Uno dei rischi della notorietà è la perdita dei confini fisici. Maggiore è la popolarità che si è raggiunta e maggiore sarà questa possibilità di immaginare sé stessi al centro di ogni attenzione. Non succede sempre, e forse andrebbe innalzato un monumento equestre a quanti, silenziosamente, vivono il proprio momento di gloria con moderazione e misura, ma quando succede gli aspetti tossici del proprio immaginarsi al centro del mondo risultano chiari a molti ma quasi mai ai diretti interessati. Il leader politico che è passato da un gradimento del 40% ad uno del 2% così come quello che fino a ieri non era nessuno ed ora è al centro di ogni attenzione, vivono il medesimo piccolo delirio di onnipotenza. Lo stesso accade per lo scienziato pazzo o per lo sportivo decaduto o per lo scrittore ormai dimenticato. La differenza fra Renzi e Vannacci riguarda esclusivamente il momento di oscillazione. Il primo scende, nell’umana frenesia di riuscire a risalire un giorno e, mentre lo fa, conta sui media, che viceversa vedono ormai in lui lo scherzo di natura utile a vendere le ultime copie, l’altro mostra il petto virile (con citazione trita del ventennio) e delizia i suoi propagandisti. Eppure entrambi in quel momento superano un confine. Quello fra l’idea di sé e la comprensione geografica della propria posizione nel mondo. Due punti non coincidenti. Pasternak diceva che serve molto coraggio per recitare nei secoli, come recitano i burroni, come recitano i torrenti. L’unica cosa che noi oggi sappiano è che Renzi e Vannacci non sono né burrone né torrente. Sono invece dentro l’oscillazione del medesimo pendolo. Un pendolo al quale non vogliono e non possono sottrarsi. In molti caso rientrare nei propri confini è un pensiero inaccettabile.

2 commenti a “Renzi vs Vannacci (burrone e torrente)”

  1. Bandini dice:

    Posso solo dire di essere felice di non essere al corrente dell’ultima uscita di questi due. Evidentemente la mia ormai quasi nulla frequentazione dei social mi sta preservando da una bella porzione di merda. È consolante. Ma è disperante sapere che moltissima gente invece ci è dentro fino al collo.

  2. Massimo dice:

    Concordo. Aiuta un amico a uscirne! :)

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