Esiste un filo sottile che unisce molte gesta dei componenti e dei palafrenieri di questo governo. Una traccia poco visibile che connette frasi apparentemente scritte da imbecilli senza cervello, loghi ministeriali che sembrano esperimenti grafici da seconda elementare, slogan orribili pronunciati con noncuranza da Ministri di prima grandezza; interviste di altri Ministri la cui prima preoccupazione, una volta esploso il patatrac delle loro parole in libertà sarà quella di dire: “non sapevo cosa stavo dicendo”, nella certezza che dire “non sapevo cosa stavo dicendo” sia una via di fuga onorevole per la propria reputazione; proposte di legge che sembrano scritte da Totò, punto, due punti, punto e virgola e una lunga sequenza di altri fatti, eventi, dichiarazioni, prese di posizione di analogo spessore intellettuale. Questo filo sottile rende il governo in carica unico nel suo genere, forse non tanto peggiore di molti dei governi che si sono succeduti in passato sulle questioni concrete, ma unico nella sua capacità di rendersi ridicolo con pervicacia agli occhi di chiunque abbia conservato una minima articolazione di pensiero.

Quel filo sottile è l’estetica del governo Meloni, un sentimento impalpabile, un tono di voce del resto impossibile da riconoscere per chi sia cresciuto dentro ambienti del genere; un senso di intima appartenenza al brutto che ti fa autenticamente domandare: “beh che ho detto di strano?”, “beh come è possibile che questo logo non vi piaccia?”, “beh davvero non posso twittare di tragedie e Milan nella stessa riga?

E’ l’estetica dell’orrore dentro la quale sei cresciuto, anzi quella che ti ha cresciuto, che partorisce indifferentemente frasi terribili, pensieri disumani e loghi di merda senza che nemmeno tu te ne renda conto. Ed è questo modo di vivere, naturale e automatico, ad essere la cifra inedita di queste persone. Fuori da ogni mimetismo, che fa tanto prima repubblica e quindi per questo andrà sdegnosamente rifiutato, l’estetica dell’orrore è il tratto dominante di questa gente che talvolta perfino un po’ se ne bulla. Dove l’orrore, in un arcobaleno di tonalità che va dalle frasi razziste alle gigantografie appese in salotto delle foto del proprio matrimonio, nemmeno resta poi solo il loro orrore, ma diventa anche l’orrore di molti altri, quelli che leggono quelle frasi, osservano quelle foto improbabili, quelle campagne promozionali da deficienti e dopo averle lette e guardate e valutate non ci trovano niente di strano. Che i problemi, quelli seri, sono come al solito altri.

Ecco di una cosa sono certo. Non è così. Niente e nessuno che sia permeato da un’estetica del genere potrà mai risolvere i vostri problemi. L’unica cosa che saprà fare egregiamente sarà aggiungerne di nuovi.

3 commenti a “L’estetica dell’orrore”

  1. lorenzo dice:

    Con i loghi, le grafiche, i video e i siti sono miserabili e mi viene da pensare anche tirchi. Credono e pensano che l’ estetica sia un orpello tanto da commissionare all’ agenzia prestigiosa che devolve al “la qualunque” incompetente che verrà pagato una miseria. Il giro comunque è milionario. Non si possono spiegare altrimenti errori/orrori così evidenti che riflettono un estetica da paura. Resta sempre il problema che il 99% non vede gli errori e di quanti apprezzino veramente l’estetica.

  2. Vincenzo dice:

    Molto bella la fotografia di Massimo è proprio in questi termini che si sta muovendo questo governo, fatto da personaggi incapaci e contrassegnati da livore indiscriminato che porta a comportamenti bambineschi . Auguro loro che la capacità che ,a molti dei componenti manca, sia coperta dal buon senso senza dover consultare ad ogni parola detta la TRE CANI . Bastano loro non c’è bisogno dell’incicopedia.

  3. Giovanna Lombardo dice:

    Bravissimo!