Giravano voci nei giorni scorsi a riguardo di un pronunciamento del Governo sull’Agenda Digitale Italiana che sarebbe stato annunciato oggi nel decreto Semplificazioni (che fa molto Calderoli). Così non mi sembra sia stato e nella conferenza stampa di oggi abbiamo ascoltato solo alcune generiche frasi di indirizzo sulla digitalizzazione del paese, alcuni provvedimenti di riduzione dei certificati ed una sola certezza. Per l’Agenda Digitale Italiana il Governo pensa ad una “cabina di regia” (che fa molto Comitatologia delle Leggi di Murphy). Dopo la fase 1 o delle tasse, dopo la fase 2 o dello sviluppo, dopo la fase 3 o delle semplificazioni, siamo infine approdati alla fase 3.1 o della cabina di regia. Che è un modo come un altro per dire che la metafora del loden, per Mario Monti sembra parecchio adeguata.




L’idea di libertà di espressione che hanno a Twitter non sembrerebbe particolarmente edificante

“As we continue to grow internationally, we will enter countries that have different ideas about the contours of freedom of expression. Some differ so much from our ideas that we will not be able to exist there,” the company said. “Others are similar but, for historical or cultural reasons, restrict certain types of content, such as France or Germany, which ban pro-Nazi content.”



(via RWW)




Poche storie: la pagina a pagamento acquistata dal Consiglio Nazionale Forense sui quotidiani di oggi vale da sola il prezzo del giornale.

Monumentale inchiesta del New York Times sulle condizioni lavorative dei fornitori Apple in Cina.




(via macrumors)




Il ViceMinistro dell’Economia Michel Martone oggi ha detto una stupidaggine. Nulla di particolartmente grave, capita anche ai migliori. L’inesperienza avrà avuto il suo ruolo. Nel caso di Martone poi suona un po’ come una stupidaggine doppia visto che riapre facilmente il fianco a facili ironie sui suoi titoli accademici (per esempio il fatto che Martone sia stato, a 29 anni, il più giovane Professore ordinario dell’Università italiana) collegabili sia, con grandi sforzi, al suo inconsueto talento sia, con minori sforzi, al suo essere figlio di Antonio Martone. Personalmente ho apprezzato il fatto che Michel abbia utilizzato il suo blog personale per tentare di mettere una pezza alla frase da lui pronunciata secondo la quale chi si laurea oltre i 28 anni è uno sfigato. Ho apprezzato anche l’assenza di filtro ai commenti non esattamente favorevoli alle sue giustificazioni.

Che poi, volendo dirla tutta, sfigato è una di quelle parole intrinsecamente sfortunate, comunque la giri non suona mai bene, tende malignamente a rimbalzarti contro, figurarsi che fine può fare nelle dichiarazioni pubbliche di un vice Ministro. Ma non divaghiamo, dicevo: mi ha fatto piacere che Martone abbia usato il suo sito web personale per cercare di rimediare alla gaffe. Purtroppo c’era una sola maniera intelligente per rimediarla ed era quella di scrivere un post di una riga: “Scusate, sono stato uno sfigato”. Martone ha deciso diversamente, e per carità, posso capire, in ogni caso pure questo è un altro discorso. Quello che volevo dire è che OK la risposta sul tuo sito personale, OK il tono e OK i commenti aperti, ma almeno una cosa piccola piccola Martone l’avrebbe potuta fare. Visto che ha deciso, da Vice Ministro, di utilizzare il suo spazio web personale per comunicazioni pubbliche forse sarebbe stato carino togliere il (piccolo) banner pubblicitario che rimanda al sito dello Studio Legale di famiglia. È una cosa minima certo, ma non pensarci sarebbe un po’ da sfigati.

23
gen

Il Ministro del Lavoro propone di proseguire la discussione con le parti sociali anche via mail e questa è la risposta di Susanna Camusso:


“Tutto questo può sembrare molto moderno… ma preferiremmo un negoziato più classico, meno online”


(via Ansa)




Social media ROI parla di cose di cui non capisco nulla. Però lo ha scritto Vincenzo Cosenza che è una persona che stimo molto e quindi saranno cose di cui non capisco nulla ma probabilmente molto intelligenti e utilissime per voi che invece ci capite e ne siete interessati. Sarà in libreria dal 22 febbraio ma si può già ora acquistare la versione elettronica.

23
gen

Elena Favilli spiega molto bene perché la scuola moderna ha bisogno di nuovi curatori più che di nuove piattaforme di pubblicazione (come quella presentata da Apple qualche giorno fa):


Di strumenti per pubblicare contenuti siamo già pieni. Quello che manca è un modo per capire, in settori cruciali come quello dell’educazione, quali sono quelli di cui fidarsi. La content curation ha già dimostrato di funzionare molto bene nel giornalismo, dove il proliferare di contenuti di ogni tipo ha costretto i giornalisti a trasformarsi prima di tutto in designer, dj delle notizie. Ora è l’educazione il campo in cui più ce n’è bisogno. Oggi gli insegnanti devono trasformarsi da detentori di un corpus di nozioni stabilite e rigidamente divise in discipline in esploratori, aggregatori, co-produttori di conoscenza. Devono spezzare il nesso rigido e deterministico tra l’informazione erogata (il testo, la lezione) e l’informazione richiesta (il compito, l’interrogazione), come dice Marco Rossi Doria. Devono diventare dj.

Secondo Business Insider Google paga 14,5 dollari l’ora affinchè mano umana controlli i risultati prodotti dal suo celebrato algoritmo.

Google pays outside contractors $14.50 an hour to rate search results for relevance, then feeds this data back into its search algorithms. But to get the job, testers have to pass a couple of difficult exams.


(via luca lani)