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Il Resto del Carlino ha una galleria di foto sull’abbattimento dei pini a Forlì. Ha anche un sondaggio dal quale traspare con molta nettezza che un forlivese su due si merita la sua Amministrazione Comunale.

24 commenti a “Il cemento in testa”

  1. Orfeo Bossini dice:

    È uno scempio, una mania necrofila che provoca solo disgusto…

  2. Randolph Carter dice:

    Sono passato proprio di lì dieci minuti fa… Ottimo lavoro.
    La colpa “dello scempio” è di chi ha piantato i pini, non di chi li sta segando!

  3. stefano nicoletti dice:

    Il naturalista ammirava gli imponenti pini domestici del viale. Non ne aveva mai abbastanza, nemmeno quando, in giornate di vento, le piante lo bombardavano di pigne secche e dure: lui studiava la traiettoria dei proiettili e con balzi felini li evitava, ritornando a fissare in pace quei giganti col cappello.
    Un giorno, dopo un’abbondante pioggia autunnale, il naturalista si fermò ad assaporare il profumo aspro degli aghi bagnati. Inebriato, stordito da quella fragranza, si stupì di come uno dei giganti gli si stesse facendo incontro. E prima di essere stretto mortalmente tra il tronco e l’asfalto, ebbe un attimo di tempo per pensare a quanto fosse fortunato ad essere stato scelto come ultimo sostegno per quel gigante con i piedi d’argilla.

    Storielle a parte, il pino domestico è uno degli alberi più fragili e pericolosi (radici superficiali, peso sbilanciato…) e sta bene tra i suoi simili, non in mezzo alla gente.

  4. Giancarlo dice:

    @Stefano Nicoletti: Immagino verranno sostituiti con imponenti e stabilissime querce, al massimo cadono ghiande e non risultano morti per ghiande in testa. ;)

  5. luca dice:

    Non conosco bene i termini della questione ma dal mio punto di vista i pini non sono un albero dal grande pregio ecologico nella zona di Forlì e non sono affatto adatte alle alberature stradali o cittadine.
    A Londra, ad esempio, non si vedrà mai una alberatura di pini poiché non c’entrano nulla col contesto e sono pericolosi.
    La colpa è di chi li ha piantati ma ora è giusto che siano tolti.

    Saluti.

  6. Cacaspillo dice:

    La metà dei forlivesi avrà anche il cemento in testa, ma l’altra ha la testa di legno…

  7. capodoglio dice:

    @Mante, però c’è da dire che il sondaggio è del Carlino. Qui dalle mie parti il sunnominato è considerato attendibile come se non meno del sedicente “Giornale”. Ma magari l’edizione di Forlì è meno schierata, chissà.
    Tornando in topic, il discorso sui pini è sensato, un pino di svariate decine di anni della via dietro casa mia ci ha messo un secondo a crollare sul tetto del vicino, spinto dalla neve e dal vento, 5 o sei anni fa. E prima non è che avesse avvertito. L’importante è che vengano sostituiti con altri alberi adulti, perchè qui dietro, dopo averli tolti, hanno messo varie piante giovanissime, e mi sa che l’ombra la ritroveremo fra una decina d’anni…

  8. Trentasei dice:

    Con tutto il rispetto, ma comunque la si pensi non ha senso dire “traspare con molta nettezza che un forlivese su due si merita la sua Amministrazione Comunale” quando al sondaggio hanno partecipato 217 persone su 118.000 residenti.

    Manco i giornalisti di libero si basano su dati così beceri per affermaizoni del genere.

  9. Orfeo Bossini dice:

    Per rendere una pianta sicura non la si sega, la si pota; ma forse l’amministrazione non vuole spendere i pochi soldi a disposizione per la manutenzione del verde pubblico. Con la messa a dimora di nuove piante si sono garantiti (per un po’) un capitolo di spesa in meno. È una scelta culturale, non un provvedimento necessario…

  10. Ernesto dice:

    Ha ragione Nicoletti, i pini stanno bene nel loro ambiente, altri sono gli alberi adatti alla dimora in città. Scempio è abbattere un bosco o parte di esso, cosa che accade quotidianamente nel silenzio di chi poi magari si scandalizza per due alberi ababttuti in città. Scempio è trasformare splendide valli in distese di pannelli solari o di orribili torri eoliche, scempio e cementificare e asfaltare, ma non questo.

  11. Carlo M dice:

    evidentemente mantellini è un esperto botanico.

  12. mORA dice:

    @Orfeo Bossini

    Hai ragione, infatti a Roma ogni pioggerellina tira giù il monto intiero, perché qui sono anni che potano, potano, potano e ne risultano pini secolari altri trenta metri con un ciuffetto in testa ed un lungo tronco, quanto di più pericoloso esista al mondo.
    Però potarli a cazzo e per sempre non attira critiche e quando uno cade, ahò è caduto, ma toglierli mai sia.

    Per non dire delle radici superficiali che non fanno altro che distruggere l’asfalto ed ammazzare gente in motorino.

    @Mante
    Come credo ti abbiano già fatto notare, citare dati risibili per sostenere una testi la rende risibile indipendentemente dalla sua correttezza. Il sondaggio (che poi sondaggio non è e i giornali lo scrivono sempre bello chiaro) fatto da un giornale conta come un’analisi politica di Emilio Fede ai tempi d’oro.

  13. Daniele Minotti dice:

    Peraltro, con quelle due alternative-risposte, il sondaggio mi sembra un po’ demenziale.

  14. frank dice:

    Massimo stai tranquillo, in effetti non abbiamo studiato botanica, non siamo dei tecnici, non ne sappiamo nulla, non abbiamo le competenze, siamo dilettanti allo sbaraglio

    è solo una leggera potatura: tra un paio di secoli quell’albero ritornerà uguale uguale

  15. andrea61 dice:

    A chi rimpiange con una lacrimetta che scende sulla gota o vaneggia di manutenzioni e potature (potare un pino ?) vorrei raccontare cosa è successo ad una loro “collega” ambientalista. Dietro a casa mia ci sono due parcheggi che una volta erano divisi da un bellissimo filare di pini. L’amministratore convoca un’assemblea per l’abbattimento dei pini su consiglio dell’agronomo del comune.
    Discussione interminabile con una signora che minaccia di scatenare l’inferno legale se qualcuno avesse osato toccare gli alberi. Alla fine l’abbattimento non è passato e la maggioranza dei condomini si è sentita orgogliosa di aver salvato un pezzo di natura. Tempo sei mesi e sono venuti giù due alberi. Uno non ha fatto danni, l’altro si è abbattuto sull’auto della leader del movimento ambientalista condominiale. Ora quegli alberi non ci sono più e sono stati sostituiti con altri che non radicano in superficie e che crescono in maniera simmetrica e così non rischiano di accoppare gente.

  16. Orfeo Bossini dice:

    La storiella è divertente ma campata per aria. Se le piante sono pericolanti si mettono in sicurezza potandole (perché i pini no?). Stiamo parlando di rami che si appesantiscono con la neve. E poi a questo punto non si capisce se il vostro problema sia la pericolosità della pianta in sé (?!), i danni provocati dalle radici superficiali, o il fatto che sporchi (e dei tigli cosa mi dite, tagliamo anche quelli?). Insomma, decidetevi…

  17. mORA dice:

    @andrea61

    Potrei fare un giro su internet e portarti esempi di vivai che effettuano potature e cimature, cipressi ed abeti compresi ma questo tu lo sai già.

    Se non sei convinto, però, fai un giro per Roma, sopratutto al centro, anche solo con Google Maps, e scoprirai che la natura NON fa pini di 30 metri con 1,5 di chioma, ma li fanno gli appaltatori.

    Quindi delle due l’una: o i pini di Roma musicati da Respighi hanno una biologia tutta loro, oppure sono come gli altri.

    Ti do una traccia: http://media.travelblog.it/m/mer/mercatoditraiano_01.jpg

  18. andrea61 dice:

    @orfeo bossini: se vuoi mi dai il tuo indirizzo di posta e al ritorno dalle ferie ti mando i verbali di assemblea dove è narrata tutta la vicenda, così la prossima volta eviti uscite avventate.

  19. Zagabart dice:

    @mORA: suggerisco che il rischio di una nevicata persistente e pericolosa a Roma sia molto ma molto inferiore che a Forlì.

  20. Orfeo Bossini dice:

    @andrea61 fammi una scansione, l’indirizzo di posta elettronica ce l’hai… ;-)

  21. mORA dice:

    @Zagabart

    Sì, ma la fisica romana è la stessa del forlivese e se la natura ha fatto i pini in un certo modo è per assecondarla. Nel forlivese i pini cadranno per la neve, qui per il vento.
    Suggerisco che quest’ultimo non porti più rispetto alla città eterna che non al resto del globo, per preservare il senso estetico e la skyline caratteristica.
    Quanto alla neve: qui abbiamo gli spazzaneve, ma essendo fermi da vent’anni quando sono serviti erano da rottamare. Quindi QUI una nevicata crea disagi inimmaginabili persino in Siberia ;)

  22. Zagabart dice:

    Selezione naturale: le intemperie abbattono gli alberi che non sono idonei a quel posto. Se a Roma i pini non cadono, vanno bene. Se a Forlì ogni nevicata ne abbatte qualcuno, non va bene: quegli alberi non sono idonei. Se gli alberi sono alti e snelli perchè vengono potati (= una amministrazione spende soldi per potarli), evidentemente ci sono delle esigenze in tal senso, e non si possono lasciare crescere spontaneamente.

  23. iced dice:

    Immagino che nevicate a Forlì

  24. Andrea dice:

    @iced
    http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/report-sulle-eccezionali-nevicate-di-forli–splendide-foto–56442

    E’ pianura padana, nevica eccome a Forlì.