Leggo un po’ dappertutto oggi nella blogosfera italiana della questione delle nuove classifiche di Blogbabel. Mi pare che alcune cose siano molto evidenti. La prima e’ che le classifiche (qualsiasi esse siano) sono capaci di scatenare reazioni e discussioni che spesso travalicano l’importanza dell’argomento. Per esempio le classiche di Blogbabel che nascono dal lungo e meritorio lavoro di Ludo e dei suoi prodi, spesso utilizzate anche dai grandi media nel tentativo vano di sintetizzare il mondo dei blog in poche parole, sono certamente una goccia nel mare dell’attenzione in rete verso questo o quel sito web. Stamattina su Twitter Carlo sosteneva (con molte ragioni) che le classifiche hanno un senso solo all’interno di una relazione economica. Oggi essere in cima alle classifiche di Blogbabel vale qualcosa in termini economici anche solo potenziali? Qualcuno sostiene di sì. Personalmente non sarei cosi’ categorico sul rapporto perverso fra ranking e denaro: le classifiche sono utili (esattamente come i sistemi che ci consentono di analizzare le visite al nostro sito web) anche per ragioni piu’ intime e personali. Sono il metro di una privata presunzione: quella dell’apprezzamento degli altri verso cio’ che facciamo e diciamo in rete. Io sospetto che la maggioranza dei blogger che aprono compulsivamente blogbabel per controllare la propria posizione e che analizzano e studiano stratagemmi per migliorare la propria classifica attraverso memi o link incrociati o che contestano modalita’ di calcolo e metriche varie non abbiano fulminanti mire commerciali a cui aspirare ma semplicemente cerchino di immaginare il peso della propria presenza in rete attraverso segni – per la verita’ – piuttosto indiretti. Non c’e’ niente di male in tutto questo. E l’attenzione per il proprio ranking o per il numero di lettori del proprio blog non significano automaticamente la precipitazione nel gorgo del business piu’ bieco.
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Settembre 28th, 2007 at 16:15
Mai pensato che BlogBabel potesse avere una qualche utilità economica. Eppure a BlogBabel sono iscritta. Eppure non sono così ossessionata dalle sue classifiche. Mah!
Settembre 28th, 2007 at 16:30
per me è un gioco. il gioco online più costruttivo che ci sia.
Settembre 28th, 2007 at 16:56
Vai cercando qua, vai cercando là ,
ma quando la morte ti coglierà
che ti resterà delle tue voglie?
Vanità di vanità .
Sei felice, sei, dei pensieri tuoi,
godendo solo d'argento e d'oro,
alla fine che ti resterà ?
Vanità di vanità .
Settembre 28th, 2007 at 16:56
Per quanto mi riguarda, scrivo nel blog appunto per il puro piacere di esprimermi e di leggere i commenti dei visitatori. Se non mi importasse di essere letta, sarebbe molto più comodo conservare il mio diario solo sull'hard disk (se non sul caro vecchio quaderno), no?
Sarà che il mio blog è piuttosto bassino nella classifica di Blogbabel, ma per il momento al business non ci penso neanche lontanamente. Non escludo che le cose possano cambiare qualora la popolarità del mio blog dovesse aumentare; comunque faccio poco o niente affinché questo avvenga, non soltanto perché non saprei bene come fare, ma anche perché a dire il vero non ci tengo particolarmente. Già adesso dedico all'aggiornamento del mio blog un tempo sproporzionato in rapporto ai riscontri che ricevo… Se dovessi cominciare a fare le cose in grande, la situazione potrebbe definitivamente sfuggirmi di mano!
Settembre 28th, 2007 at 17:12
Poiché il mio commento precedente era il primo che inviavo a questo blog, non mi ero resa conto che sarebbe stato creato un link alla mia e-mail; credevo che, come in altri blog, l'indirizzo servisse semplicemente per essere "riconosciuti". Solitamente cerco di evitare in tutti i modi che il mio indirizzo sia visibile in Rete; anche se non è quello principale, mi seccherebbe ritrovarmelo più intasato dallo spam di quanto già non sia. Potresti per favore eliminare il link alla mia e-mail, o se ciò non è possibile cancellare del tutto il mio commento precedente? Grazie… e scusa il disturbo!
Settembre 28th, 2007 at 17:16
Economica forse (ancora?) no,perchè è un sistema chiuso in quanto confronta solo chi è all'interno del sistema di blog autorizzati,la maggiore critica che faccio a Blogbabel da tempo ormai. E' per me solo un gioco e ciò che scrivi riguardo una certa vanità e compulsivo interesse non fa parte del mio costume e credo anche di altri: forse però la maggior parte si. A chi non piace compiacersi?
Ma se dicessi al mio amico "sai sono il 10imo blog in italia secondo blogbabel" sono convinto che mi risponderebbe (oltre al sentirmi stupido di fare una tale domanda): "blogbabel che"? E poi forse anche: "Blog..che?" ;)
Settembre 28th, 2007 at 17:16
ecco fatto.
Settembre 28th, 2007 at 17:19
Grazie mille! :-D
Settembre 28th, 2007 at 17:25
Niente da dire sui meriti di Ludo (e Signora, eio, beggi, ecc.), ma perche' non ci rimettiamo, ognuno, a fare i nostri mestieri? L'avvocato, il medico, l'informatico, ecc. Certo, c'e' anche chi non ha un mestiere e si inventa blogger perche' e' sostanzialmente uno sfigato (vogliamo fare qualche nome? Basta guardare tra i primi di BlogBabel).
Penso che se ci impegnassimo di piu' nei nostri mestieri sarebbe meglio e ci sarebbe una ricaduta sociale delle nostre esperienze. Come meglio sarebbe – lo riconosco – se ci impegnassimo meglio in relazione alle potenzialita' economiche generate da classifiche come, ad esempio, BlogBabel.
Ma si pretende troppo in questa blogosfera cosi' amatoriale e inconcludente.
Massimo, ne parliamo presto, di persona. Oppure no, perche' abbiamo cose piu' belle di cui parlare.
Settembre 28th, 2007 at 17:43
Sono uno sfigato.
Settembre 28th, 2007 at 18:13
@Ed
Magari lo sono anch'io e della peggior specie. Perche' ho il mio mestiere e provo a fare il blogger.
Settembre 28th, 2007 at 18:18
ah..finalmente un giudizio severo. Sono da poco nella blogsfera… e sento sempre parlare di regole non scritte (non si spamma, non si pubblicizza il proprio post, non si scalano le classifiche..etc.)..
Ma non è che tanto moralismo nella rete risente proprio di un certo fastidio per i nuovi???
Quando la rete parla solo della rete (e mette principi morali inutili) si rovina con le sue mani. Pino
Settembre 28th, 2007 at 19:11
sottoscrivo appieno:le classifiche possono certamente aiutare le velleità commerciali… tuttavia per molti non rappresentano nient'altro che una soddisfazione del proprio ego, un palchetto un po' più alto da cui farsi ascoltare.
saluti luigibio
Settembre 28th, 2007 at 19:47
ma le classifiche esistono da che esiste la Palla! e non ricordo di aver mai letto post e contropost che discutessero della legittimità di skip-pop o di blog-italia. blogbabel è un termometro che – a diferenza di technorati e perfino di google – non ci sta a farsi fottere, regisce, cambia, conosce profondamente la cosa che si occupa di classificare e la classifica bene. che poi tutto ciò sia perfettamente inutile non lo scopriamo mica oggi. O sì?
Settembre 28th, 2007 at 21:23
Premetto che concordo in toto con Minotti.
Detto questo, per Mante, mi verrebbe solo da dire: excusatio non petita… ;-)
Pero', visto che io le critiche le ho fatte, commento in modo piu' articolato. Ma solo sui presenti.
Mante, siamo seri, se tu non fossi in cima alle classifiche – e per farlo, si vede benissimo, lavori come un negro da anni, e con strategie molto precise – primo, non scriveresti su nessun medium degno di questo nome, secondo, nessuno ti inviterebbe agli eventi con i Tramezzini di Succi o di Microsoft, terzo, nessuno ti vorrebbe come relatore a qualche convegno, quarto nessuno ti intervisterebbe mai, ne' sui blog ne' su altro, quinto, non potresti avere l'inserzioncina pubblicitaria sul tuo blog, con il relativo omaggetto.
Perche'? Via…. senza polemica: scrivi male, ripeti da anni sempre le stesse cose, e' da quando ti conosco (1997?) che in materia di Internet e di Ict non solo le spari molto grosse e non azzecchi una previsione, manco una, ma non riesci manco a fare della divulgazione decente, e… tralasciamo i tanti altri argomenti di cui parli, dal Grillismo a Toscani, di cui proprio non sai un beato.
Ora, e' un vantaggio economico questo? Se parliamo di soldi, per te non credo, o non in modo rilevante. Hai il tuo stipendio da medico, e' ovvio che di un Tramezzino te ne freghi. Per quanto… un Tramezzino oggi, un articoletto domani, un convegno postdomani, e un po' di argent de poche non fa mai schifo.
Pero', soldi a parte, ti piace da morire, dai, fare l'esperto, quello che "adesso vi spiego io come funziona il mondo", o anche "Guardate quanto sono importante e autorevole".
E' rilevante, questo? Si', molto.
Perche' per continuare ad avere questi "benefit" faresti di tutto. In particolare, ti impegni molto a propagandare e a sostenere questo meccanismo anche fino ai limiti della disonesta'.
Questo per quanto riguarda te. Poi, in rete c'e' anche chi uno stipendio e un lavoro non ce l'aveva, prima di fare il bloggher di successo, o ce l'aveva molto piu' piccolo, o anzi, forse ancora non ce l'ha… E su questi, certamente anche un solo Tramezzino ha una grande influenza.
Per cui…. non raccontateci che le classifiche sono solo un gioco. Le classifiche sono la cosa piu' importante, il cuore di tutto il sistema, il meccanismo che permette o no di avere i Tramezzini, il successo, la felicita'…
;-)
Ciao, Fabio.
Settembre 29th, 2007 at 03:58
la mia classifica su blogbabel è tristissima ma non ne faccio un dramma.
Settembre 29th, 2007 at 04:14
Io sono molto sfigato, mi sa.
Settembre 29th, 2007 at 05:07
Mante, se a qualche pischello danno un po' di soldi per scrivere un post (e lo fanno basandosi sulle classifiche) mi sembra chiaro che i regazzini si scannino per esserci.
Essere pagati per non fare un cazzo è il sogno di tutti, e specialmente dei ggiovani di questa generazione, che hanno poca voglia di studiare/lavorare/ecc. Un bel post a pagamento su questo e quell'altro prodotto ggiovane e passa la paura.
Settembre 29th, 2007 at 07:25
quando ho scoperto blogbabel (tempo fa) mi sono precipitato a leggere i blog top classifica.
in un paio d'anni di blog alcuni non li avevo mai incrociati (mantellini incluso).
tuttora fatico a capire che c'è di interessante in molti top.
comunque i criteri non hanno senso, sono sempre più blindanti e autoreferenziali.
per me varrebbe solo: numero feed, numero link in ingresso da ovunque, numero visitatori unici.
tutto il resto sono pippe reciproche.
Settembre 29th, 2007 at 07:54
Sottoscrivo Minotti. Guardate in che casino si è infilato Torriero che pensava di saperla più lunga di Roberto Vacca. E' stato gentile il professore a rispondergli, mandandogli dei documenti da leggere. L'ha rimesso a studiare! La saccenza farà audience e classifica (chi non ama leggere str…ate?) ma molti moltissimi danni alla cultura, alla conoscenza, alla politica.
Settembre 29th, 2007 at 08:09
Scusate, ma a voi l'economia cosa ha fatto da piccoli? "Il gorgo del business più bieco": cioè, se uno prova a sfruttare internet per cercare di fare un po' di soldi precipita, chissà perché, nel "gorgo del business più bieco"? . Ma di cosa campate? E questi vestiti? Queste sigarette?
Settembre 29th, 2007 at 08:17
totalmente d'accordo con elvetico :)
Settembre 29th, 2007 at 08:25
Sfruttare internet per fare un po' di soldi, o anche moltissimi, è perfettamente lecito ed encomiabile, sfruttare un blog personale, per definizione quindi non commerciale, per farci due lire in croce vendendosi i post (senza avvertire i lettori e senza metterci un disclaimer) mi sembra un po' meno lecito ed encomiabile. Anche perché chi legge i blog si aspetta di trovarci "candids", cioè opinioni e pareri personali e non la pubblicità mascherata sotto altre forme.
Detto questo, invito a considerare che per comprarsi le sigarette ed altro esistono i lavori, cioè quelle cose per cui studi, ti qualifichi, acquisisci capacità professionali, fai fatica – perché il lavoro è anche fatica – e ti pagano. Tipo il medico, il commercialista, l'impiegato, l'operaio, il bancario, il web designer e sarcazzi vari.
Un pischello che non sa fare un cazzo e si apre un blog perché pensa di farci i soldi coniugando il suo fancazzismo giornaliero con un mezzo senza barriere all'accesso, è abbastanza lontano dal mio concetto di lavoro (perché di blog stiamo parlando, non di quelli che hanno fondato Google).
Settembre 29th, 2007 at 08:31
Approfitto dell'arcaico sistema di commenti di Mante per soggiungere che, non appena avvertirò puzza di marchetta in giro per i blog, per me gli stessi saranno morti – nel senso che farò a meno di leggerli.
Settembre 29th, 2007 at 09:47
Il ginocchio è della lavandaia. Ripeto: il ginocchio è della lavandaia.
Settembre 29th, 2007 at 09:57
Carlo, twitter?
Settembre 29th, 2007 at 10:50
Carlo, il mio discorso non era "lavoro vero – lavoro finto". Condivido le tue perplessità sull'ipotesi che possa esistere un mercato per i blogger. Ma se uno crede di poter fare soldi con i blog (onestamente) e per questo dà la scalata a blogbabel, per me è un movente legittimo e non bieco. Anzi, lo ritengo un movente molto più decente della vanità .
Settembre 29th, 2007 at 13:31
io oggi occupo il post numero 484 della classifica aggregata, spero che la mia genialità mi porti più in alto, per lo meno mi auguro che mi si alzi il morale. Come dico sulla home page del mio blog, 'arranco la top 100'.
Settembre 29th, 2007 at 13:54
@Tonino: ho un account in prova. Tutta la spiega qui, commento #3
http://yaccs.rateyourmusic.com/yaccs/p/commentsn/blog_id=90000025327_and_blog_entry_id=8193499338391115000
@Elvetico: vieni a quello che dicevo io, cioè che scannarsi per la classifica ha un senso se girano soldi (e pare che qualche piatto di lenticchie effettivamente giri). Poi siamo d'accordo, c'è il metodo lecito, riconoscibile da chi legge, e quello illecito.
Io, comunque, sono old fashion e continuerò a non leggere i blog "che ci vogliono fare i soldi". Pensa che ritengo eticamente discutibili anche quelli con i google-ads o le pubblicità di amazon.
Settembre 29th, 2007 at 14:48
Elvetico, e soprattutto Moruzzi (vergognati…!), il business di cui si parla e' l'informazione, perche' e' su questo che i blog tentano di fare soldi e qualche bloggher ci riesce (Mante non pubblica gratis; ora anche Punto Informatico da’ qualche soldo).
Ora, evitiamo subito il coro delle solite, scontatissime critiche: ma anche i giornalisti sono incompetenti e venduti, anzi peggio…
Puo' essere, ma la soluzione non e' usare i blogh per fare addirittura peggio di loro, la soluzione sarebbe usare i blogh per migliorare anche i media tradizionali, criticandoli puntualmente.
Ora, i giornalisti delle regole le hanno. Hanno la responsabilita' penale di quello che scrivono. Di norma non accettano regali. Di norma scrivono – almeno sulle testate specializzate – solo sulle questioni su cui sono competenti. Di norma prima di scrivere studiano, si informano, intervistano…. insomma, lavorano.
Come avevo gia' scritto qui, almeno i giornalisti se fanno certe cose le fanno di nascosto e non se ne vantano.
Qui, invece siamo di fronte a un sistema dove l'unica cosa che conta sono i link reciproci e le classifiche.
Dopodiche', qualsiasi incompetente disserta su qualsiasi argomento, e se lo invitano agli aperitivi diventa ancora piu' autorevole, per cui poi ne scrivera' bene, per essere invitato di nuovo, e, ancora, di una testata che ti fa scrivere non si parla mai male, qualsiasi cavolata faccia… ecc…
Ma questo e' peggio anche di quel giornalismo che si comporta scorrettamente e che non dovrebbe esistere. Il tragico e' che il tutto pare normale. Qui non c'e' neppure la vaga parvenza di un senso di colpa, o l'impressione di alimentare un sistema che e' perverso.
Anzi, che ci dicono i bloggher? Che hanno decisamente migliorato l'informazione in Italia (Mante, sempre modesto, questo lo ha scritto piu' volte).
Come l'hanno migliorata? Infilandosi loro stessi, incompetenti e sottopagati, nel sottobosco di qualche pezzetto dell'informazione, dove poi non hanno tempo di lavorare come si deve (eÂ…. nella vita la maggior parte di loro ha un altro lavoro) e dove non rispettano alcuna regola, se non quelle del seguire le mode, del fare propaganda a se stessi e al loro sistema, e del reciproco lecchinaggio.
Complimenti.
Ciao, Fabio.
Settembre 30th, 2007 at 08:13
Metitieri, la legge del mercato è quella della domanda e dell'offerta. Non c'entra niente se un bloggher/giornalista/gelataio/cardiochirurgo/doppio-premio-Nobel-per-la-pace se la tira, fa il furbo, è intelligentissimo o è una merdaccia. Se riesce a vendere il suo prodotto (dalle caramelle all'informazione) perché c'è gente che lo acquista, dal punto di vista economico va bene. Ci pensa il mercato a selezionare la qualità . Soprattutto in un mezzo orizzontalissimo come internet, dove non c'è nessuna rendita di posizione, non ci sono corporazioni e non c'è protezionismo di sorta. Mantellini vuole farmi pagare? Spetta a me decidere se dargli i soldi o no.
Perché è necessario introdurre un perniciosissimo giudizio di valore morale in un ambiente dove le pure leggi di mercato si applicherebbero ottimamente senza effetti collaterali? Non basta la legge?
Settembre 30th, 2007 at 14:34
Fabio, mentre ti legevo stavo guardando una marchetta di 5' su High School Musical sul TG1.
La domanda è: ma tu vivi nel mio mondo o in quello di Biancaneve e i sette nani?
"i giornalisti delle regole le hanno. Hanno la responsabilita' penale di quello che scrivono. Di norma non accettano regali".
Forse Cucciolo e Brontolo, ma gli altri li accettano, fidati. Forse non te lo vengono a dire. Forse han paura che poi apri un blogh anche tu.
Settembre 30th, 2007 at 17:33
Per Leo: io avevo appunto scritto:
"Ora, evitiamo subito il coro delle solite, scontatissime critiche: ma anche i giornalisti sono incompetenti e venduti, anzi peggio… "
Proprio perche' speravo che si riuscisse, per una volta, ad andare oltre a queste solite scemate. Ripeto: OK, se i giornalisti non funzionano, allora e' giusto che i bloggher funzionino ancora peggio, anzi, che contribuiscano attivamente ed alacremente a peggiorare il sistema?
Per Elvetico: no, l'informazione, secondo me, e' qualcosa che non dovrebbe essere lasciata solo in mano alle leggi di mercato. Tra l'altro, io non me ne sono mai occupato, ma mi pare che i media non lavorino esattamente in un libero mercato. Pensavo che la Tv di Stato avesse ancora un canone, per esempio.
O, se preferisci… la tendenza verso la pura ragione di mercato che si e' accentuata in Italia negli ultimi anni sta dando risultati che, immagino, stai osservando anche tu, no?
A parte questo, i bloggher non parlano di leggi di mercato, non parlano della loro capacita' di vendersi. Loro non si vendono affatto, dicono. Loro stanno facendo, del tutto aggratis e disinteressatamente, per il solo bene del popolo, la rivoluzione blogh, che ha migliorato in modo sostanziale la qualita' dell'informazione in Italia.
E io a questo stavo rispondendo, e basta. Non ho di certo intenzione di allargare il discorso e di mettermi qui a dibattere sulla direzione in cui la strategia sempre piu' business-oriented dei media ci sta portando.
Ho gia' detto altre volte, del resto, che sulla carta che scrive di tecnologia la troppa infografica e l'eccessiva semplificazione di oggi mi infastidiscono, per esempio, e che rimpiango persino pizze mostruose come Telema'. Che OK, non faceva business, ma solo informazione e approfondimento, per cui per te e' giusto che sia scomparsa…
Ciao, Fabio.
Ottobre 1st, 2007 at 07:14
Per Elvetico
E' proprio l'idea di dare la scalata a Blogbabel a non convincermi. Forse vivo nel mondo dei sogni, ma la classifica dovrebbe premiare (e credo che in fondo il lavoro del team di Blogbabel sia proprio questo) chi per meriti propri acquisisce notorietà e reputazione. Essere nella top 10 o 100 di Blogbabel dovrebbe essere la naturale conseguenza di avere un blog interessante e seguito, non lo stratagemma per acquisire notorietà . I meme, i contest, gli scambi link, sono il doping dei blog, anche se capisco che alcuni blogger li lanciano in buona fede e senza intenti di protagonismo.