Sulla faccenda del gesto dimostrativo di due attiviste che hanno lanciato un barattolo di zuppa su un quadro di Van Gogh alla National Gallery di Londra esistono per conto mio due punti di vista entrambi condivisibili, pur se diametralmente opposti. Il primo è che si sia trattato di un gesto efficace: risonanza mondiale ottenuta istantaneamente per un tema importantissimo e tutt’ora troppo poco al centro dell’agenda politica. Il secondo è che si sia trattato di un gesto controproducente, capace di allontanare dalla causa persone che l’avrebbero appoggiata come sostiene Michael Mann sul WP:


“University of Pennsylvania climate scientist Michael Mann said he worries that the vandalism “alienates many people we need to bring into the fold. People who are natural allies in the climate battle but will draw negative associations with climate advocacy and activism from such acts.”



Esiste poi una terza posizione, questa sì destituita di ogni fondamento, preconcetta e complessivamente reazionaria che è quella che più facilmente troverete sui media e sui social network italiani: quella secondo la quale simili atti vandalici descrivono chi li compie e minano alle radici i fondamenti culturali della società contemporanea. I soggetti disposti a sostenere una simili terza via sono rapidamente arruolabili in due sole differenti categorie: gli ingenui e gli inquinatori.


p.s. il quadro di Van Gogh non ha subito danni, è stato ripulito dalla zuppa ed è tornato in esposizione il pomeriggio stesso.

5 commenti a “Zuppa di girasoli”

  1. Marco dice:

    Sul vandalismo “responsabile” ci andrei cauto, uno di questi giorni faranno un danno irreparabile a qualche opera d’arte meno protetta o per qualche errore di valutazione e poi la causa assolutamente condivisibile per la quale si battono perderà di colpo un sacco di sostenitori anche tra chi partecipa attivamente a questo genere di battaglie da anni, visto che l’unica reazione che genera è quella di disgusto, almeno nella stragrande maggioranza delle persone e soprattutto in chi all’arte ci tiene. A me sembra una strategia tafazziana, il clamore per il gesto dura qualche giorno poi si spegne e tutto torna come prima ma i danni alla causa restano.

  2. Ale dice:

    una piattezza incredibile, il nulla cosmico sponsored by Heinz
    spiace vedere ancora il mainstream supportare ste manfrine per teenagers, perche’ si presume che oltre i 20 anni si veda lontano un chilometro la mossa di marketing di qualche idiota con barba lunga e giacca e cravatta in qualche loft di soho

  3. Ulisse dice:

    All’inizio pare che i ragazzi si fossero rifiutati di aggredire un Van Gogh, perché pensavano (vabbé, credevano) che fosse un calciatore olandese. Poi gli hanno detto che era un vecchio writer, gli hanno messo in mano due lattine (mi raccomando, col marchio Heinz bene in mostra) e due biglietti per il prossimo concerto di Arianna. E vai.

  4. Erasmo dice:

    Piero Calamandrei diceva: il problema d’Italia è uno solo: scuole. Pare sia anche il problema d’Olanda.

  5. Renzo dice:

    Qualunque causa, giusta o sbagliata, viene svilita da comportamenti violenti e irresponsabili come questo. Intolleranza, supponenza, fanatismo, per giunta nessun collegamento logico con la battaglia che si crede di combattere.