
Io amo visceralmente la congiunzione “e”. Devo farmi violenza per non riempire tutto cio’ che scrivo con lunghi elenchi di parole inframmezzate da “e”. La lascio distrattamente all’inizio di una frase anche quando non c’e’ nulla da unire. Me le gioco ogni volta che posso. Ricordo di aver ascoltato qualche volta in TV Alberto Arbasino, uomo incapace di qualsiasi sintesi e dall’eloquio torrenziale e (ecco ci ricasco) pieno di salti logici e collegamenti formidabili e un sacco di altre meraviglie, parlare un italiano fitto di citazioni, tutte unite da una sottilissima “e”. E forse ad un certo punto l’intervista e’ sfumata mentre lui continuava a parlare. E…e…e…
Mi e’ tornato in mente tutto questo oggi mentre leggevo il primo capitolo di un libro di Jonathan Franzen, Forte Movimento, dove a pg. 23 trovo:
Davanti a Faneuil Hall, rifugio di scopo e significato per turisti stanchi, aleggiava un odore di grasso: di hamburger e crostacei fritti e croissant freschi e pizze calde, e biscotti al cioccolato e patatine fritte e polpa di granchio calda ricoperta di formaggio fuso, e fagioli in umido e peperoni ripieni e torte salate e croccante pollo fritto alla cantonese con tamari



Luglio 22nd, 2004 at 18:45
E poi ci sono gli oratori che danno fiato alla bocca per il gusto di udire la propria voce e poi anche i blogger che pigiano i tasti compiacendosi nel leggere quanto hanno scritto. E via tromboneggiando.
Luglio 22nd, 2004 at 20:00
e?
Ciao, Fabio
Luglio 22nd, 2004 at 20:36
La costruzione paratattica [alternativa a quella sintattica] del pensiero e delle frasi è la malattia infantile della scrittura.
Anche a me piace, ma è il sintomo di un impoverimento dell'espressione, a cui corrisponde un impoverimento delle idee.
Ipse dixit
Luglio 22nd, 2004 at 22:31
In realtà è l'alternativa a quella Ipotattica.
Alex
Luglio 23rd, 2004 at 04:05
Allora dovresti amare anche D.Wallace
Luglio 23rd, 2004 at 05:49
…e Ian McEwan
Luglio 23rd, 2004 at 07:57
Hai mai letto qualcosa di Andrea De Carlo? L'uso della "e" piu' esteso del West!
Suggerisco "Due di Due" che mi e' piaciuto tantissimo.
Ciao, Andrea
Luglio 23rd, 2004 at 11:14
Robba vecchia di cent'anni. Mai sentito parlare di un tale scrittore irlandese di nome James?
Luglio 23rd, 2004 at 14:19
Sull'incapacità di sintesi (che non è poi questo spaventoso dramma, specialmente se impedisce di cadere nella patologia del pensiero spot postelegrafonico) consiglierei ardentemente Bloom, Evola, Guenon, Zolla ed un esercito di scienziati "divulgatori": Davies, Smolin, Sagan, Barrow, Piattelli Palmarini… la prosa scientifica ha le sue inarrivabili bellurie.
Luglio 24th, 2004 at 04:11
E poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata…