Oggi La Presidente del Consiglio ha scritto sui social una bugia. Si è trattato di una bugia piccola ma funzionale alla solita propaganda di cui Meloni è esperta.

Lo schema della propaganda politica, uno schema che nel tempo si è esteso anche ai giornalisti di regime, in genere molto attivi sui social e in TV, prevede che le bugie sparse più o meno intenzionalmente sui social vengano lasciata al loro posto, non editate né rettificate. Il loro scopo del resto non è informare ma intossicare, e gli effluvi tossici delle bugie restano nel tempo e non andranno annacquati.

L’etica informativa dei politici è scomparsa da tempo, se mai è esistita, di quella di molti giornalisti, per i quali rettificare dovrebbe essere il pane quotidiano, meglio non parlarne, ma il caso odierno è forse più interessante. Non si tratta delle solite balle sparse a raffica quotidianamente da Salvini, si tratta di una bugia palese, scritta a chiare lettere sui profili social personali dal Presidente del Consiglio.

Meloni, non la politica di FDI ma la Presidente del Consiglio di tutti gli italiani potrà decidere di ammettere l’errore o potrà decidere di non farlo. Non le resta molto tempo, nel giro di poco la cazzata del giorno sarà sostituita dalla prossima cazzata e lei sarà costretta ad occuparsi d’altro.

Un commento a “Le bugie di Meloni sulla CGIL”

  1. Maurizio dice:

    Il maestro Francesco Guccini ha detto: “Meloni ha due facce, ma qyella vera è violenta”. E anche: ” «Adesso è il momento della Meloni, della destra… Bene, godetevela voi. Hai voluto la bicicletta? Pedala. Uno che non l’ha votata può dire: “Io ve l’avevo detto”. È una soddisfazione da poco, ma è pur sempre una soddisfazione». E poi:«La Meloni dice: “Quando sono nata io, il fascismo non c’era più”. Però si definisce cristiana, e quando è nata lei, Cristo era già morto. Ha voluto mantenere la fiamma nel simbolo del suo partito. Il problema è che la gente, spesso, dimentica le cose». Perfetto. Grazie maestro.

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