La regola elementare fra persone civili e raziocinanti dovrebbe essere che il ruolo che hai deve avere un peso nelle cose che dici e nei luoghi in cui le dici. Tradotto in termini semplici e applicati a fatti recenti: se sei il Presidente del Consiglio (Meloni) o il vicepresidente del consiglio (Salvini) o il ministro degli Esteri (Tajani) non dovresti commentare fatti di cronaca giudiziaria (locale o internazionale), politica, culturale, ecc. utilizzando il tuo usuale e ben rodato metodo: quello cioè dell’invettiva politica calibrata alla ricerca del consenso.
Perché non dovresti farlo? C’è davvero bisogno di ripeterlo? Ok. Perché in quel ruolo che hai faticosamente raggiunto rappresenti il punto di vista di tutti gli italiani, compresi quelli che non ti hanno votato. Meloni e Salvini specialmente, e il povero Tajani a ruota, utilizzano i propri ruoli istituzionali per fare propaganda politica. Il che è da un certo punto di vista abbastanza naturale visto che altro non sanno fare.
Così accade che quando in USA viene brutalmente assassinato un giovane leader razzista, Meloni ne parla sui social come se fosse morto un pilastro della democrazia mondiale, mentre quando le milizie dell’ICE uccidono a sangue freddo due cittadini che protestavano pacificamente per strada, Meloni viene colta da momentanea amnesia. Quando in Francia attivisti di estrema sinistra uccidono per strada un giovane di destra, Meloni si risveglia e utilizza la notizia per una lezioncina etica sulla pace nel mondo. Una pace necessaria quando da sinistra si ammazza a destra e molto meno urgente quando da destra si ammazza a sinistra. Il continuo passaggio acrobatico fra ruolo politico e ruolo istituzionale, fra posizione partitica e posizione di governo è un altro dei pilastri silenziosi delle democrazie che si sta sgretolando in tutto il mondo. Dico quello che mi conviene quando mi conviene e mi disinteresso di tutto il resto. È l’etica del nulla. Quello che un po’ mancava alla politica barbara dei giorni nostri. Di questo cinismo elevato alla massima potenza Meloni e Salvini sono – insieme a qualcun altro che conta più di loro – campioni del mondo.


