Ieri Giorgia Meloni ha prodotto un tweet indignato sulla scarcerazione del proprietario della discoteca svizzera. Ieri il Ministro degli Esteri Tajani ha prodotto un tweet indignato sulla medesima scarcerazione. Ieri e oggi (e domani e dopodomani) Repubblica e il Corriere hanno prodotto e produrranno articoli indignati sulla stessa scarcerazione. Al netto degli aspetti tecnici, che non sembrano interessare nessuno, vale a dire che la legislazione svizzera prevede la scarcerazione preventiva per censo (vale a dire il ricco esce di galera prima del processo mentre il povero resta dentro, e sarebbe interessante capire se Meloni e Tajani sono contrari o favorevoli ad un simile meccanismo) il resto è il solito miserabile gioco delle parti del populista. Si osserva l’orizzonte si individua un tema da abbracciare per creare sintonia con i propri elettori e lo si porta in superficie come un venditore urlante al mercato rionale. Tecnicamente le ragioni di Repubblica e Corriere per una simile scelta di campo sono di altra natura (cavalco il tema populista per vendere copie del mio giornale) ma il risultato finale resta uguale. I politici reazionari e i populisti sono reazionari e populisti per propria intrinseca proposta programmatica, Repubblica e Corriere diventano reazionari e populisti per necessità. Nella gara fra chi riuscirà ad essere il peggiore, ognuno per le proprie ragioni, il peggiore, comunque, alla fine vince.

Un commento a “Il peggiore vince”

  1. Marco dice:

    A me preoccupa il fatto che, quando il mondo capirà che in Svizzera le pene sono ridicole, verranno tutti qui a commettere reati.

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