16
Lug
L’Eugenio nauseante su Repubblica di ieri:
Da qualche settimana sono alle prese con Umberto Eco. Dovrei forse dire con l’ultimo romanzo di Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana. Mi e’ arrivato per posta celere con tre parole di dedica: a Eugenio, su tempi comuni. E’ vero, tempi comuni e ormai remoti. I giochi che facevamo una quarantina di anni fa, quando tra un whisky e un Cuba libre ci sfidavamo con le citazioni a memoria da i Tre moschettieri e dai testi delle canzoni deglianni quaranta, io li ho ancora nella mente come fosse ieri. Tempi comuni. Eccome.
Sfido chiunque dopo un incipit del genere a continuare a leggere il pezzo.



Luglio 16th, 2004 at 04:55
Personalmente l'ho letto tutto d'un fiato con grande interesse. Raramente invece mi riesce con i Contrappunti. De gustibus…
Luglio 16th, 2004 at 12:01
Non leggerlo :)
Cmq grazie mi è venuta curiosità , in particolare se in nome della vecchia amicizia l'Eugenio salvi questa ultima trombonata di Eco
Luglio 16th, 2004 at 13:25
Io ho proseguito di altre dieci righe … la curiosità … esaurita
Luglio 16th, 2004 at 14:56
Ma Eugenio chi?
Luglio 16th, 2004 at 16:57
E comunque sì, Scalfari tromboneggia eccome, ma sempre meno di chi scrisse (ultimo capoverso a pagina 107 del "capolavoro" cartaceo) Il peggio, però, avvenne dopo. La notizia di questo quartiere di matti [l'italica blogpalla, ndr], che qualcosa doveva avere se tanti ne erano attratti, alimentò se stessa e attirò altri personaggi. Diventò il quartiere in cui la parola alternativo non bastava, era di più. Avere una casa da noi significava essere urbanisticamente più avanti di chi stava già avanti. […] Ma il traffico sulle strade cominciò ad aumentare così tanto che tutti noi lo notammo. […] Adesso era più difficile incontrare i vecchi amici del quartiere. […] Insomma, fu un momento drammatico quello dell'urbanizzazione di massa, nella storia del nostro quartiere. Molti della vecchia guardia se ne andarono, e lasciarono che le loro piccole e semplici abitazioni venissero trasformate in villette a schiera […]. Altri tentarono di far finta di nulla, cercando di continuare a condurre una vita normale nonostante le code interminabili ai semafori […]. La Nuova Onda che arrivò e spazzò via tutto […].. Penso che anche tu, caro Mante, avrai ricevuto una copia omaggio del capolavoro testè citato con dedica "su tempi comuni".
Sinceramente, preferisco ancora Scalfari tanto nella forma (e non certo per via della folta barba) che nei contenuti.
Per la cronaca, quell'articolo su Repubblica l'ho letto fino in fondo e sono sopravvissuto.
Ma evidentemente ho lo stomaco forte, se sono anche arrivato a pagina 110 del "capolavoro" tutto sommato in salute, nonostante qualche conato di vomito.
Luglio 16th, 2004 at 19:47
beh, forse il paragone tra il trombonismo barbuto e un'imberbe blogger è ingeneroso, ma davvero non escludo che tra vent'anni qualcuno inizi il suo pezzo con "ricordo quando sul suo blog giocavamo a chi ricordava più video di dj television…
Luglio 17th, 2004 at 08:11
l'ho letto tutto abbagliata da cotanta adulazione, ma lo sviolinamento di scalfari mi sembra quasi natrale visti rapporti tra i due
Luglio 18th, 2004 at 15:52
e che dire allora dei suoi editoriali della domenica?
Luglio 19th, 2004 at 06:03
Qual è il blog di questo Eugenio? Non lo conosco…
;-)
Luglio 19th, 2004 at 11:01
Ci sarà un motivo per cui ho smesso di leggere Repubblica.