Il gigantesco lavoro di disinformazione, piò o meno involontaria, che i media italiani hanno messo in piedi da anni, sia quello affidato alle strutture giornalistiche vere e proprie (da tempo lottizzate dai partiti e messe nelle mani dei peggiori) sia, soprattutto, quello più sfumato dei talk show televisivi, affidato a sedicenti “giornalisti” che fingono di informare apparecchiando ogni sera un teatrino di opinioni contrapposte utile ad aizzare la contrapposizione (la contrapposizione violenta dei punti di vista è l’unico valore economico apprezzato da quelle parti), ha una caratteristica notevole che lo rende inaffondabile. I suoi protagonisti, le decine di Gruber e Formigli, Porro e Berlinguer che lo conducono ne escono limpidi, stimati e senza responsabilità. Affondano il paese, per quello che li riguarda, fingendo di essere gli arbitri della discussione pubblica mentre sono invece quelli che, più di altri, la offendono.

6 commenti a “I padri nobili”

  1. Bruno Anastasi dice:

    caro Massimo, grazie per questo articolo perfetto, impeccabile, coraggioso, tempestivo (ieri sera mi sono inflitto la visione di alcuni momenti di “Piazza Pulita” e ho provato disgusto per il conduttore) … per me è l’editoriale dell’anno, anche se magari sarai in grado pure di superarti

  2. Massimo dice:

    Completamente d’accordo.

  3. Vincenzo dice:

    Tutto verissimo. Complimenti per la schiettezza ed il “coraggio”, come sempre. Un caro saluto.

  4. Nicola dice:

    Caro Massimo,
    lungi da me l’intenzione di difendere il teatrino, mi chiedo solo: siamo sicuri che contino ancora qualcosa?
    Sono programmi visti da quattro gatti e che interessano solo giornalisti e politici.

  5. Francesco Bindi dice:

    Concordo.
    Grazie.

  6. Francesco Bindi dice:

    Concordo con Nicola.
    Grazie.

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