Ho seguito il blog di Beppe Grillo fin dagli inizi. Fin dagli inizi, ma anche da prima, quando Grillo non aveva ancora incontrato Casaleggio e portava i suoi temi catastrofico-ecologisti nei teatri e su Striscia la Notizia, la narrazione predominante del comico genovese riguardava il denaro. Non la democrazia elettronica, l’ambiente, gli OGM o i temi cardine della politica (sicurezza, diritti, ecc) ma un unico geniale macrotema che sono convinto sia stato la ragione del successo politico di Grillo e poi del M5S.

Grillo, di qualsiasi argomento parlasse, avvisava i cittadini che un misfatto era in corso: qualcuno – diceva – (facendo ogni volta nomi e cognomi) sta rubando i vostri soldi. Che fossero le compagnie telefoniche o le società dell’energia, che si trattasse di Big Pharma o dei politici di professione, il tema era sempre il denaro e le ingiustizie che il denaro causava. E l’impunità che da tutto questo discendeva.

Perfino le ingiustizie, spesso evidenti e ben documentate, non erano riferite ai diritti della collettività o ad una idea di astratta equità, ma riguardavano, ancora una volta, esclusivamente l’ambito personale: Grillo allora, e il M5S oggi, parlano a te. Ripetono ossessivamente a te sempre la stessa frase: “guarda cosa stanno facendo con i tuoi soldi”.

Non è strano che un messaggio così elementare abbia incontrato tanto interesse. È un Paese affondato questo, nel quale i pensionati danno la paghetta ai figli laureati perché possano arrivare a fine mese. Tendiamo a non ricordarcelo ma è una situazione nostra, molto peculiare e drammatica. È un Paese dove l’invidia e la rabbia sociale covano sempre a pochi metri di distanza e che nella maggioranza dei casi non esplodono perché la struttura di regole sociali è talmente lassa e farraginosa da consentire ancora residui spazi di manovra ad una maggioranza di indigenti di fatto. Dentro un circolo vizioso che genera ulteriore ingiustizia e ulteriore crisi morale.

Non mi interessa ora chiarire di chi sia la colpa di tutto questo: mi interessa sottolineare che in un contesto sociale del genere il messaggio populista e personale sui soldi è stato in questi anni una leva politica fortissima.

I grillini lo sanno (o se non lo sanno qualcuno da una ex web agency milanese glielo ha spiegato) ma il cinismo della loro azione politica nell’ultima legislatura, di cui spesso ci siamo meravigliati, non è altro che una strategia nella quale esistono temi sensibili (i vitalizi dei parlamentari, l’industria farmaceutica che lucra sui vaccini inutili, gli sprechi legati alla burocrazia) e un altro ampio faldone con “tutto il resto”. Così il Movimento più che di politica si occupa da sempre di contabilità.

Quando i grillini ripetono in coro “noi non siamo né di destra né di sinistra”, stanno dicendo esattamente questo. Non ci interessa – dicono –  una politica basata sull’ideologia, il nostro programma elettorale potrà tranquillamente essere composto invitando i cittadini ad aggiungere frasi di senso compiuto sotto un tema generale: ci interessa invece riunire il vostro malcontento. La politica è così barbosa: mentre il discorso sui soldi unisce persone diversissime su e giù per la penisola.

Il denaro al centro della visuale di così tanti cittadini non è ovviamente colpa di Grillo. È un tema culturale potentissimo che ci trasciniamo addosso da decenni, che ha tanti padri ignobili e altrettanti figli nullafacenti. Ma nel momento in cui “il discorso sui soldi” è diventato un tema politico di successo tutti gli altri si sono precipitati a cavalcare i medesimi argomenti. Con l’improntitudine da mercati di tappeti che solo la politica sa mostrare. Così gli effetti del grillismo sulla politica italiana sono tracimati fuori dal movimento e hanno intossicato ulteriormente la discussione generale.

Che è poi il punto esatto in cui ci troviamo ora.

 

 

15 commenti a “Grillo e il discorso sui soldi”

  1. Funz dice:

    Se i politici sono ladri e delinquenti la colpa è di chi li denuncia, ovviamente. Si facessero i cavoli loro.

  2. il mondo perfetto dice:

    Un post assolutamente fuori dal mondo. A leggerlo sembra che la colpa che il denaro “sia al centro della visuale” sia di Grillo e del M5- in cui il 95% dei suoi “onorevoli” ha restituito 23 (numero beneaugurante) milioni- e non invece di una corruzione crassa- che va avanti da decenni, e a cui il partito di governo (Pd) non si è certo sottratto- per non parlare delle classifiche della corruzione in cui l’italia continua a salire di posizioni. Bene ha fatto il m5s a mettere come prioritario nella sua agenda la difesa dei cittadini e il taglio dei costi della politica, mentre i piddini confermavano questo sistema malato. Gli effetti del grillismo sono che, ora più di 5 anni fa, i partiti più corrotti (pd, forza italia) hanno il fiato sul collo e sono controllati almeno, in Parlamento, e denunciati. Purtroppo, il sistema è stato pensato per ridurre a poca cosa queste denunce, finchè si è all’opposizione. E la magistratura rispetto al Pd…gli vogliono molto bene, si sa. Quindi obiettivo del “grillismo” non è sfruttare malcontento (per quello c’è la Lega) ma riportare onestà al centro (se mai c’è stata) della politica italiota, ulteriormente infiacchita da 5-7 anni di governi Pd-Bce.
    No, non voterò M5s ma Liberi e Uguali. Ma considero il grillismo un’ottima cosa e credo che, aldilà delle prevedibili polemiche da campagna elettorale, tra Leu e M5s ci siano più punti in comune di quanto si dica.
    La ricerca di pagliuzze, senza guardare le travi, le lasciamo invece al coattello Renzi, alla sua cricca neocraxiana. Scenderanno sotto il 20% e qualsiasi voto non dato a loro è già un buon voto. Purtroppo la connivenza di tanti pseudo intellettuali- specie dentro Rai, Corsera e Repubblica- maramaldameggia la corretta informazione e non ci dice per niente le sciagure che hanno compiuto in 5 anni. Ma, a denunciare ciò, fortunatamente, ci sono persone libere, che non ragionano per militanza. Come me, come la gente (tanto vituperata in questo post; e poi ci si meraviglia se la falsa sinistra- il pd- prende sberle elettorali) di Liberi e Uguali, come tantissimi pentastellati.
    Il 4 marzo, se votate Pd, o siete gonzi o avete qualche interesse clientelare da difendere. E’ una scelta che perpetuerà la situazione di oppressione da parte della Bce- mentre i giornaloni si occupano dell’ex della signorina Sarti, mica della banda renziana…tra il silenzio di Mantellini e degli altri “odiatori” del sensazionalismo giornalistico.Quando gli pare.

  3. alessandro dice:

    ancora con grillo…. ma bona dai

  4. Al dice:

    @ilmondo perfetto che dice:

    “Un post assolutamente fuori dal mondo. A leggerlo sembra che la colpa che il denaro “sia al centro della visuale” sia di Grillo e del M5”

    VEDI penultimo paragrafo del post:
    “Il denaro al centro della visuale di così tanti cittadini non è ovviamente colpa di Grillo.”

    LoL!

  5. andrea61 dice:

    Non è amtro che la riproposizione del “denaro sterco del demonio”.
    Se poi la gente è convinta che deficit e debito pubblico siano il risultato dei costi della politica o che con la decrescita felice si diventi tutti più ricchi, non è colpa del M5S.

  6. il mondo perfetto dice:

    @Al
    Si, certo, dopo aver detto il contrario per tutto il post.
    Tipo mettendo in bocca ai grillini la frase “La politica è così barbosa: mentre il discorso sui soldi unisce persone diversissime su e giù per la penisola”.
    Continuate pure a dormire alla grossa…voi che votate pd, bonino, lorenzin o magari vi asterrete (che è comunque meglio di votare pd o alleati fantoccio,ovviamente): il 5 marzo, fortunatamente, vi sveglierete. E vi farete 5 begli annetti all’opposizione.

  7. Emanuele (l'altro) dice:

    “Se poi la gente è convinta che deficit e debito pubblico siano il risultato dei costi della politica”

    Deficit e debito pubblico sono il risultato delle politiche economiche dei governi e quindi della politica, che ha costi diretti (stipendi ecc.) e indiretti (i frutti delle sue azioni).
    Se qualcuno mi spiegasse come mai da quando è stato sostituito Berlusconi nel 2011 il debito ha continuato a salire nonostante governi che a forza di tagli e taglietti da tutte le parti hanno sposato in pieno l’austerità magari cambierei idea.

  8. DinoSani dice:

    In effetti hai ragione, Grillo parla dei soldi. gli altri no. Ne parlano, perché ne fanno l’ossessione sotterranea della loro azione politica. Fuori si parla di diritti, di fascismo, di immigrazione, di Cultura, dentro si compiono quotidianamente atti che mirano solo ed esclusivamente ai soldi.
    Grillo parla dei soldi perché quello è il cuore della politica italiana, l’unico vero motivo per cui oggi una persona si impegni nella politica. Al punto che persino alcuni dei suoi che pure hanno firmato e controfirmato regolamenti interni alla fine non ce la fanno proprio, i soldi son una magica fonte di attrazione.
    Grillo parla dei soldi perché il male oscuro del nostro Paese nasce da lì è da mancati controlli ed equilibrio della distribuzione della ricchezza.
    Ma se per te il problema del Paese è Grillo, forse hai inforcato gli occhiali sbagliati. Posso capire che non lo ritieni la soluzione, ma addirittura il problema è proprio inaccettabile.

  9. UnAlberto dice:

    Domanda di FantaPolitica:
    Quali sono o saranno i principali catastrofici rischi che paventano i capi di centroSX e centroDX se il prossimo primo ministro fosse Di Maio?
    Dittatura? Uscita dall’Euro?
    Abolizione dei vaccini?
    Obbligo per tutti gli onorevoli di rimborsare parte del loro stipendio, fissando una flat soglia per far rimborsare in base a quanto percepiscono?
    Riprendere in mano le varie leggi/decreti ad personam, eliminando addirittura la prescrizione per i reati contro il
    patrimonio?
    L’accoglienza di nuovi quantitativi di immigrati – o al contrario, il loro rimpatrio immediato?
    La loro incompetenza?

    Ce la fate?

  10. alessandro dice:

    innanzitutto guerre, carestie e invasioni di cavallette

  11. paolo de andreis dice:

    Il terreno è fertile perché siamo abituati, noi tutti, a convertire in denaro qualsiasi cosa, come se qualsiasi cosa potesse essere misurata in denaro. Lo facciamo con tutto, dall’inquinamento alle creme depilatorie. O con chiunque. Da qui a credere che davvero sia quello l’unico prisma attraverso cui interpretare la realtà è un attimo, anzi è costitutivo dell’Italia del dopoboom e delle sue strutture di potere.

    Per sottrarsene si deve fare un gran lavoro su se stessi, rendersi – cough cough – intellettualmente autonomi dal consumo o possedere sufficiente denaro da poterne discettare in serenità, quindi non abbiamo alcuna speranza di uscirne ed è l’unico totem condiviso, da qui Bossi prima e Grillo dopo.

  12. UnaltroAlberto dice:

    Nel breve termine non accadrà nulla ovviamente visto che in questi anni il governo CSX + CDX ha messo le basi per una crescita solida.

    Sul medio lungo termine, dipenderà dalle azioni di Di Maio.

    Io penso che non sarà in grado di fare danni semplicemente perché non combinerà nulla. Si limiterà a seguire le indicazioni della ragioneria di stato che gli dirà , in continuazione, che qualsiasi sua proposta non ha copertura finanziaria. Accade questo ai partiti senza ideologia. Non combinano nulla

    Alla fine però saremo tutti più poveri.

  13. UnAlberto dice:

    @mantellini, richiesta di SERVIZIO.
    L’ultimo commento (ora penultimo) a mio nome non l’ho fatto io, immagino che possa verificarlo tramite l’indirizzo email che sicuramente non è il mio

  14. massimo mantellini dice:

    @UnAlberto, ho controllato è così, ho modificato il nick dell’altro commentatore per evitare equivoci (che non credo siano intenzionali)

  15. UnAlberto dice:

    @mantellini, grazie