Io me ne sarei rimasto anche zitto. Avrei cristianamente sopportato, come ho del resto sempre fatto in questi anni, la trasformazione di Instagram da piccola geniale app fotografica in luogo principe e di enorme successo della condivisione dei contenuti fra giovani e adulti su Internet.

Avrei continuato ad osservare in silenzio l’aggregarsi da quelle parti, come accade sempre quanto un social network attira grandi masse di persone, di nuovi contenuti del tutto inattesi e controintuitivi, come per esempio quelli giornalistici, ridicolmente strizzati dentro piccole fotine piene di testo in corpo 8 e storie da 15 secondi destinate a scomparire in 24 ore.

Avrei steso un velo pietoso sulla scelta di usabilità che disincentivano per quanto possibile qualsiasi accesso via http (protocollo dentro il quale i diritti e le possibilità degli utenti aumentano improvvisamente in maniera inconcepibile).

Avrei insomma ignorato la questione non marginale di una massa gigantesca di utenti che “si accontentano” di una Internet potentemente recintata (e riempita di pubblicità) quando ne avrebbero a disposizione una assai più ampia e libera, se non fosse che ieri quelli di Instagram, mentre annunciavano trionfalmente al proprio silenzioso gregge di pecore una nuova concessione tecnologica (il fantasmagorico “Link Sticker”), non avessero usato la parola “social justice”.

In nome della giustizia sociale da ieri a chiunque è consentito, dentro le storie di IG, linkare un contenuto esterno a Instagram. Insomma nel 2021 a trent’anni dalla nascita del web a Instagram hanno scoperto i “collegamenti esterni”.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Tim Berners Lee di questi idioti e di tutti noi che gli andiamo dietro.


3 commenti a “Grazie Instagram!”

  1. Marcello dice:

    I link. Aspetta che li scoprano quelli di repubblica.it…

  2. layos dice:

    Quit the social networks. Easy as it is.

  3. Simone dice:

    un po’ come amazon che apre i negozi in centro

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