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Mag




Se anche voi avete un parere interessante sulla nuova Ferrari elettrica fatemelo sapere.

17 commenti a “Nuova Ferrari”

  1. Gianluca Colombo dice:

    Fa schifo

  2. Massimo dice:

    “Terribile” è già stato detto ?

  3. Giampaolo Armellin dice:

    iPherrari

  4. nicola dice:

    Estiquaatsi pensa che sia normale che un marchio di auto faccia una nuova auto. Estiquaatsi pensa che non a tutti piaccia e anche questo pensa sia normale.

  5. Davide dice:

    Non è una Ferrari ma a me piace.

  6. Mario dice:

    Esteticamente discutibile. Prezzo base 550.000 euro…una pacchianata per principi ed emiri. Quelli che in casa hanno i rubinetti d’oro per intenderci…

  7. Sergio Spagnoli dice:

    Come ti distruggo un marchio storico. La borsa se n’è già accorta.

  8. Antonio dice:

    La Ferrari è uno dei marchi storici che hanno fatto e fanno sognare anche uno come me che non ha la patente, e anche se l’avesse non potrebe mai permettersi una Ferrari (o un aporche o una Aston Martin o una …).
    I tempi cambiano, il motore a scoppio è un residuo del novecento (tecnicamente nasce nell’ottocento), spreca il 70% dell’energia che produce, è ingombrante, rumoroso, composto da una miriade di pezzi pesanti sporchi complicati da raggiungere; il motore elettrico è semplice, economico, ha una resa energetica fantastica, una ripresa da sogno, è il presente e una buona parte del futuro.
    Questo modello Ferrari è bello, elegante, sportivo; magari non fa sognare, ma siamo nel 2026 non è tempo di sognare.

  9. ale dice:

    ma ti ricordi quando dicesti che l’iPhone sarebbe stato un fallimento? :D

  10. Andrea dice:

    Credo si senta fino lì quanto poco ce ne cale della ferrari elettrica, del salone della nautica, del cardo gobbo di nizza monferrato e altre trozzolarie assortite da classe privilegiata.

  11. domenico dice:

    I gusti sono personali quindi tutti validi, le 3 uniche cose forse fanno riflettere sono: la Ferrari e’ ” ferma” in Formula 1 da tantissimi anni (rimane la storia); l’ acquisto interessa al massimo all’1% dell’intera popolazione mondiale; la presentazione al Papa totalmente fuori luogo.

  12. Massimo dice:

    è l’auto del Playmobil ?

  13. Claudio dice:

    Trovo interessante (è un po’ disperante) che tutti abbiamo un parere e che dobbiamo pure esprimerlo

  14. Massimo dice:

    Penso che questo fosse esattamente il punto del post.

  15. Claudio dice:

    Trovo interessante (è un po’ disperante) che tutti abbiamo un parere e che dobbiamo pure esprimerlo.
    Io, ad esempio, dal cellulare mentre sono in bagno: mi faccio tristezza da solo.

  16. ale dice:

    L’industria automobilistica è stata uno dei motori dello sviluppo economico del secolo scorso, a tal punto che l’automobile ha ridisegnato il mondo. Le nostre città le sono state sottomesse; il nostro rapporto con lo spazio, i tempi del lavoro e della vita privata, l’intrattenimento: tutto questo e anche altro è stato modellato sul concetto di “possesso di un’automobile privata”.
    La narrativa dell’industria ci ha convinti che la “bellezza” dell’oggetto-auto fosse un valore e lo ha raccontato anche e soprattutto con il mito delle auto sportive di grande costo, grandi prestazioni, grande design.
    Poco importa che nella vita del 95% delle persone (la percentuale è ipotetica) l’automobile sia un oggetto che passa il 95% del suo tempo ferma, dopo aver svolto la funzione di spostare dal punto A al punto B, e viceversa – e che nella sua funzione di spostamento la bellezza del disegno conti poco o punto – bellezza, non funzionalità.
    Importa poco che gli spazi urbani e interurbani siano oggettivamente saturi.
    Nonostante l’evidenza delle dimensioni mitologiche dell’oggetto “automobile” e della sua funzione, insistiamo: insistiamo a discutere della qualità estetica di un oggetto dedicato a pochissimi, che con pochissimi entrerà in relazione, che cambierà le vite di pochissimi.
    Un punto per l’industria e la sua capacità mitopoietica: in un momento in cui sarebbe sano che la collettività ridisegnasse seriamente i modelli d’uso dello spazio, torna a mettere al centro della discussione la “bellezza” di un modello obsoleto.
    Sono passati cento anni da D’Annunzio, che attribuiva all’automobile “la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice”. E noi, ancora a discuterne.

    (Si legge che le nuove generazioni si starebbero allontanando dal mito dell’automobile e che siano pessime clienti, restie all’acquisto e propense a risolvere il problema d’uso – spostarsi da un posto all’altro. Non resta che attendere l’estinzione della mia generazione.)

  17. Massimo dice:

    Grazie Ale, condivido tutto.

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