15
Set

Il bosco verticale è in fondo l’essenza della milanesità cafona. Attaccare degli arbusti a un pezzo di cemento in una spianata dimenticata da dio, chiamare un simile accrocchio “bosco” e poi aspettare che i merli arrivino. Per poi osservare che, in effetti, i merli arrivano davvero. Il bosco verticale, le cui più piccole varianti sono comparse ovunque nell’Italia periferica, è lo stadio chic della speculazione edilizia. Quella che si appropria del nome delle cose di cui è l’antitesi, le brutalizza e le trasforma in un oggetto che scimmiotta l’originale. La prossima versione del bosco verticale, più abbordabile e a prezzi al metro quadro meno inavvicinabili, avrà le piante di plastica.



Settembre 16th, 2026 at 22:55
giustissimo Mante, quando ho visto il Bosco Verticale ho pensato: accidenti che genio ‘sto archistar, ha inventato il concetto di “pianta sul balcone” !
Settembre 25th, 2026 at 08:21
Non mi piace neanche l’originale, ma direi che questa è la versione cafona di provincia di una roba cafona milanese.