Estiquaatsi pensa che sia normale che un marchio di auto faccia una nuova auto. Estiquaatsi pensa che non a tutti piaccia e anche questo pensa sia normale.
La Ferrari è uno dei marchi storici che hanno fatto e fanno sognare anche uno come me che non ha la patente, e anche se l’avesse non potrebe mai permettersi una Ferrari (o un aporche o una Aston Martin o una …).
I tempi cambiano, il motore a scoppio è un residuo del novecento (tecnicamente nasce nell’ottocento), spreca il 70% dell’energia che produce, è ingombrante, rumoroso, composto da una miriade di pezzi pesanti sporchi complicati da raggiungere; il motore elettrico è semplice, economico, ha una resa energetica fantastica, una ripresa da sogno, è il presente e una buona parte del futuro.
Questo modello Ferrari è bello, elegante, sportivo; magari non fa sognare, ma siamo nel 2026 non è tempo di sognare.
Credo si senta fino lì quanto poco ce ne cale della ferrari elettrica, del salone della nautica, del cardo gobbo di nizza monferrato e altre trozzolarie assortite da classe privilegiata.
I gusti sono personali quindi tutti validi, le 3 uniche cose forse fanno riflettere sono: la Ferrari e’ ” ferma” in Formula 1 da tantissimi anni (rimane la storia); l’ acquisto interessa al massimo all’1% dell’intera popolazione mondiale; la presentazione al Papa totalmente fuori luogo.
Trovo interessante (è un po’ disperante) che tutti abbiamo un parere e che dobbiamo pure esprimerlo.
Io, ad esempio, dal cellulare mentre sono in bagno: mi faccio tristezza da solo.
L’industria automobilistica è stata uno dei motori dello sviluppo economico del secolo scorso, a tal punto che l’automobile ha ridisegnato il mondo. Le nostre città le sono state sottomesse; il nostro rapporto con lo spazio, i tempi del lavoro e della vita privata, l’intrattenimento: tutto questo e anche altro è stato modellato sul concetto di “possesso di un’automobile privata”.
La narrativa dell’industria ci ha convinti che la “bellezza” dell’oggetto-auto fosse un valore e lo ha raccontato anche e soprattutto con il mito delle auto sportive di grande costo, grandi prestazioni, grande design.
Poco importa che nella vita del 95% delle persone (la percentuale è ipotetica) l’automobile sia un oggetto che passa il 95% del suo tempo ferma, dopo aver svolto la funzione di spostare dal punto A al punto B, e viceversa – e che nella sua funzione di spostamento la bellezza del disegno conti poco o punto – bellezza, non funzionalità.
Importa poco che gli spazi urbani e interurbani siano oggettivamente saturi.
Nonostante l’evidenza delle dimensioni mitologiche dell’oggetto “automobile” e della sua funzione, insistiamo: insistiamo a discutere della qualità estetica di un oggetto dedicato a pochissimi, che con pochissimi entrerà in relazione, che cambierà le vite di pochissimi.
Un punto per l’industria e la sua capacità mitopoietica: in un momento in cui sarebbe sano che la collettività ridisegnasse seriamente i modelli d’uso dello spazio, torna a mettere al centro della discussione la “bellezza” di un modello obsoleto.
Sono passati cento anni da D’Annunzio, che attribuiva all’automobile “la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice”. E noi, ancora a discuterne.
(Si legge che le nuove generazioni si starebbero allontanando dal mito dell’automobile e che siano pessime clienti, restie all’acquisto e propense a risolvere il problema d’uso – spostarsi da un posto all’altro. Non resta che attendere l’estinzione della mia generazione.)
Maggio 26th, 2026 at 19:11
Fa schifo
Maggio 26th, 2026 at 20:51
“Terribile” è già stato detto ?
Maggio 26th, 2026 at 23:06
iPherrari
Maggio 26th, 2026 at 23:33
Estiquaatsi pensa che sia normale che un marchio di auto faccia una nuova auto. Estiquaatsi pensa che non a tutti piaccia e anche questo pensa sia normale.
Maggio 27th, 2026 at 07:07
Non è una Ferrari ma a me piace.
Maggio 27th, 2026 at 09:51
Esteticamente discutibile. Prezzo base 550.000 euro…una pacchianata per principi ed emiri. Quelli che in casa hanno i rubinetti d’oro per intenderci…
Maggio 27th, 2026 at 11:06
Come ti distruggo un marchio storico. La borsa se n’è già accorta.
Maggio 27th, 2026 at 17:27
La Ferrari è uno dei marchi storici che hanno fatto e fanno sognare anche uno come me che non ha la patente, e anche se l’avesse non potrebe mai permettersi una Ferrari (o un aporche o una Aston Martin o una …).
I tempi cambiano, il motore a scoppio è un residuo del novecento (tecnicamente nasce nell’ottocento), spreca il 70% dell’energia che produce, è ingombrante, rumoroso, composto da una miriade di pezzi pesanti sporchi complicati da raggiungere; il motore elettrico è semplice, economico, ha una resa energetica fantastica, una ripresa da sogno, è il presente e una buona parte del futuro.
Questo modello Ferrari è bello, elegante, sportivo; magari non fa sognare, ma siamo nel 2026 non è tempo di sognare.
Maggio 27th, 2026 at 17:29
ma ti ricordi quando dicesti che l’iPhone sarebbe stato un fallimento? :D
Maggio 28th, 2026 at 17:05
Credo si senta fino lì quanto poco ce ne cale della ferrari elettrica, del salone della nautica, del cardo gobbo di nizza monferrato e altre trozzolarie assortite da classe privilegiata.
Maggio 28th, 2026 at 18:30
I gusti sono personali quindi tutti validi, le 3 uniche cose forse fanno riflettere sono: la Ferrari e’ ” ferma” in Formula 1 da tantissimi anni (rimane la storia); l’ acquisto interessa al massimo all’1% dell’intera popolazione mondiale; la presentazione al Papa totalmente fuori luogo.
Maggio 29th, 2026 at 05:42
è l’auto del Playmobil ?
Maggio 29th, 2026 at 07:47
Trovo interessante (è un po’ disperante) che tutti abbiamo un parere e che dobbiamo pure esprimerlo
Maggio 29th, 2026 at 13:45
Penso che questo fosse esattamente il punto del post.
Maggio 29th, 2026 at 07:49
Trovo interessante (è un po’ disperante) che tutti abbiamo un parere e che dobbiamo pure esprimerlo.
Io, ad esempio, dal cellulare mentre sono in bagno: mi faccio tristezza da solo.
Maggio 29th, 2026 at 10:22
L’industria automobilistica è stata uno dei motori dello sviluppo economico del secolo scorso, a tal punto che l’automobile ha ridisegnato il mondo. Le nostre città le sono state sottomesse; il nostro rapporto con lo spazio, i tempi del lavoro e della vita privata, l’intrattenimento: tutto questo e anche altro è stato modellato sul concetto di “possesso di un’automobile privata”.
La narrativa dell’industria ci ha convinti che la “bellezza” dell’oggetto-auto fosse un valore e lo ha raccontato anche e soprattutto con il mito delle auto sportive di grande costo, grandi prestazioni, grande design.
Poco importa che nella vita del 95% delle persone (la percentuale è ipotetica) l’automobile sia un oggetto che passa il 95% del suo tempo ferma, dopo aver svolto la funzione di spostare dal punto A al punto B, e viceversa – e che nella sua funzione di spostamento la bellezza del disegno conti poco o punto – bellezza, non funzionalità.
Importa poco che gli spazi urbani e interurbani siano oggettivamente saturi.
Nonostante l’evidenza delle dimensioni mitologiche dell’oggetto “automobile” e della sua funzione, insistiamo: insistiamo a discutere della qualità estetica di un oggetto dedicato a pochissimi, che con pochissimi entrerà in relazione, che cambierà le vite di pochissimi.
Un punto per l’industria e la sua capacità mitopoietica: in un momento in cui sarebbe sano che la collettività ridisegnasse seriamente i modelli d’uso dello spazio, torna a mettere al centro della discussione la “bellezza” di un modello obsoleto.
Sono passati cento anni da D’Annunzio, che attribuiva all’automobile “la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice”. E noi, ancora a discuterne.
(Si legge che le nuove generazioni si starebbero allontanando dal mito dell’automobile e che siano pessime clienti, restie all’acquisto e propense a risolvere il problema d’uso – spostarsi da un posto all’altro. Non resta che attendere l’estinzione della mia generazione.)
Maggio 29th, 2026 at 13:44
Grazie Ale, condivido tutto.