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Lug
L’assassino del cinema in Colorado è un fantasma anche su Internet. Nessuna traccia su Facebook o Twitter, nessuna foto, niente di niente.
It is fairly difficult today not to have a footprint – or a faceprint, given the sophistication of facial recognition technologies – on the Internet. If we don’t post pictures of ourselves online, others do. Our addresses, past and present, live online, along with our credit record, our book-buying habits, what size rain boots we have almost bought on Zappos.com, and whether we stream cartoons on Netflix or the films of Fassbinder.
(via NYTimesBits)



Luglio 21st, 2012 at 10:23
Sai come rosicano i giornalisti?
Luglio 21st, 2012 at 12:43
Ho appena sentito che ha comprato le armi su internet. Ho appena letto: “sul web spunta annuncio sospetto”. Scommetto che fra un paio di giorni ci sarà un titolo su “pagina facebook inneggia al killer di aurora”.
Luglio 21st, 2012 at 13:18
In realtà, ora sono spuntati un suo profilo su un sito di incontri e un altro probabile su MySpace.
Ma di questa storia, mediaticamente, colpisce altro: sui maggiori quotidiani italiani, anche con inviati sul posto, troverete informazioni che girano da ieri sui siti americani, e molte di queste informazioni sono pure copiate male: nome sbagliato del capo della polizia, testimonianze gonfiate, distorte, generalità dei testimoni sbagliate… Un disastro (leggere per credere).
E nessuna notizia di prima mano.
Davvero vale la pena di spendere soldi per un inviato se i risultati sono questi? O, mandalo, ma ordinagli di trovare uno spunto suo, in mezzo al marasma.
Lo dico da amante dei giornali cartacei.
Luglio 21st, 2012 at 16:04
In effetti gli inviati a cosa servono oramai? Un tempo andavano all’estero a leggere i giornali del posto e poi facevano il servizio sul loro giornale oppure andavano in tv con dietro lo sfondo di Buckingham Palace/New York/Washington. Ma ormai tutti i giornali sono online, è più una cosa di scena poter scrivere “dal nostro inviato da” (che poi magari è inviato a New York e ti parla di quello che è successo a Denver). Direi che si tratta di Inviati da Parata.
Alcuni di questi scrivono dei romanzi più che delle cronache, tipo Zucconi che ti parla di Clinton, Bush o di Obama come se ci cenasse tutti i giorni insieme.
Luglio 21st, 2012 at 19:36
Se è un uomo è solo è solo…
Luglio 22nd, 2012 at 17:11
Quello che mi stupisce è che con tutta la paranoia sul terrorismo che hanno messo in atto dopo l’11 settembre un tale sia riuscito a procurarsi una valanga di armi (via internet poi.. spiata com’è…), entrare in un luogo aperto la pubblico armato fino ai denti e col volto reso irriconoscibile da trucco e mascheramenti.
Non per rompere le p***e… ma se quello fosse entrato in quel cinema con una telecamera, vuoi vedere che lo avrebbero fermato eccome e gli avrebbero fatto un c*lo così con la menata del copyright?
Luglio 22nd, 2012 at 20:35
Beh, fermare un tizio con la telecamere è un filino meno pericoloso che fermarne uno armato fino ai denti… :-)
Luglio 23rd, 2012 at 08:58
hai ragione bipede, ma il commento di bic indolor e’ lo stesso fulminante: a me pare che ci siano leggi parecchio piu’ stringenti per chi entra in un cinema con una telecamera, piuttosto che con un fucile d’assalto.
Luglio 25th, 2012 at 10:11
La CNN si chiede come mai non era presente nei social network:
http://edition.cnn.com/2012/07/23/tech/social-media/colorado-suspect-social-media/
Vespa mi ricordo che per i vari omicidi degli ultimi anni invece si faceva la domanda opposta: “perché i giovani sentono il bisogno di apparire su questi social network?”
e gli psicologi in studio: “è perché ci sono i reality show, la voglia di apparire, le ragazze vogliono fare le veline, i genitori dovrebbero parlare di più con i figli bla bla ….
Luglio 26th, 2012 at 07:57
Se è un uomo è solo è solo…
Quindi per te se un essere umano non lascia tracce su internet vuol dire che è solo… o mamma mia che pensiero debole.