“Dato che la felicità altrui non è mai stata né un movente né un principio d’azione, non la si invoca se non per mettersi la coscienza a posto o per trincerarsi dietro nobili pretesti: qualunque sia l’atto a cui ci si risolve, l’impulso che ad esso conduce e ne accelera l’esecuzione è quasi sempre inconfessabile. Nessuno salva nessuno: si salva solo se stessi e non c’è modo migliore per riuscirci che ammantare di convinzioni l’infelicità che si vuole distribuire e prodigare”


(E.M. Cioran, La caduta nel tempo)

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