Da molti anni tutte le volte che incrocio un titolo di Libero che fa schifo, tutte le volte che vedo un articolo de Il Foglio che fa orrore, e in entrambi i casi capita molto spesso, il mio primo pensiero non va al fatto che quel titolo di Libero faccia schifo o che quell’articolo de Il Foglio sia indecente e mi dia la nausea, perché resto eroicamente dell’idea che chiunque possa legittimamente fare schifo o darmi la nausea, ma che quelle bugie e quella nausea siano pagate con i miei soldi. Che senza quei soldi la quantità di quelle falsità e quelle nausee si ridurrebbe di molto e dovrebbe eventualmente essere pagata da qualcuno al quale quelle bugie e quelle nausee piacciono.

4 commenti a “La nausea e i soldi”

  1. sandro dice:

    Condivido. Ma la prima reazione a caldo per me è di incredulità. Il commento fa ribrezzo anche per quanto è stupido. Meglio morte che col velo?

  2. Annamaria dice:

    La nausea, lo schifo e l’orrore pagati con i nostri soldi, sì, è così purtroppo.
    Qualcosa di simile succede a Radio Radicale quando Fiamma Nirenstein, “unica” fonte di conoscenza sui fatti di Gaza, trasmette quotidianamente i comunicati del Ministero della Verità. E lo fa, purtroppo, a spese nostre.

  3. Bic Indolor dice:

    Se è per questo, anche i giornali che stanno dalla “tua” parte sono finanziati coi soldi di tutti (quelli, per capirci, che ad ogni ondata di prelievo fiscale ci dicono che servono a pagare gli stipendi di infermieri, insegnanti e carabinieri – giusto per fare qualche esempio).
    Ma è ovvio che, se stanno dalla tua parte, non possono che dire solo la verità, tutta la verità e niente altro che la verità… n’est pas?

  4. Vilcatto dice:

    Se accadesse, scopriresti quanto è alto il numero di coloro ai quali quelle deturpazioni dei fatti, purtroppo, piacciono.