Il fatto che uno a vent’anni abbia saputo scrivere enormi opere d’arte fatte di musica e parole, brani che hanno accompagnato la sua generazione e quelle successive, e che a settantacinque, forse anche prima non ha importanza, esprima pubblicamente palesi stupidaggini su la vita, il mondo e tutto il resto, non è strano. È invece piuttosto usuale. Il talento quello che offre da una parte lo toglie dall’altra, reclama un equilibrio, chiede un prezzo da pagare. Talvolta è un pegno visibile altre volte no.

4 commenti a “Francesco De Gregori”

  1. gabriele dice:

    Non mi sembra una questione di età, non è mai stato pronto a prendere posizione, come se la vita della società gli interessasse solo per scrivere canzoni.
    C’è chi pur avendo più talento di lui dal punto di vista artistico. non ha mai fatto fatica a schierarsi. De André, per dirne uno, Bob Dylan per dirne un altro.

  2. Massimo dice:

    Francamente non capisco perché De Gregori o chiunque altro *debba* schierarsi e, immagino, ovviamente schierarsi con la parte che piace a voi.

  3. Maurizio dice:

    De Gregori ha scritto “enormi opere d’arte di musica e parole” non solo nei suoi vent’anni, ma anche nei successivi quaranta (almeno); negarlo significa non conoscere affatto la sua opera complessiva. @Gabriele: che De André avesse più talento di De Gregori è un’opinione più che rispettabile, ma è per l’appunto un’opinione; ammesso e non concesso che ciò abbia importanza, si dovrebbe però aggiungere che una parte della sua opera non regge affatto all’usura del tempo, al contarario di quella del “Proncipe”. Per quanto riguarda Bob Dylan: il menestrello è stato sempre da lui stesso riconosciuto quale “maestro e modello”. L’album “De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto” (del 2015) ne è esplicita testimonianza. Con tutto il resto si entra nel secondario, scivoloso e strumentale terreno della “cultura artistica militante”, cioè dell’ossimoro perfetto.

  4. ale dice:

    ci puo’ anche stare che un artista esprima la sua opinione, sia politica, sia apolitica
    quello a cui assistiamo oggi pero’ e’ una gara a fare il “primo della classe” su tutti i temi. perche’ oggi la musica non la si giudica dalla qualita ma da quanto un artista e’ schierato (lgbt+, metoo, greta, ucraina, palestina, taiwan e cosi via)
    ora in tutta onesta questa cosa ha una deriva ben precisa, la musica, pardon il livello della musica sta frettolosamente precipitando nel baratro, eppero’ fuck trump e fuck putin e sei subito intervistato e ti fan la marchetta al tg, perche’ funziona cosi

    ora de gregori potra’ permettersi di dire quel che vuole? secondo me si, pero’ subito viene azzannato da gente del calibro di iacchetti (pd iacchetti) che ha capito bene come funziona il sistema per chi non sa fare tantissimo e allora accodiamoci w greta e tutto il resto, polarizziamo in un bianco e nero continuo e diamoci addosso perdendo l’unione delle migliori teste di destra e di sinistra che non si devono parlare mi raccomando

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