La composizione dell’attuale governo mi pare possa essere ricondotta a due grandi gruppi di persone. La marmaglia leghista, un gruppo piccolo di politici di professione nati vent’anni fa all’ombra di Umberto Bossi, che passano la giornata ad esprimere idee alternative a qualsiasi cosa (all’Europa, ai vaccini, alle pensioni), un gruppo che si è nel tempo autorecintato fino a trasformarsi in macchietta e che anche in termini di rappresentanza parla e strepita in nome di un numero sempre minore di persone, ma che resta comunque in grado di pesare sugli equilibri politici e di avvelenare la discussione pubblica ogni giorno, grazie anche alla complicità dei media per i quali i fessi oggi si vendono molto meglio di qualsiasi altra merce, e un gruppo di “nuovi politici” catapultati ai vertici della cosa pubblica dal successo di Giorgia Meloni: si tratta in genere di parenti, amici, ex fascisti ripuliti alla meglio, furbetti come ne esistono tanti e da sempre nella fitta boscaglia che circonda il potere, gente che appena ha capito quale occasione si stava presentando loro è corsa a laurearsi in qualcosa in un’università online farlocca ed ora è ministro o sottosegretario di qualsiasi cosa. Anche per loro i giornali italiani, nel disperato tentativo di ingraziarsi il re, aprono spazi di ragionamento e opinioni negati ai più, spazi nei quali ovviamente ogni tema politico si trasforma in commedia dato lo spessore dei soggetti in campo, commedia pericolosa quanto vi pare perché le conseguenze dei loro pensieri e delle loro azioni ricadono su tutti, ma pur sempre commedia.

Un commento a “Una radiografia”

  1. Massimo dice:

    Almeno 30 anni fa, se cresciuti intorno a Bossi.

    Perché gli altri si sono (sarebbero) laureati (in università farlocche)? Serve una laurea per fare il ministro?

Lascia un commento