Qualche settimana fa – violando una norma che mi sono dato da tempo – ho scritto una mail di poche righe a un signore a me sconosciuto che in un commento sui social a una cosa che avevo scritto sull’invasione dell’Ucraina mi aveva dato del “mistificatore disonesto”. In genere non scrivo mail agli estranei e tantomeno ai troll ma mi aveva colpito che questo signore fosse una specie di capetto della rete di pacifisti nonviolenti italiani. Solo per questo probabilmente gli ho mandato due righe molto educate del tipo: guardi lei non mi conosce e io non so chi lei sia: le scrivo solo per dirle che è un maleducato.

Oggi per caso ho scoperto che questo signore, fra una foto sulla tomba di Gandhi e un invito alla solidarietà fra i popoli, insulta regolarmente sui social decine di politici e giornalisti (in genere persone con una notorietà superiore alla sua) che – ahiloro – non la pensano come lui.

8 commenti a “Il violento nonviolento”

  1. Mario dice:

    Io non sono pacifista, sono decenni che faccio strage di mosche e zanzare ma la lettura dello sterminato curriculum di Francesco Vignarca trasformerebbe anche San Francesco in un feroce assassino. Al prossimo laureando in Storia Medioevale consiglio di rileggere i processi intentati dalla Santa Inquisizione ai responsabili dei sette peccati capitali (la superbia è il primo). Non so perché ma mi sembra che certe pratiche del Sacro Tribunale fossero troppo indulgenti.

  2. Francesco Vignarca dice:

    Salve!

    Mi fa molto piacere questo post… dato che conferma che ci avevo visto giusto!
    Perché anche in questo testo sta mistificando scorrettamente la mia posizione (insinuando che io attacchi per “questioni di visibilità”… e non per posizioni mie… bah…) oltre a “dimenticarsi” che alla sua mail io avevo dato una risposta (ferma, ma cortese) nel merito. Spiegando in particolare come chi parlasse di posizioni “da schifo” di altri, considerasse i pacifisti come “persone che fanno vomitare” sulla base di argomenti fantoccio fosse lei. Quindi pienamente in una condizione di proiezione non seria e non corretta…

    Nessun problema da parte mia: chi considera “troll” qualcuno che commenta con nome e cognome le proprie posizioni probabilmente ha solo qualche dubbio sulle stesse. Sinceramente la cosa non mi interessa molto, visto che questo post è solo un basso tentativo di additarmi al “pubblico ludibrio” (ci sono abituato, da venti anni di attacchi scorretti).

    Ma per amore di verità (visto che lei non ha riportato le cose correttamente, tentando appunto una mistificazione) metto qui sotto la mia risposta alla sua mail, che appunto e OVVIAMENTE non ha citato nel suo post… Saluti!!

    FV

    NB la mio foto era davanti al monumento di Gandhi a Ginevra, non alla sua tomba… così, tanto per precisare (magari questo la spinge a indagare meglio su cosa sia la nonviolenza – sempre parola unica – non certo questione di “bon ton”)

    ***

    Salve

    “Vanno di moda i pacifisti da divano. Quelli che agli invasori che ti bombardano suggeriscono di rispondere con un “parliamone, che la pace è bellissima”. Vanno di moda e a me, sinceramente, fanno vomitare. Per una semplice ragione: perché nessuno li ha mai bombardati sul serio e loro, dal loro divano, sono incapaci anche solo di immaginarsi la scena”

    Ma no… non c’è nessuna critica alle posizioni dei pacifisti e dei nonviolenti (tutto attaccato, le fornisco uno spunto di conoscenza e riflessione). Il “mi fanno vomitare” è chiaramente un complimento!

    Ora, io non capisco se stia cercando di prendermi in giro o se veramente sia convinto che questo non sia il solito e scorretto argomento fantoccio contro i pacifisti (peraltro insinuato, e adesso pure con un coraggiosissimo “ritiro della mano”) che dobbiamo sorbirci continuamente, da anni. Perché può pensare di me quello che vuole ma un minimo di coerenza e di logica sarebbero necessarie.

    Detto questo: perché lei può dire che le “fa schifo” la politica di Elly Schlein e che nobili posizioni politiche sulla diserzione siano “vacua retorica da comizio o da X-Factor” e io non posso dire che questi commenti e il solito uso dei suddetti argomenti fantoccio (per mancanza di argomenti) siano mistificazioni disoneste? Chissà perché… Chissà chi lo ha stabilito…

    Io credo che la vera “mancanza di educazione” sia articolare scorrettezze per difendere posizioni che promuovono guerra e riarmo, lei pensa che sia maleducazione usare parole “nette e taglienti” per definire tutto questo (considerando quanto subiamo: attaccati quotidianamente con falsità e paralogismi senza avere spazio di replica). Teniamoci pure le differenze su questo aspetto, senza problemi. Io da tempo ho abbandonato l’idea che la forma verbale conti più del contenuto (se aderente alla verità). Insegnamento che ho tratto da don Lorenzo Milani che parlava con franchezza e libertà, senza calcoli e diplomazie pelose (mi ha sempre colpito questa sua frase «il galateo, legge mondana, è stato eletto a legge morale nella Chiesa di Cristo? Chi dice coglioni va all’inferno. Chi invece non lo dice ma ci mette un elettrodo viene in visita in Italia e il galateo vuole che lo si accolga con il sorriso» riferendosi a De Gaulle e alla guerra di Algeria, in un articolo pubblicato postumo dall’Espresso).

    La ringrazio comunque della mail. Mi scuso se questa mia “parresia” è andata un po’ oltre (forse avrei dovuto più giustamente rispondere che le cose scritte nel suo pezzo erano “mistificazioni disoneste (intellettualmente)” non che lei lo fosse… ma preferisco peccare in questo senso (cioè esagerare con le parole) se mi esprimo su qualcosa che è importante e per cui vengo attaccato scorrettamente ogni giorno, che nel senso di fornire sostegno con parole e idee a un sistema che porta alla guerra e alla distruzione.

    Mi stia bene anche lei. Saluti.
    FV

  3. Rocco dice:

    Il sig. Mantellini le aveva fatto un favore a non pubblicare la sua mail di risposta.

  4. Massimo dice:

    Ma, battibecco a parte, come si può difendere l’Ucraina in modo nonviolento (tutto attaccato)? Dubito che i fiori nei cannoni — anzi, nei missili, e nei droni — possano convincere Putin.

  5. sandro dice:

    Io sono un pacifista, come Vignarca. Leggo questo blog con interesse da anni, non penso che Mantellini sia un mistificatore disonesto, penso semplicemente che sull’Ucraina si sbagli. Credo anche che in generale sia un errore argomentare insultando l’interlocutore. Detto questo, avevo già osservato che il post di Mantellini esprimeva un disprezzo per le posizioni dei pacifisti a mio parere ingiustificato alla luce degli esiti della scelta di sostenere l’Ucraina inviando armi. Il linguaggio usato nel post (“i pacifisti da divano mi fanno vomitare”) spiega (non giustifica) la reazione di Vignarca. Mi pare invece che la risposta di Mantellini alla mia osservazione riconoscesse da un lato la complessità del problema (“per fortuna non sono io a decidere”) dall’altro l’esistenza di un terreno comune (“i principi dei pacifisti che spesso sono anche i nostri”) che dovrebbe rendere possibile un dialogo. Ma che senso ha scazzarsi in questo modo? Mantellini e Vignarca, siete persone esperte di comunicazione sui social network. Come fate a non capire che in questo caso la discussione degenera per ragioni che nulla hanno a che fare con la sostanza del problema?

  6. rcs dice:

    Il mondo è pieno di gente che si autoassegna un patentino (da intellettuale, da ecologista, amante degli animali, pacifista…) e da quel momento pontifica come se ogni verbo che esce dalla propria bocca sia la sola e unica verità.

    Oggi va di moda confondere pacifismo con disarmo. Eppure ci fu un tempo (quello dei romani) in cui erano le guerre a “portare la pace” e in effetti la “pax romana” resse per secoli nel bacino del mediterraneo.

    O tempora, o mores!

  7. rcs dice:

    PS: Non so come etichettarla, ma io ho la mia morale: non agire mai (ne passivamente ne’ attivamente) in modo da favorire aggressori, prevaricatori e violenti.

    A voi la vostra.

  8. Pierluigi Rossi dice:

    D’accordo con @Rocco, Mante gli ha fatto un favore (…se non ha semplicemente obbedito a un dovere di privacy). Io sono convintissimo delle buone intenzioni di V., convintissimo che non c’entra la pulsione esibizionistica-presnzialistica, c’è davvero in lui un puro moto dell’animo, solo, e qui sta il dramma, non supportato, anzi sabotato, dal linguaggio usato. Il mio non richiesto consiglio a V. è: leggere i maestri della lingua italiana. Leggere, leggere, leggere.

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