“Poi semplicemente se ne va, rinuncia, rifiuta, si tira fuori: non si fa più trovare. Ed è a sua volta curioso che la sparizione di Battisti diventi un topos del discorso sullo spettacolo italiano proprio durante gli anni Ottanta: cioè nel decennio dell’esteriorità assoluta, quando davvero apparire è essere, e il presenzialismo è una condizione necessaria per esistere. Mentre spopolano yuppies e ceti rampanti debolisti e postmoderni, e si discetta sempre più volentieri del look e dell’immagine, Lucio Battisti sprofonda completamente nell’interiorità.
La sua distanza è un gesto estetico protratto oltre ogni misura. L’impossibilità di prevedere il risultato, soprattutto nella piccola arte della musica popolare, dove quasi tutto è prevedibile, è di per sé un marchio, e un gioco, d’autore. E contemporaneamente sprofonda nelle leggende: dicono che lo invita a cena Caterina Caselli, ormai consegnatasi al management musicale e non esente da certi sospetti di rampantismo, per un incontro forse destinato a coagulare qualche progetto discografico, un cambio di scuderia, sulla base di percentuali monstre. Lui ci va, si irrita subito perché sotto la villa di campagna dei Sugar, a Montorfano, non troppo lontano dal Dosso, ci sono inopinatamente frotte di ammiratori che fanno chiasso, e incurante del fatto che tra gli invitati c’è un altro celebre suonatore di chitarra, Bettino Craxi, e che le proposte economiche sono fantastiche, prende su e se la fila all’inglese. E l’indomani fa sapere allo staff di Sugar, tramite un intermediario, che non se ne farà niente. È già diventato una voce che esce da un disco, da una distanza, da un altrove: una voce da nessun luogo”



Edmondo Berselli, Canzoni. Storie dell’Italia leggera.

(fonte)

Un commento a “Una voce da nessun luogo”

  1. Bruno Anastasi dice:

    invitare Lucio Battisti a una cena alla quale è presente anche Bettino Craxi … ah ah ah ah ah ah ah ah … pura psichedelia … non conoscevo l’episodio … lo sdegnoso abbandono dell’orrendo convivio accresce a dismisura la mia ammirazione – già immensa – per il nostro caro angelo … mito assoluto … infine, Battisti e gli anni Ottanta sono un’antinomia concettuale tanto quanto l’abominevole diceria secondo cui egli fosse “di destra”

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