Nella sua prima intervista dopo la caduta Berlusconi finalmente ammette di essere un pericolo pubblico.

“I still have strong popular backing, almost twice as much as my colleagues Merkel and Sarkozy,” he said. “In opinion polls, I personally have 36 per cent support. If I walk out in the street I stop the traffic. I am a public danger and I cannot go out to do the shopping!”





Intanto che uscite passate nella stradina qui accanto dove ho parcheggiato la Twingo due giorni fa.




Fra le tante poesie di Wislawa Szymborska che vengono ricopiate su Internet in questi giorni in occasione della sua scomparsa, a me piace molto questa che ho messo, non a caso, su Eraclito.

02
feb




Oggi Graham Nash compie 70 anni. Songs for beginners, il suo primo disco, è il primo vinile che io abbia posseduto in vita mia. (pregasi notare, a testimonianza del tempo trascorso, il posacenere in cristallo sul pianoforte)

Giuro che la prima cosa che faccio anch’io è quella di preverdermi uno stipendio annuo da 1 euro.

Sette ore fa Antonella scrive su Twitter che il locomotore dell’Intercity Bologna Taranto si è rotto. La geolocalizzazione del suo iPhone indica anche esattamente dove.





Dopo qualche tempo altri passeggeri dello stesso treno si organizzano e cominciano a diffondere l’hashtag #trenforlicesena. I giornalisti presenti su Twitter si danno da fare per avere informazioni. Radio Capital organizza perfino una diretta telefonica dal treno.





La notizia di un treno fermo da ore sotto la nevicata con centinaia di persone al freddo esce da Twitter per raggiungere prima i siti web di news locali e poi le prime pagine dei grandi siti web nazionali. Solo a questo punto i profili Twitter delle Ferrovie dello Stato – a circa 6 ore di distanza dal blocco – iniziano ad occuparsi della vicenda. Visto che la notizia è nel frattempo diventata di rilievo nazionale le FFSS emettono anche un comunicato stampa al riguardo.

Lasciando perdere le solite questione dell’efficienza delle FFSS sensibilissime da sempre a qualsiasi evento atmosferico, una cosa mi parrebbe pacifica: i profili Twitter LeFrecce e FSnews non servono assolutamente a nulla.

L’articolo 18 della Legge Comunitaria 2011, proposta dall’On. Giuseppe Fava della Lega Nord è infine stato respinto. È una buona notizia. Mi pare che la vicenda del piccolo SOPA italiano metta in luce un paio di cose: che le piccole silenziose iniziative di singoli parlamentari possono creare enormi danni se non vengono scoperte in tempo. E che i leghisti talvolta mostrano di sapersi occupare anche di temi differenti dalle quote latte. Applicando anche allo società dell’informazione il medesimo talento riservato alle mucche.

01
feb

Molti giornali, specie di destra, hanno segnalato nei giorni scorsi la lettera a “nonno Monti” pubblicata sul sito del Governo. Me la segnala anche Alessandro via mail oggi e vedo che nessuno ha ancora avuto la saggia idea di toglierla.


“…Lisa, una bambina di due anni e mezzo, alla domanda “che cosa hai visto in TV?”, risponde “Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…”



L’acume comunicativo di chi ha ritenuto che una simile mail (scelta fra le 2000 giunte al Premier) dovesse essere pubblicata sul sito del Governo non ha bisogno di commenti. Propaganda del secolo scorso che una volta pubblicata su Internet (che ha linguaggi e modalità di interazione molto differenti) centuplica il proprio effetto depressivo. Del resto l’intera luccicante operazione “Dialogo col cittadino” poteva forse andare bene sul sito web di un qualsiasi governo italiano nel 1998.

C’è stato un periodo, molti anni fa, che noi Splinder lo prendevamo per il culo. Loro crescevano, diventando la prima piattaforma di blogging in Italia e noi vecchi blogger ci occupavamo di importantissime tematiche tecniche che lo riguardavano, tipo i feed RSS o altre cose di cui ora francamente nemmeno mi ricordo. Noi sapevamo tutto sui blog, loro erano gli imprenditori allo sbaraglio. O così almeno ci piaceva pensare e scrivere. Eravamo acidi e canzonatori, come si confà a dei tipi intelligenti e senza padrone. A Splinder, tutto sommato, rispondevano alle nostre critiche con distacco e noncuranza.

Ho conosciuto Marco Palombi, uno dei fondatori di Splinder, qualche tempo dopo, in giro per convegni o robe del genere. L’ho rivisto altre volte più tardi e sempre mi è parso una persona gentile ed educata. Una persona – lo dico senza affettazione – di quelle che mi piacciono al volo: non mi capita spesso. Ricordo che una delle ultime volte parlammo di cose private, tipo le sue scelte di vita dopo la vendita a Dada, il trasferimento a San Francisco con un figlio adolescente, cose così. Ecco io devo qualcosa a Palombi soprattutto per una ragione. Perché la prima volta che ci incontrammo mi raccontò dei primi tempi di Splinder, da lui trascorsi praticamente al capezzale della sua giovane moglie morente. Ricordo che fra mille imbarazzi mi scusai a lungo con Marco quel giorno, del resto non potevo immaginare e cose così, ma da allora non mi sono mai perdonato le allegre idiozie che dedicavamo alla piattaforma di blogging per tutti, asinamente ignari di quasi tutto quello che succedeva dietro. Oggi Splinder chiude e io sono sinceramente dispiaciuto: riconosco con chiarezza il grande valore divulgativo che la piattaforma ha avuto nella rete italiana ma riconosco anche il valore di necessaria cautela che questa vicenda ha avuto per me, povero coglione che sono, almeno le volte che me lo ricordo.