14
Set

Quello di Alessandro Barbero potrebbe essere considerato un caso di scuola. Ci sono persone che salgono alla notorietà pubblica per doti personali in un campo specifico. Nel caso di Barbero è la storia medioevale ma potrà essere qualsiasi campo: sportivo, cinematografico, televisivo, professionale in senso lato. A notorietà costruita simili personaggi verranno quotidianamente interpellati sulle materie più varie. Loro a quel punto assai raramente si negheranno, perché la loro notorietà ha bisogno di essere alimentata o semplicemente perché gli farà piacere essere così tanto considerati. Così facendo al loro pubblico verrà svelato un mistero che un mistero non è. Quei talenti, quelle eccezionalità non hanno alcuna relazione con il resto della loro vita. Non si prolungano nei loro restanti pensieri. Si interrompono anzi bruscamente sul confine delle loro competenze e quello che lasciano intravedere subito al di là è la tragedia della loro inattesa normalità. Nella migliore delle ipotesi.

15 commenti a “Barbero”

  1. enricobbbb dice:

    Esattamente. È quello che succede quando riesci finalmente a conoscere l’autore, il presunto maestro che avevi tanto ammirato a distanza.

    Forse è una conferma della teoria delle intelligenze multiple, che alcune possono essere molto sviluppate e altre molto meno.

  2. Claudio Forzano dice:

    Premesso che sono assolutamente d’accordo in generale ed anche nel caso specifico di Barbero , ma mi incuriosisce sapere quale è stata l’ultima dichiarazione che l’ha indotta a questo commento . Grazie

  3. massimo mantellini dice:

    @claudio mah nulla in particolare, certo quando Barbero parla del conflitto Russia- Ucraina fa rabbrividire

  4. Cristiano dice:

    A quel punto ma viene sempre il dubbio: ma in quel campo specifico è davvero così dotato e bravo o non essendoci altri “concorrenti” sullo specifico con cui confrontarlo ci siamo lasciati abbagliare?
    Forse basta specializzarsi nella storia dell’Esarcato di Ravenna per farsi poi accreditare a parlare di ogni cosa?
    Ci sono medievalisti in sala che ci possano dire se è solo un colto showman o davvero un bravo studioso?

  5. Roberto Plevano dice:

    È un medievalista molto competente, uno storico dai molteplici interessi di ricerca, e ha capacità divulgative fuori dal comune.

  6. Max Michele dice:

    Il fenomeno è stato studiato e in gergo psicologico si definisce “status spillover”

  7. Alessandro A. dice:

    Mi permetto solo di notare che il fatto di “non negarsi” possa non essere solo un vezzo narcisista. Quando si è invitati come relatori ad un evento, magari pure pagati, una risposta come “non so, non rispondo” è quasi impossibile da far digerire ad un intervistatore. Poi probabilmente Barbero ha ampiamente superato questa fase e risponde a qualunque domanda senza nemmeno porsi il problema, ma credo il meccanismo di cui parla Mantellini sia molto umano e molto comune ad ogni livello.

  8. Claudio Forzano dice:

    Chiaro si , grazie

  9. alessandro dice:

    quindi perche’ ha idee diverse dalle tue, che sono quelle giuste, allora va al confino (digitaler) senza giudice, avvocato, processo e in contumacia

    davvero notevole

  10. Antonio dice:

    “certo quando Barbero parla del conflitto Russia- Ucraina fa rabbrividire” perché, cosa dice Barbero di preciso su questo tema? Chiedo per sincero interesse non per polemica.

  11. Antonio dice:

    “il riarmo è una cosa sbagliata e bisognerebbe evitare di fare la guerra alla Russia e magari investire un po’ di più in welfare; non a caso sono i lander tedeschi dell’est dove il livello di vita è molto più basso quelli che votano per questi qua” (riferendosi ad AdF)

  12. Antonio quell'altro dice:

    Cavolo, cambio nick altrimenti sembra che mi rispondo da solo. Grazie Antonio, ma veramente la mia domanda era rivolta a chi quella frase l’aveva scritta e cioè l’autore del blog. Mi piacerebbe avere il riferimento preciso.

  13. alessandra dice:

    @ Antonio. Ha anche detto (cito testualmente):

    ‘Allora la Russia sono tre anni che cerca di prendere Krematorski che è una cittadina ucraina che nessuno aveva mai sentito nominare. Quando la prenderanno avranno bisogno di altri tre anni per prendere quella dopo. Sinceramente che i russi stiano per riversare colonne di carri armati, non dico da noi, ma neanche a casa della Callas mi sembra improbabile…’

    La Callas sarebbe Kaja Kallas, primo ministro dell’Estonia e alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri.

    Tale concetto è stato spiegato dal Professore con qualche risatina. Forse diretta a chi tanto stupidamente si preoccupa, come la ‘sciocchina’ Callas e con lei gli abitanti delle repubbliche baltiche che forse non hanno molto amato essere state parte dell’URSS.
    Ma soprattutto: la guerra in Ucraina è tutta qui? Davvero? Il problema russo è solo quello dei carri armati?

    Che bello avere queste granitiche certezze. Ce le dà la storia? Tutto ciò mi ricorda qualche altro intellettuale che spiegava che la Russia non avrebbe mai invaso l’Ucraina, o che comunque avrebbe vinto la guerra in un attimo.

    Alessandra

  14. nicola dice:

    Non che Barbero abbia bisogno di essere difeso da me, ma se uno lo ascoltasse un po’ di più e evitasse di prendere solo le dichiarazioni che fanno (s)comodo, si scoprirebbe che Barbero dice spesso “questa è la mia opinione, non sono esperto di questo campo”. E’ estremamente consapevole dei suoi limiti e spesso si nega, ma le richieste evidentemente sono maggiori di quelle che vediamo noi. Dice anche che lui non ha nessuna intenzione di seguire la sua notorietà sui social, infatti non ne ha neanche uno che gestisce lui personalmente. Sa anche che ormai è diventato “personaggio” e non è più “persona” e su questo scrolla le spalle e va avanti. E’ in pensione, si diverte a fare le conferenze, ci guadagna anche. E’ un ottimo oratore, che renderebbe interessante anche la sua lista della spesa. Detto questo, che senso ha stigmatizzare le sue idee che non condividiamo?

  15. Antonio quell'altro dice:

    @ Alessandra, grazie del riferimento, che però a me non sembra dire nulla di preciso sull’opinione generale di Barbero sulla guerra Russia-Ucraina, tale almeno da far rabbrividire, come dice Massimo. Le sue risatine mi paiono un tratto generale del suo modo molto caratteristico e originale di esprimersi, un po’ come quel gesto di far fischiare la locomotiva tirando su e giù una catenella immaginaria col pugnetto. Credo anch’io, come Nicola, che la persona vada valutata nel complesso. Certo, è difficile mantenere l’equilibrio necessario, quando si raggiunge la notorietà, tuttavia a me Barbero sembra uno degli esempi migliori, in questo senso, del panorama attuale. Per questo mi sono stupito quando Massimo l’ha definito un caso di scuola. Al contrario io ricordo bene come Barbero, interpellato sull’attualità, abbia sempre risposto chiaramente e con la sincera spontaneità che lo contraddistingue, che lo storico è esperto nell’interpretare il passato, ma non per questo è più abile degli altri nel decodificare il presente o il futuro. A confermare queste sue parole ci sono poi i fatti e cioè il suo comportamento nei dialoghi e nelle interviste, sempre improntato alla moderazione, alla riflessione ed anche all’esercizio del dubbio. Insomma, io penso di aver interpretato correttamente l’analisi generale di Massimo sul fatto che troppo spesso personaggi celebrati in un campo specifico vengano poi osannati come oracoli del tutto, per palesarsi poi di una pochezza sconfortante come persone o tutt’al più dei comuni mortali. La condivido, ma non riesco proprio a far rientrare Barbero in quella categoria. Vedo saggezza e spessore morale non comuni oltre le sue specifiche competenze.

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