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Feb

Una dei pochi episodi che ricordo della mia infanzia, a Forlì negli anni 70 del secolo scorso, è un signore che suona il campanello di casa nostra verso sera. Un uomo magro ed educato che io osservavo da lontano, in giacca e cravatta, con una grossa valigetta di pelle in mano. Quell’uomo – lo scoprii anni dopo – era un venditore porta a porta. A quei tempi la grande distribuzione quasi non esisteva: perfino l’acqua minerale arrivava a casa attraverso una fitta rete di distribuzione a domicilio. Quel signore, al posto dell’acqua minerale o dei soliti aspirapolvere verdi, portava a mio padre il catalogo delle nuove uscite Einaudi.

Mio padre era un insegnante di lettere. Aveva avuto – come molti a quei tempi– un’infanzia complicata. Suo padre era morto durante la seconda guerra mondiale, quando lui era un bambino, dentro un postale affondato dagli inglesi nel Mediterraneo di ritorno dalla Libia. Aveva iniziato ad insegnare in piccole scuole elementari sull’appennino romagnolo, poi si era laureato a Firenze.

Quando ho saputo che Bassa risoluzione sarebbe stato pubblicato da Einaudi, in uno di quei volumi bianchi e serissimi di cui era piena la libreria di mio padre, non ho potuto non pensare a quel rappresentante di libri che sfogliava con lui il catalogo delle nuove uscite e concordava quali volumi acquistare.

Per una di quelle strane ragioni del destino sulle quali non c’è mai molto da dire, Bassa risoluzione è uscito in libreria il 30 gennaio 2018. Mio padre Ilario era morto giusto una settimana prima.

 

14 commenti a “Ilario”

  1. il mondo perfetto dice:

    leggere e scrivere libri è ciò che- anche se è attività intrapresa sempre da meno persone, in Italia- ci salverà o, perlomeno, ci farà restare a galla. Nel mio piccolo, ne ho scritto uno anch’io- vedasi link.

  2. Giovanni dice:

    a: il mondo perfetto

    Intanto ti sei fatto pubblicità sotto un post che meritava ben altro commento, la sensibilità non è da tutti, ma vabbe’, il tuo è solo SPAM, nulla di più: ci hai messo giusto una frase banale sullo scrivere libri e poi un bel link che questa volta, guarda caso, non è diretto al tuo sito ma alla pagina di vendita del TUO libro, e la cosa ancora più ridicola è l’essersi dato 5 stelle su amazon.

  3. Beppe Ferrero dice:

    Bando alle polemiche sterili, lo leggerò con molto piacere!

  4. lo scorfano dice:

    Mi sono permesso anch’io una piccola segnalazione (qui: https://atbv.it/uno-studente-un-libro/), se non altro per non dimenticarmi troppo presto che il libro mi è piaciuto molto.

  5. massimo mantellini dice:

    Grazie Davide,
    bellissimo il post sullo studente mediocre.
    Lo linko anche qui
    https://www.laletteraturaenoi.it/index.php/scuola_e_noi/758-lo-studente-mediocre.html

  6. il mondo perfetto dice:

    a: Giovanni “il sensibile”

    detto da uno che nemmeno ci mette il nome e cognome fa ridere. Tu hai dimostrato più sensibilità, parlando senza fondamento di me, invece di trattare di libri, argomento di cui, comprendo, non sei edotto. Sei la tipica persona che proietta sugli altri le sue frustrazioni ma, ancora più semplicemente, uno che parla a vanvera- senza informarsi.

    I libri che recensiva, li leggeva soltanto in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava. (Elias Canetti).

  7. Mario dice:

    A proposito della bassa risoluzione. Mi pare di capire che con questo termine intendi lo scambiare la facilità d’uso con la qualità. Ho una obiezione, una domanda e una osservazione.
    – L’obiezione: una Leica o una Rolleiflex degli anni ’60 avevano un manuale di istruzioni di poche pagine. Adesso una compatta mi dà un prodotto di qualità inferiore, il manuale ce l’ha sul CD e se lo vuoi stampare ci vogliono duecento pagine. Dov’è la facilità d’uso?
    – La domanda: secondo te c’è una tendenza alla bassa risoluzione anche nel vestire? Nel senso: quanti ancora si fanno fare un vestito dal sarto? Quanti scelgono una cravatta in funzione della giacca?
    – L’osservazione: in controtendenza c’è forse l’argomento cibo e cucina. I robot, le planetarie, i fornelli a induzione, gli abbattitori sono indice dell’avvento di una cucina ad alta risoluzione?

  8. Alessandro Ronchi dice:

    Massimo, che dire, complimenti per la pubblicazione e condoglianze.

    Sei riuscito a parlare di una vicenda così personale con un omaggio splendido alla figura di Ilario, con un ricordo così prezioso.

    Un abbraccio.

  9. Marcello Semboli dice:

    Un abbraccione.

  10. Mike dice:

    @Mario
    Non sono d’accordo.
    Il problema delle apparecchiature di oggi è che son date senza manuali e non si trova documentazione.
    Commodore 64 nel 1982 https://www.c64-wiki.com/wiki/Commodore_64_Programmer%27s_Reference_Guide avevi persino gli schemi elettrici e la piedinatura degli integrati.
    Vai a compratri un portatile, se va bene trovi un foglietto che ti dice dove si trova l’interruttore di accensione e devi scaricarti il PDF che ti spiega cosa significano i simbolini sui tasti funzione.
    Stessa cosa per i televisori Tutti i televisori fino agli anni ’90 avevano una guida di nstallazione completa ed almeno lo schema elettrico, così come le radio a transistor.

    Ho letto l’intriduzione.
    Devo dire che tutte le cucice e molti mobili da anni sono in truciolare od MDF. Volendo all’Ikea uno può ordinare una cucina in legno massiccio.
    http://www.ikea.com/it/it/search/?query=LAXARBY
    http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/70273799/

    E siamo andati fuori tema ,-)

  11. il mondo perfetto dice:

    In realtà, ma non è stato capito (infatti Mantellini non vi ha risposto) il tema del post non era il suo libro ma i libri in generale, come compagni di vita e- più sotto traccia- la scomparsa graduale delle vendite dei volumi porta a porta, con la diffusione del digitale
    e la grande distribuzione. Io e Mantellini un libro lo abbiamo scritto- e pubblicato- gli altri non so.

  12. Userunfriendly dice:

    @mondoperfetto Mantellini, intelligentemente, da tempo non risponde nei commenti alle provocazioni, polemiche, critiche sbrodolate.
    Fece un post a riguardo molto tempo fa che ora non riesco a ritrovare.

    Quindi eventualmente Mantellini non ha risposto neanche a te ed alla tua autocelebrazione fuori luogo.
    Rimangono le diverse opinioni, che distorcerai come al solito.
    Buona giornata.

  13. Angelo “quixote” Fregnani dice:

    Perdonami, vado fuori tema. Non sai quanto mi rammarichi di essermi sovvenuto solo ora del mio professore di lettere alle medie. Se fra le sue carte tu trovassi un paio di quaderni, ove satireggiavo con una sorta di fumetto, in stile Diabolik, la terza media di allora alla Giovanni Pascoli, è opera mia. Ilario non potrà piú sapere che quel suo allievo indisciplinato si va facendo un po’ di nome, nel campo della filologia leopardiana, anche grazie a lui. Sono stato anche in casa sua, forse già allora tua, e magari, bimbo, ti ho conosciuto, non posso rammentarlo. Era casa d’angolo, non molto distante dalla scuola. Ricordo che mio padre bonariamente mi prendeva in giro, e mi diceva che ero innamorato del mio professore. Non hai idea quanto mi rattristi, in questo momento, l’irreparabile tempo che vola, giusta l’iscrizione di una meridiana che ho visto da qualche parte.

  14. massimo mantellini dice:

    @Angelo io non penso tu possa immaginare il piacere che mi ha fatto questo tuo commento. Grazie di cuore