C’è qualcosa di paradossale nell’ampia levata di scudi nei confronti di un ex calciatore, Andrea Pirlo, alle prese con finanziatori russi che lo hanno reso testimonial di una società di scommesse. Il paradosso nasce nel momento in cui Pirlo sta per diventare CT della Nazionale italiana, ruolo per il quale evidentemente, occorrono specchiate attitudini curriculari. Se le credenziali che lo ostacolano riguardano il fatto di essere pagato da una società di scommesse è evidente che insieme a Pirlo occorrerà buttare giù dalla rupe non solo l’intero mondo del calcio nazionale ma anche le TV che trasmettono le partite e per sovrappiù lo Stato Italiano che da anni fa finta di niente (anche lo Stato del resto incassa bei soldi dalla dabbenaggine degli scommettitori come e più di Pirlo) sulla truffa che consente di aggirare una sua legge, quella che impedirebbe a tali società di farsi pubblicità, e che invece, non solo continuano a fare impunemente (fingendo di essere patetici siti di news) ma che con i loro soldi sponsorizzano le squadre di serie A e le TV a pagamento (Sky ha perfino un programma farlocco anch’esso travestito da ambiente informativo dove per ogni evento sportivo vengono esposte le quote per i gonzi). Sono reduce da un’esperienza lisergica sul sito di DAZN, unico luogo nel quale era possibile seguire tutte le partite del mondiale di calcio, che è esso stesso un sito di scommesse travestito da televisione commerciale. La voce wikipedia del suo proprietario, del quale non sapevo nulla e del quale nessuno parla mai, è un esempio perfetto di chi siano questi e che cosa vogliano da noi. E di come sia facile utilizzare bene i soldi spandendone un po’ in ogni direzione e costruirsi una reputazione. Se invece le perplessità su Pirlo riguardano la sua vicinanza alla Russia di Putin allora il quadro si fa perfino più misterioso. Ma davvero Pirlo rappresenta un problema per questo? Più dei vari Buttafuoco, Salvini, Travaglio, Conte la cui attività principale sembra essere adorare pubblicamente Putin e i suoi missili sui teatri trasformati in rifugio o sulle cliniche pediatriche?
Ci sono molte faccende etiche di cui occuparsi prima di quella da dedicare a un ex-calciatore, la principale delle quali riguarda forse lo Stato che non fa nulla per tutelare i più fragili dei suoi cittadini se non con leggine ridicole come quella delle slot e del numero di metri di distanza che devono tenere da una scuola. L’Italia è oggi il paese nel quale si scommette di più in Europa, è il Paese che difende meno i suoi cittadini dalle proprie debolezze: il mondo del calcio è un’avanguardia di soprusi economici verso i più deboli con la collaborazione di tutti. In questo mare di fango ecco che ci concentriamo sullo schizzettino appena giunto sulla camicia bianca di Andrea Pirlo.

2 commenti a “Lo schizzo sulla camicia di Pirlo”

  1. Wile Coyote dice:

    “Sono di un paese vertiginoso dove la lotteria è parte principale della realtà: fino ad oggi pensai così poco ad essa come alla condotta degli dèi indecifrabili o del mio cuore”
    (Jorge Luis Borges, La lotteria a Babilonia, racconto del 1941 inserito nella raccolta “Finzioni”)

  2. Massimo dice:

    Pirlo non era all’altezza come allenatore, e giustamente i due che avrebbero voluto sceglierlo se ne sono andati, forse anche dietro pressioni di licenziarli.

    E Pirlo non è tanto sveglio a mettersi a fare da testimonial a un’azienda russa nel 2026, ma anche qui, non vedo nulla di nuovo o che non sapessimo.

    Non capisco, infine, il paragone con Travaglio, Conte o Salvini. Mi sembra normale che ci si possa presentare alle elezioni o fare il direttore di un giornale pur con idee strampalate, meno che uno venga ufficialmente scelto per una posizione importante (importante nel paese in cui viviamo, almeno) pur avendo simili posizioni (e nessuna capacità provata come allenatore, tra l’altro).

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