Domani nel pomeriggio il tenutario qui si muove verso Orvieto dove giovedì partecipa al convegno sulla Informazione sul web organizzato da Akebia. Per chi ci fosse ci vediamo la’.




La (bellissima) pubblicità di Google andata in onda durante il SuperBowl.

07
Feb

Il candidato spieghi come mai il sito di Le Monde in occasione dell’esplosione in una centrale elettrica USA offre al lettore una parte intitolata “Per saperne di piu” con alcuni link esterni al quotidiano e fra questi il link diretto alla copertura video dell’incidente da parte di una TV locale del Connecticut mentre Repubblica.it utilizza le immagini della medesima TV sul proprio sito aggiungendo in alto il proprio marchio.

Contrappunti su Punto Informatico di domani.

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Mentre in USA il New York Times ha deciso di rimandare di un anno il passaggio parziale dei propri contenuti web ad un modello a pagamento, gli editori italiani stanno scaldando i motori. Qualche giorno fa durante un incontro privato con i dipendenti di RCS il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli ironizzava sugli scarsi introiti derivati dalla vendita della applicazione per iPhone di Corriere.it. Abbiamo incassato 50.000 euro – ha detto De Bortoli – per un gruppo che ha qualche miliardo di debiti converrete che non è male. (more…)

I contenuti del sito mobile.corriere.it ora sono a pagamento (9 cent a pagina). Ma solo se sei su rete Tre. Pare tra l’altro che con antipatica precisione venga addebitata automaticamente anche la pagina con il disclaimer.

(via macity)

L’elettorato di questo paese è quello che è. Tocca partire da qui. Del resto se non fosse quello che è non ci sarebbe così tanta gente disposta a credere alle favole di Berlusconi ed a tollerare la quotidiana esposizione di tutta la sua corte di lacchè e ballerine. Di contro oggi Bersani (poveretto) diceva che il dopofestival su YouDem e’ una buona idea perchè intercetta gli interessi dei giovani. In realtà il dopofestival su YouDem è una idea innocua ed inutile come tante altre, capace di spostare voti come un colpo di tosse di un passante nel corso principale di una qualsiasi città. Qualcuno faccia il favore di avvisare Bersani che è difficile intercettare i giovani a margine di un evento in cui la metà degli spettatori ha piu’ di 55 anni e 1/3 più di 64. Sono anzi questi giovani che, tutti in coro, compatiscono Bersani, D’alema, Veltroni e la compagnia cantante (appunto) di quelli che progettano di cambiare il paese da sinistra. A colpi di dopofestival ed altre idee balzane.

In Italia ci sono due tipi di elettori interessanti per chi immagina una alternativa a Sua emittenza: quelli che sono più svegli di Bersani e quelli che lo sono meno. I primi sono quei signori che, finchè gli sarà consentito, assedieranno i seggi delle Primarie, votando ogni volta “contro” i tristissimi candidati che il PD è capace di proporre. Sono la parte di gran lunga migliore di questo paese, hanno il solo grande problema di essere parecchio malrappresentati. Sono quelli che, goccia a goccia, abbandonano il PD delusi dalla produzione del nulla che il partito persegue dalla sua fondazione.

Ma esiste anche un altro spicchio di elettorato del quale si fatica a parlare, perchè il rischio è quello di fare la figura degli snob. Ma tocca essere realisti e considerare che c’è anche un’altra bella fetta di voti che oggi non arriva al centro sinistra per ragioni differenti.

Alessandra mi ripete da tempo: ” Ma possibile che non abbiano ancora capito che hanno bisogno di un figaccione?”. Un candidato maschio, possibilmente giovane, affascinante e anche bello. Banalmente bello. Non è facile, perchè ovviamente essere un figaccione non basta: deve anche essere un candidato di una qualche sostanza. Ma sulla sostanza si può lavorare, sul resto no. Il figaccione serve perchè esiste in questo paese, specie in questo momento, un enorme serbatoio di voti istintivi. Gente che vota casualmente, senza grandi polarizzazione politiche (non mi riferisco al leghisto ovviamente, il leghista nasce leghista e muore leghista, il leghista è un voto assegnato in partenza): entrate in un bar e ascolterete qualcuno di questi elettori istintivi ripetere la frase conosciuta: “Tanto alla fine sono tutti uguali”.

Siamo un paese enormemente superficiale e con questa superficialità dobbiamo fare i conti. E se anche non lo fossimo il candidato figo (oltre che solido) drena ugualmente un grande numero di voti. Non è bello da dire ma è così. Vedi Obama in Usa, vedi Cameron in UK. Vedi Scott Brown, uomo più sexy d’America 1982.

Proporre un candidato figaccione serve almeno in due distinte direzioni. Intercetta il voto istintivo di milioni di persone e contemporaneamente sbeffeggia la ridicola anomalia italiana secondo cui Berlusconi è un campione di invidiato giovanilismo furbo ed arrembante. Un figaccione di fronte ad un signore anziano col il lifting che cade e la parrucca impomatata? Non ci sarebbe partita.

Per queste e altre ragioni questo blog a malincuore si schiera contro la candidatura di Pippo Civati a sindaco di Milano, candidatura che ha già ricevuto l’endorsement convinto di Wittgenstein e di Piovono Rane. Questo blog pensa che il PD dovrebbe candidare Civati alla segreteria del partito. O in alternativa chiudere bottega ed andarsene a Sanremo insieme a tutti gli altri giovani come loro.




Il PIL è certamente una misura imperfetta, ce lo dicono quelli che capiscono di economia. Pero’ oggi a sentire Berlusconi ripetere la solita sequenza di bugie sulle tasse abbassate e sul fatto che dalla crisi siamo usciti molto bene, mi e’ venuta voglia di ricopiare questi dati sull’impoverimento dell’Italia prodotti da quei comunisti di Eurostat.

(via J.C. De Martin su FB)

Ieri l’interfaccia di Facebook è nuovamente cambiata. Non so quanti restyling abbiano proposto nell’ultimo anno. Comunque sta di fatto che il risultato mi sembra ottimo e la homepage è oggettivamente migliorata. E’ più semplice e pulita. A questo punto, una volta eliminato il restante 80% di chincaglierie inutili, Facebook diventerà un sito finalmente ok. C’è da attendersi che questo avvenga in tempi ragionevoli. Tipo un’era geologica o forse due.

06
Feb

(via paolo nori)

Ho letto velocemente la lettera e non credevo ai miei occhi. Diceva una roba tipo: Verizon ti comunica che ha rilevato la presenza di un file illegale su uno dei pc che si collegano a internet dal tuo indirizzo IP. Se al prossimo controllo il file verrà rilevato ancora, ti staccheremo la connessione a internet per sempre. Il file in questione è Inglorious Basterds e proviene da una delle copie rilasciate in United Kingdom per la visione nelle sale cinematografiche.



(via divergenze)