Cosa pensereste se una TV commerciale in un’ora di trasmissione mandasse 50 minuti di pubblicità e 5 frammenti da 2 minuti del vostro film preferito? Forse pensereste che sono matti. Che un modello del genere non può funzionare. Che chi ha immaginato un meccanismo del genere è un pazzo scatenato. La pubblicità su Internet funziona un po’ così. Rende poco, rovina ogni spazio, inquina i contenuti di valore. Accade da anni, in maniera incrementale.

Cosa pensereste se camminando per strada un tizio molto aggressivo con un enorme cartello pubblicitario addosso e un megafono in mano vi costringesse a prendere il suo volantino obbligandovi a pagare 1 euro per il servizio? Pensereste che è fuori di testa: eppure il modello economico dell’advertising su rete mobile funziona esattamente così e quasi nessuno fino ad ora si è lamentato. Paghiamo all’operatore telefonico un bundle mensile di giga: una quota rilevante di questi dati vengono “spesi” mentre navighiamo sul web per scaricare pubblicità in formato audio-video. Il rapporto fra contenuti fruiti e pubblicità subita non è semplice da stimare. Diciamo che sulla internet prevalentemente testuale (quella delle news per esempio) è almeno 10/90. Per 10kb di notizie ne scarichiamo 90 di advertising.

 

(continua su medium)

 

 

4 commenti a “Google, la pubblicità e altre storie divertenti”

  1. Mike dice:

    >Cosa pensereste se una TV commerciale in un’ora di trasmissione mandasse 50 minuti di pubblicità e 5 frammenti da 2 minuti del vostro film preferito? Forse pensereste che sono matti.

    Se si osservano le emittenti locali hanno esattamente questo modello di business, per cui trasmettono diversi canali pieni di pubblicità. Lottano per avere una posizione bassa nella LCN per poi non preoccuparsi di trasmettere in maniera decente oppure di mettere dei contenuti. Anche le emittenti che trasmettono via satellite, che non dovrebbero essere così scalcagnate trasmettono solo pubblicità.

    Non sto parlando di canali di televendite, che allo stesso modo dei siti di e-commerce cercano di vendere qualche cosa ma di emittenti che trasmettono contenuto di altri.

  2. il mondo perfetto dice:

    Sinceramente la pubblicità che vedo sul mio cell- o sul pc- non è così invasiva. Non posso dire di vedere tali proporzioni asfittiche ed opprimenti, per i contenuti. Inoltre, faccio presente che nelle grandi città- sia telefonicamente che di persona- i “promoter” delle agenzie immobiliari assomigliano abbastanza al “tizio col megafono”. Prendersela per qualche pop up è esagerato.
    Semmai mi diverte che Mantellini, sempre pronto a criticare le varie asso consumatori fa rilevare un argomento per cui da anni le suddette si battono, ma con più costrutto. E’ un pò come quelli che dicevano “ma quanto è brutto il comunismo” venti secondi dopo la caduta del muro, e non vent’anni prima. Ovviamente, per chi sa, il problema web è praticamente in grandissima parte risolto con Adblock. E meno male che Mantellini, Luna etc etc sono gli esperti di cose digitali…:)

  3. Emanuele (l'altro) dice:

    Rifacendomi a quanto dice Mike sarebbe interessante uno studio serio sul perché negli anni settanta-ottanta le centinaia di tv private a volte minuscole trasmettevano quintalate di film, telefilm e cartoni animati e producevano pure per conto loro, imbottendoli di pubblicità, certo, ma sempre trasmettendo programmi, mentre oggi del centinaio e passa di canali visibili sul digitale più della metà sono televendite e venditori di numeri del lotto. Anche reti regionali storiche che sono sopravvissute ormai per quasi tutto il tempo fanno quanto sopra.

  4. andrea61 dice:

    Google mi fa venire in mente uno spacciatore che si batte per evitare i nostri giovani cadano schiavi delle droghe.