Se proprio si volesse fare un sit-in, come la segretaria del PD Schlein sta proponendo, preoccupata com’è dall’egemonia del partito della Premier nelle veline TV, più che a favore della libertà dell’informazione (una scemenza che perfino il direttore di Repubblica sta ripetendo da giorni) lo potrebbe fare sulla correttezza dell’informazione. I giornali in Italia sono infatti liberissimi, talmente liberi da poter piegare ogni giorno l’informazione ai desiderata dei loro padroni senza che gli succeda granché. Sono invece sempre meno corretti perché il giornalismo per i lettori in Italia non esiste più: i cuor di leone dell’informazione sono morti tutti e quello che altrove continuiamo a chiamare giornalismo è diventato da noi semplice esercizio dialettico contro i propri nemici.

Non esistono al momento alternative perché, semplicemente, un modello economico basato su un buon giornalismo, che provi a bilanciare i vari poteri, ha un pubblico pagante modestissimo. Se anche l’etica giornalistica (quella vera non quella di Molinari) in qualche maniera provasse a dare segno di sé non avrebbe nessuno che la finanzia.

Abbiamo insomma un po’ quello che ci meritiamo, compresa la solita pantomima per cui il partito perdente chiede a gran voce un passo indietro dalla Rai dopo averne fatti un paio in avanti al giro precedente.

2 commenti a “Correttezza dell’informazione”

  1. Gabriele dice:

    Anche del “Post” ha questa stessa idea?

  2. massimo mantellini dice:

    @Gabriele ovviamente no, ma le dimensioni stesse del Post dopo tanti anni di duro lavoro aiutano a far capire quale sia il valore che diamo all’informazione in Italia

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