Christopher Nolan admits he’s never used email or owned a smartphone. pic.twitter.com/wHC3AZKTGT
— 60 Minutes (@60Minutes) May 20, 2026
Il famoso regista dice che non usa lo smartphone e non usa la mail. L’intervistatore finge stupore e dichiara ammirazione e la questione potrebbe chiudersi qui con una rapidissima postilla che del resto Nolan parzialmente ammette: oggi si può scegliere di non usare mail e smartphone in due sole condizioni del tutto opposte. Se si è (molto) indigenti e ai margini della società oppure, al contrario, se si è nella condizione di delegare simili incombenze a qualcuno che lo farà per te. Del resto leggere una mail sullo schermo di un computer o su un foglio di carta dopo che la segretaria te l’ha stampata non fa differenza. Almeno per quanto riguarda l’accettazione filosofica – diciamo così – del mezzo. Per la verità alcune piccole ne fa ma ora lasciamo stare.
Tuttavia quel breve spezzone è interessante indipendentemente da questo.
Il primo motivo per cui lo è è che quando viviamo un fastidio, qualcosa che incombe sulle nostre vite, ci attacchiamo a qualsiasi cosa che ci consenta di fantasmizzarlo. Quindi si può fare? sembra dire l’intervistatore e noi con lui, e anche se la risposta è palesemente “No, non si può fare”, simili schermaglie accendono comunque una speranza. Come quando ai tempi delle TV di Berlusconi gli intellettuali italiani si affrettavano a chiarire che loro la TV mica la guardavano.
Tornando a noi: “No, non si può fare”, la vita di tutti passa da un numero di cellulare e da una presenza digitale: dal 13enne su Twitch all’85enne al quale il medico ha appena mandato la ricetta per la farmacia via whatsapp. Possiamo tornare a come eravamo prima? No, nemmeno questo si può fare”. Nemmeno Christopher Nolan lo può fare, nemmeno da dentro Interstellar: anche a lui servirà, al minimo, qualcuno che da questo mondo faccia avanti e indietro col suo.
Il secondo motivo è che queste false speranze lasciano comunque un retrogusto di attivismo che avevamo dimenticato. L’idea che se simili fastidi non sarà possibile eliminarli potrà essere almeno possibile limitarne gli effetti. Per esempio utilizzandoli il meno possibile. L’attivismo anti-digitale dei piccoli gesti ha guadagnato negli anni tutto il mio rispetto e un po’ della mia partecipazione. La strategia è delle più semplici: se non puoi vincerlo puoi almeno provare a ignorarlo. Il che funziona fino a quando scopri, per esempio, che il Comune in cui abiti ha deciso che la tua PEC (alla quale il tuo datore di lavoro ti ha obbligato dopo essere stato lui a sua volta obbligato da una legge dello Stato) è il tuo domicilio fisico e quindi che quella multa del 2021 di cui nulla sapevi è lì che ti aspetta felicemente raddoppiata in nome della tua nuova resistenza digitale. Ti sentirai Fenoglio ma alla fine aprirai lo stesso il portafogli pagando di tasca tua il tuo rifiuto digitale e, soprattutto, metterai un FWD alla tua odiata PEC perché incidenti del genere non ricapitino.
Ma al netto delle piccole disavventure che possono sempre capitare, la strada della riduzione è l’unica percorribile. Che poi, in realtà, nemmeno di riduzione si potrà parlare. La riduzione – come direbbe quello – è un vasto programma. Oggi una vittoria sull’invasione digitale sarebbe anche solo congelare l’esistente invece che essere travolti dall’onda sempre più ampia che ci riguarda tutti.
La verità è che Christopher Nolan è come tutti noi un uomo del suo tempo. La verità è anche che la favola mitologica del genio che in quanto tale vive per la sua arte in un mondo nel quale nulla esiste al di là delle sue intuizioni creative, è un luogo comune dei più banali ma anche dei più frequentati.
Ah ecco perché scrive film tanto affascinanti: perché non usa la mail! perché non telefona mai a nessuno!
Puttanate.

Come ogni volta in questi casi la banalizzazione del bene rischia di scatenare istinti demoniaci, come per esempio scrivere moltissime mail o telefonare ad ogni numero della propria rubrica e non aderire a quel progetto di riduzione, a quella moratoria, che fino a 5 minuti fa ti pareva l’unica strada praticabile.
Un’altra ultima opzione, archiviabile nel folder “Sansone e i filistei” è fare finta che niente stia succedendo. Non sapere niente di niente ed essere felici di non saperlo. Sarete probabilmente i più fessi e, contemporaneamente, i più felici nella stanza. E quando vi chiederanno di Nolan risponderete:
Nolan? Nolan chi, quello dei caschi da moto?


