quella con Marchionne. Se tanto mi dà tanto diciamo che i miei gusti personali e quelli del Premier in fatto di frequentazioni sembrerebbero piuttosto distanti. Quindi ci sta anche che a Renzi piaccia uno come Verdini sul serio. Non la trovo un’ipotesi fuori dal mondo. Mi dispiacerebbe, ma pazienza.

Sul merito delle norme approvate il mio parere di cittadino che cerca di informarsi vale quello degli altri: spesso si tratta di normative molto tecniche sulle quali è difficile avere uno sguardo di insieme e i cui veri risultati si vedranno poi. In linea di massima la riforma della scuola non mi dispiace, la riforma costituzionale mi convince abbastanza, l’italicum mi pare meno peggio del sistema pessimo che avevamo prima. Sulla riforma del lavoro davvero non ho gli strumenti per esprimere un giudizio. Comunque sia mi pare che il teorema Cacciari (meglio poco che il solito niente) valga un po’ per tutte queste norme: si potevano fare meglio, molti errori andavano evitati ma in un Paese in cui non succede mai nulla, in cui la politica usualmente sposta solo chiacchiere e demagogia qualcosa Renzi ha fatto. Renzi che fa cose.

Ho invece tre grosse critiche di sostanza a questi due anni di renzismo e sono punti che francamente trovo senza scusanti. Il primo è quello di aver inciso poco o nulla sul sistema non meritocratico delle nomine. Nonostante i proclami il verso non è stato cambiato ma anzi spessissimo confermato, specie nelle nomine politiche. La seconda è quella di aver ignorato politicamente la parte più viva e fragile del paese: il regime fiscale delle Partite Iva al quale sono attaccati disperatamente moltissimi giovani è rimasto sostanzialmente inalterato: sarebbe stata la prima cosa da toccare al posto degli 80 euro. Gli investimenti culturali, al di là dei molti proclami, sono rimasti ai margini dell’attenzione economica del governo. È di ieri la notizia delle dimissioni in massa del Comitato tecnico scientifico per le biblioteche e gli Istituti culturali del MIBACT per l’ennesima volta ignorato dal Ministro Franceschini, troppo occupato ad inaugurare mostre, flirtare con la SIAE e prodigarsi in faccenduole estetiche senza importanza.

L’ultima, quella che conosco meglio, riguarda la politica dell’innovazione altro cavallo di battaglia del Renzi delle primarie e poi passato per molti mesi quasi sotto silenzio. Le scelte infrastrutturali sulla banda ultralarga sono state caotiche, ondivaghe e governate più dalla contingenza dei rapporti personali che non da strategie di lungo termine. Il piano BUL è stato gestito con un’approssimazione e una sventatezza tali che non è difficile già ora a quasi due anni dai suoi primi attesi risultati, prevederne l’inevitabile fallimento. Il passaggio al digitale del sistema Paese poi, nonostante gli sforzi di Paolo Barberis e il prossimo arrivo di Diego Piacentini è uno di quei moloch difficilissimi da spostare per chiunque. L’ultimo punto, quello secondo me più importante, che attiene al divario culturale degli italiani è stato fino ad oggi sostanzialmente ignorato. Se si escludono un paio di festival annuali affidati da Renzi alla sapiente regia di Riccardo Luna, soliti profluvi di parole senza la minima ricaduta concreta, il governo in carica, esattamente come quelli precedenti, ha ignorato il problema principale e più complesso di questo Paese. Il fatto che la sua popolazione è vecchia (non solo all’anagrafe) e non è semplicemente interessata al mondo che cambia. Immagino sia chiaro a tutti che se la mentalità dominante resterà questa, se il burocrate vincerà la battaglia sul digitale perché di fronte non avrà una batteria agguerrita di cittadini incazzati che reclamano i loro diritti ma vecchietti (non solo all’anagrafe) ordinatamente in fila alle Poste, non ci sarò nulla da fare. Non solo per la PA digitale ma nemmeno per il commercio elettronico, per la scuola digitale, per l’industria dei contenuti e infine – non ultima – per la nostra intelligenza di cittadini. Senza un cambio di passo sul digital divide culturale saremo nel giro di qualche anno un Paese finito. Un paese finito che non fa cose.

22 commenti a “Renzi che fa cose”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    Renzi nella sua narrazione mette molto l’accento sul fatto che fa cose,certamente e’vero ma anche il Governo Berlusconi fece molte cose:perfino una riforma costituzionale poi bocciata dai cittadini,la legge Biagi sul lavoro,il Porcellum,le leggi Gelmini e prima Moratti sulla scuola,una miniriforma fiscale.Quindi e’inutile che insista sul fatto che fa,il problema che quello che fa non piace ad una parte della sinistra e sembra piu’vicino a quello che voleva fare o ha fatto Berlusconi.

  2. andrea dice:

    come dice quell’altro tuo collega si tratta di “fare [tanto] per fare”, che darà certamente qualche carta in mano a chi pensa che fare qualcosa [in politica] sia meglio che non far nulla. rimangono quelli che ritengono sia meglio non far nulla che fare qualcosa di inutile o dannoso: la “buona” scuola e il disinteresse per la ricerca — se non quell’enorme boiata dell’human technopole — si inseriscono nel solo del ventennio berlusconiano che ha fatto della lotta alla cultura e alla conoscenza, quale motore di crescita civile e mobilità sociale (si vedano il numero delle immatricolazioni all’università), uno dei cardini dell’azione politica. su questo fronte molto è stato fatto e molto si continua invero a fare. e i risultati si vedono. tutti.

  3. nicola dice:

    Ci sono solo due possibilità: 1) fare cose 2) non fare nulla? O esiste anche 3) farne una giusta una volta ogni tanto? Non dico di sinistra, che sarebbe chiedere troppo al povero Renzi.

    Io di cose giuste ne ricordo pochissime: il divorzio breve e forse il quasi matrimonio omosex. Berlusconi fece smettere di fumare nei locali pubblici. Mi sembra pochino.

  4. Mike dice:

    Io sono d’accordo con quantoo dice Nicola. Se si fanno cose clamorosamente sbagliate, eˋmolto meglio non fare nulla. Se non altro si risparmiano i soldi.

    Un esempio delle cose che era meglio non fare sono stati gli 80 euro e la decontribuzione per le nuove assunzioni. Non sono servie a nulla o quasi, mentre se con quei denari si fose pensato ad una modiifica delle detrazioni IRPEF per i redditi da lavoro, specalmente tra gli 8000 ed i 16000 euro annui, gli effetti sarebbero stati ben iversi. Oppure evitare di aumentare la tassazione sul risparmio e la previdenza integrativa e non togliere l’IMU sulla prima casa.
    Sento poi di abnormi cavolate come diminuire i contributi pensionistici per ridurre il cuneo fiscale o di togliere il bollo auto e di far pagare di piuˋ il carburante.

    Anche Berlusconi ed amici (che in effetti sono ancora all governo) hanno cambiato molte cose e speso molti denari.
    Ma se essi erano degli incapaci, come lo sonoo i rennzisti che stanno governando adesso, eˋmolto meglio che sii fossero limmitati e si liimitiino a gestire l’ordinario.

  5. diamonds dice:

    Basta lo schifo della scelta politica ruffiana e orba di dare 80 euro a chi gia` guadagna discretamente, assegnata senza peraltro considerare il cumulo dei redditi familiare, contrapposta a nessun serio provvedimento per chi e` alla deriva per farmi sperare in una rapida fine di questo esecutivo(non mi interessa neanche considerare il fatto che l`agenda dello stesso sembri ricalcata dal libro dei sogni di banchieri ed industriali)

  6. malb dice:

    Certo “Renzi fa cose” diversamente da quelli che lo hanno preceduto (Berlusconi parlava molto, ma faceva molto poco, oggi lo dicono anche quelli di Confindustria che allora erano nel suo entourage; Prodi ha tentato di fare, ma aveva maggioranze pronte a bloccarlo; Monti ci ha provato nel primo periodo, ma quasi il solo risultato è stata la riforma Fornero), ma il problema è che delle cose che fa quasi tutti ritengono accettabili quelle che conoscono poco, mentre criticano duramente quelle in cui sono esperti.
    Per quanto mi riguarda penso di poter dire qualcosa su alcuni problemi che non sono criticati nel post.
    Renzi ha fatto una riforma della scuola che forse avrà anche elementi positivi, ma pensare di affrontare il problema del governo delle istituzioni scolastiche ognuna delle quali dovrebbe organizzare circa mille persone, dando il potere ai presidi che spesso non sono normalmente in grado di gestirlo, e senza tener conto che tutto il resto della struttura organizzativa è su base volontaria, significa annullare nel tempo anche le cose buone che potrebbero esserci.
    Nella Pubblica Amministrazione il problema è il paradigma organizzativo che usano molti dirigenti e funzionari: “tracciare norme che prima di tutto giustifichino la mia esistenza”. La questione delle modalità con cui vengono fatte le nomine è un corollario non il centro del problema che nessuno al governo sembra essere in grado di attaccare.
    L’italicum può anche essere una legge elettorale migliore del guazzabuglio precedente e la riforma costituzionale certamente affronta problemi non rinviabili, ma la combinazione dei due provvedimenti determina un sistema che diminuisce la possibilità di partecipazione democratica non solo diretta, ma anche di rappresentanza.
    Ultima chicca una dichiarazione Renzi sentita stamattina: “Prima terminiamo le grandi opere in corso e poi pensiamo al ponte sullo stretto.” Qui le cose sono due o lo fa per dare uno zuccherino ad Alfano o ci crede davvero e allora bisogna cominciare a dubitare delle sue capacità di vedere oltre il contingente.
    Quanto alle sue relazioni ho molto l’impressione che alcune di esse, vedi appunto Marchionne, non siano solo frequentazioni, ma una vera sudditanza ideologica.
    Posso discutere di meno su altre osservazioni negative di Mantellini, ma mi sembrano molto sensate.
    Cosa si può salvare di Renzi? Solo che non c’è altro o che quelli di prima, schierati a sinistra, non hanno saputo fare nulla sui terreni su cui lui agisce (Cacciari)?
    Mi sembra un po’ poco.

  7. paolo d.a. dice:

    Condivido molto Max, per quanto ho potuto seguire la sua attività, soprattutto muoversi con questa – inevitabilmente questa, colpa dei M5s – maggioranza, ha in sé del miracoloso. Il problema è che non basta, non basteranno le riforme istituzionali (arrangiate in modo così maldestro da rischiare lo stop), non basteranno le buone volontà. E’ probabilmente già troppo tardi, abbiamo istituzioni così vecchie che abbiamo già perso il treno, abbiamo un tasso di alfabetizzazione, figuriamoci quella digitale, ridicolo rispetto a gran parte d’Europa, l’Ocse rileva per la seconda volta in ventanni che 7 italiani su 10 se leggono qualcosa non sanno cosa hanno letto, ma abbiamo anche il Tar del Lazio (per dire) che può bloccare provvedimenti della Regione Puglia (vedi il caso degli ulivi salentini), siamo un paese nel quale i ricercatori vengono inquisiti da magistrati che fanno i magistrati senza vaglio popolare né responsabilità diretta, stiamo qui a parlare di prescrizioni mentre un processo per liberare una casa occupata può durare venti anni (20). Il mio non è un parziale elenco delle cose che non vanno, è un parziale elenco di dove siamo fallendo a livello istituzionale: è la forma delle nostre istituzioni che ci ha portato a muoverci lentamente fino a trovarci dove siamo.
    Cosa fare? La soluzione è far cose, ma se sono queste qua, che sono forse le uniche possibili visti gli assetti politici, non illudiamoci che siano le cose giuste. Voterò sì al referendum per disperazione.

  8. Andrea dice:

    Caro Massimo,
    giudicare il governo Renzi al di fuori del contesto Unione Europea è un esercizio leggermente sterile. Per brevità, ti segnalo una serie di fatti:

    1. stiamo vivendo la più grave crisi economica del secolo per distruzione di ricchezza (più grave di quella del 1933 per persistenza)

    2. questa crisi viene gestita a livello UE con politiche deflattive (a vantaggio dal paese dominante, la Germania), per salvaguardare gli interessi di creditori e grandi capitali, a scapito dei redditi da lavoro

    3. le politiche vengono attuate dai singoli stati nei seguenti modi: austerità, ovverosia più tasse (es. Monti, Tsipras), tagli alla spesa pubblica (es. Tsipras, Renzi), e/o maggiore flessibilità del mercato del lavoro (es. Renzi, Hollande)

    4. queste politiche hanno effetti fortemente negativi: aumento della disoccupazione, deflazione dei redditi, aumento del debito privato e pubblico, collasso del sistema bancario. Si tratta di risultati inevitabili per chi ha due basi di macroeconomia

    5. mantenere consenso politico a fronte di risultati negativi è molto difficile. Da qui la riforma della Costituzione e della legge elettorale: grande potere ad un partito di minoranza, rafforzamento dell’esecutivo con poteri legislativi de facto (e non solo in regime di urgenza), e riduzione del Parlamento a mero organo notarile. Quest’ultimo, guarda caso, ricalca lo stesso impianto della UE nel rapporto tra Commissione e Parlamento Europeo.

    In questo contesto, Renzi agita tanto le zampette (fa cose), ma è solo un piccolo ingranaggio di un meccanismo molto più grande che ci sta portando verso un esito devastante.

  9. DinoSani dice:

    Fare cose, come valore in se. Non importa come e se questo fare uccide qualcuno (la democrazia?).
    A partire dalla sua nomina, vero giravolta che ha fatto fuori Letta jr., per proseguire con lo smantellamento del partito, dove le minoranze (che nelle primarie erano insieme maggioranze) sono state fatte fuori con lo stesso stile (Civati?). Delle amicizie hai già detto tu, mentre dimentichi della legge con i candidati nominati dai partiti. Si potrebbe proseguire per giorni, ma francamente sono veramente poche le cose buone di questo governo illegittimo. Il governo migliore, oggi, dovrebbe “scomparire”. far votare con la legge precedente al porcellum e ripartire da un parlamento di non nominati. Invece chiunque abusivamente si trova lì (persino peggio di Berlusconi, che tra conflitti di interessi su cui non si è mai intervenuti era almeno stato scelto dagli elettori), cerca di “fare”, con un occhio alle lobby europee (le banche) e un altro a quelle italiane (la massoneria).
    Insomma, caro Mante, stai prendendo un abbaglio colossale con Renzi, che seguo da quando era alla provincia, e di cui constato una grande capacità di manipolazione mediatica. Nella quale cascano anche persone per bene come te…

  10. Dino Sani dice:

    Un giorno poi ci spiegherai che filtri hai attivato e perché a volte i miei post finiscono in quelli “da approvare”. Qualche parola chiave? Sono curioso….

  11. Bruno Anastasi dice:

    buongiorno Massimo, grazie per l’invito a esprimere un parere nell’ora fatale di bilanci; non me ne vorrai se trascuro la visione d’insieme e mi soffermo, invece, su alcuni dettagli che però, a mio parere, rivelano la vera natura di una “rottamazione” ben lungi dall’essere attuata:

    1) non è stata abolita la revisione biennale obbligatoria di auto/moto/ciclomotori (deve pagarla anche chi sottopone le proprie auto/moto a tagliandi certificati ogni 15.000/6.000 km);

    2) invece di costare 10€ ed essere subordinato all’effettivo impiego del mezzo (paghi solo chi circola), il bollo annuale delle moto rasenta i 150€ ed è obbligatorio comunque;

    3) non è stato smantellato il carrozzone S.I.A.E. (non ancora nel 2016, capito?);

    4) esiste ancora la figura professionale del notaio;

    5) la camera di commercio è ancora viva e vegeta (e nessuno sa a cosa serva);

    6) quando si chiude una partita i.v.a. bisogna pagare;

    7) i contributi all’I.N.P.S. (Istituto Nazionale … ah ah ah) si versano a prescindere dagli utili reali, in base a fasce di reddito che sembrano stabilite da uno strozzino e non sulla base di quanto si guadagna effettivamente;

    8) si continuano a costruire nuove abitazioni (quasi sempre orrende) su terreni verdi ma edificabili, invece di restaurare gli immobili esistenti (o sostituire gli obbrobri con case decorose);

    9) la TV e la radio pubblica, perlopiù, fanno pena;

    10) moriremo democristiani

  12. alessandro dice:

    pappagalli in tv e intellettualoidi dietro
    il sistema funziona sempre

  13. gregor dice:

    Il mio giudizio su Renzi è del tutto positivo.

    Le critiche su partite iva e digitali non le ocndivido

    Suulle partite iva ricordo uno dei primi provvedimenti, la monocommitenza che ha smascherato la truffa delle finte partite iva. Sicuramente c’è da fare di più.

    Riguardo al digitale, il FOIA, il programma sulla banda larga e gli investimenti sulla centralizzazione delle banche dati della PA non so come definirli se non una svolta epocale per l’Italia

  14. Umberto dice:

    Leggo che molte delle critiche rivolte a Renzi o sono banali e pretestuose o riguardano materie sulle quali non ha alcuna responsabilità, non credo che saranno queste critiche a metterlo in difficoltà. Che una parte di ciò che fa non piace alla sinistra non è un argomento, Renzi governa forte di una maggioranza in Parlamento e nel paese, la sinistra se ne faccia una ragione, taccia e mediti sui guai che ha combinato,sui problemi (enormi) che ha creato e su quelli (quasi tutti) che non ha mai risolto.

  15. diamonds dice:

    “Una volta,viaggiando in treno,mio padre commise involontariamente una piccola infrazione e fu aspramente redarguito da un modesto ferroviere. Ero giovane allora e dissi con calore a mio padre che avrebbe dovuto rispondere per le rime a quell’uomo. Mio padre sorrise: “Se un uomo come quello puo’ sopportare se stesso tutta la vita,posso ben sopportarlo io per cinque minuti.”

    (Filosofo anonimo,sulla saggezza del silenzio)

    http://youtu.be/0zmVGvSFe2I

  16. malb dice:

    @gregor @umberto Qualcuno dello staff di Renzi si è accorto che si stava sviluppando un dibattito critico?

  17. Userunfriendly dice:

    @malb inconcepibile avere opinioni opposte ? o almeno seguire il consiglio di @diamonds…

  18. DinoSani dice:

    Vogliamo parlare del dialogo diretto tra Mantellini e Renzi su Twitter? Non è forse un bel modo furbetto di rendersi amici i blogger intellettuali che hanno un buon seguito. Quanto Il curatore di questo blog si rende conto che le risposte del premier direttamente ai suoi tweet dipendano dal fatto che siamo numerosi a leggere e interloquire qui?
    La sensazione è che nel sentirti coinvolto direttamente tu sia stato lusingato dal potente di turno. Non provi vergogna, almeno un po’ ?
    Lo ammetto, è un commento provocatorio…. ;)

  19. Paolo dice:

    ‘Molto più rilevanti e centrali di quelli che lo avevano preceduto negli ultimi anni’

    ma in bene o in male?

    Berlusconi per aver fatto quasi le stesse cose è stato considerato un ‘pericolo per la democrazia’ non so se rendo: riforma costituzionale presidenzialista poi bocciata con grande movimentazione di piazza. Ma una riforma poi ripresa dal PD: dev’essere chiaro chi comanda, dicono, non più la lentezza della democrazia. Si sa che le costituzioni diventano vecchie dopo la mezzanotte

    e certo che “per necessità” imbarcare proprio il pericolo per la democrazia è stato un grande atto provocatorio, tanto per mostrare la vera natura politica perversa, e poi dar la colpa al “sistema” ah ah

    e hanno ragione: Berlusconi aveva umanità da vendere… ah ah ah, grande … e detto da un amorevole cinico come Mantellini

  20. Paolo dice:

    @Pier Luigi Tolardo

    e la legge Carfagna contro stalking e le molestie assillanti (o tecnicamente: la legge Berlusconi-Carfagna)

    paradossi morali

    come la “buona” scuola riformata da un autentico bullo

    “I bravi” non perchè erano bravi…

    « a prima vista si davano a conoscere per individui della specie de’ bravi. »
    (Alessandro Manzoni – I promessi sposi capitolo I)

  21. Paolo dice:

    alla fine comunque son d’accordo con Mantellini: le più grandi porcate mondiali sono state commesse da pseudo progressisti rampanti

    l’esempio più clamoroso: Clinton e l’abolizione del Glass-Steagall Act che divideva, saggiamente, banche d’affari da banche commerciali

    in Italia le riforme bancarie di Padoan (un ex dell’FMI, per dire la credibilità del PD contro la Troika..), ovvero: le banche popolari obbligate a diventare S.p.A, un obbligo di legge

    non saprei valutare le riforme di Berlusconi, non sono un tecnico, bella questa

  22. Giovani: un formidabile fallimento – ReportNews dice:

    […] Scrivevo 6 mesi fa a proposito della politica di Renzi sui giovani: […]