Mi ha molto colpito ieri questo lungo articolo scritto da Luciano Violante sul referendum costituzionale. È una maniera di affrontare la politica e la discussione che la circonda alla quale non siamo più abituati. Argomentato, moderato, schierato ma rispettoso delle opinioni contrarie. Lungo, anche. Un articolo del genere sarebbe normalità in un ambiente di contrapposizione politica sana, oggi invece in Italia è una solitaria eccezione.

Questo è lo stato delle cose: la contrapposizone urlata fra favorevoli e contrari basata sul rumore generato, sugli sfottò, sui ridicoli hashtag, sulle offese vere e proprie, sul variegato utilizzo di slogan che gli attori di una e dell’altra parte vanno a ripetere sempre uguali in TV. Una politica estetica, poverissima e superficiale che ha contagiato tutti e che mette assieme la mediocrità dei contendenti (la cui efficacia politica si misura ormai solo dalla capacità che hanno di bucare lo schermo o di partorire provocazioni su Facebook) e la banalizzazione del messaggio evidentemente adeguato ad un elettore che non merita di meglio. Ieri Violante ci ha ricordato – magari solo per un istante – che si può fare di meglio e che quello che ci circonda è una pena.

13 commenti a “La pena intorno a Violante”

  1. malb dice:

    Sono d’accordo con le osservazioni sula “politica estetica poverissima e artificiale”, ma ho l’impressione che non si tratti solo di una evoluzione estetica, ma di una scelta, al punto che penso che siano stati organizzati veri e propri corsi di formazione comportamentale, mentre è trascurata la formazione nel merito di quanto si discute.
    A quel tipo di comportamento non si è arrivati per evoluzione spontanea e lo stesso Violante sembra non accorgersene.
    Mi sembra normale e probabilmente necessario, porsi il problema di una modifica dell’assetto del 1948. La questione però andava posta da subito in questi termini e non a cose fatte. Un movimento unitario per il cambiamento andava ricercato in un dibattito che coinvolgesse i cittadini e non alcuni partiti con la prospettiva di produrre un bipolarismo partitico fondato su un centro destra e un centrosinistra che escludesse tutti i dissenzienti. Il modello corrisponde a quello americano in cui a chi resta fuori è offerta assistenza da un lato e “Legge e Ordine”gestito dalla polizia dall’altro. Il cambiamento è istituzionalmente molto profondo e non credo derivi dalle critiche di Dossetti e di Calamandrei.
    Violante poi ritiene che l’attuale estraneità dei cittadini alla politica possa essere, almeno in parte superata con il referendum propositivo. Ma se i partiti, nel loro funzionamento che si danno autonomamente, non coinvolgono i cittadini nella discussione di un provvedimento non sarà un referendum propositivo a ottenere il risultato voluto. Un’azione politica di questo tipo sarebbe gestita da un movimento esterno al Parlamento e, ammesso che il referendum sia approvato, è facile immaginare quale sarebbe il comportamento di un Parlamento probabilmente contrario nella sua maggioranza alla proposta. Accanto al referendum ci vorrebbe una “una nuova legge elettorale che non sacrifichi la rappresentanza dei cittadini” (dice ancora Violante) cioè diversa dall’Italicum che il Governo dà come immodificabile. Qui si chiude il cerchio e viene da pensare che la politica urlata sia una copertura che impedisce di capire quello che sta succedendo.

  2. diamonds dice:

    Supercazzola for dummies (mancava solo che citasse Averroe`e sembrava di essere in un meeting etilico di un sindacato moderno cattolico, quelli che se riesci a non sbadigliare nemmeno una volta ti danno un premio. Ciascuno e` libero di pensare o far finta di pensare il contrario)

  3. Narno dice:

    @diamonds

    rumore generato, sfottò, offese vere e proprie, variegato utilizzo di slogan

    la banalizzazione del messaggio evidentemente adeguato ad un elettore che non merita di meglio

    ecco, appunto.

  4. diamonds dice:

    “Una grande guerra psicologica” (si sorvola sul fatto che esistono costituzioni che esistono da secoli, si confrontano con lettura di favore dati che riguardano altre realta`trascurando altri aspetti, si dimenticano cose, tra cui il fatto che la governabilita` la si garantisce con una legge elettorale decente. Si confondono le acque dando del coglione a chi non e` d`accordo senza meglio specificare e senza considerare che l`orrenda grossa coalizione che sta tenendo le redini di questo paese e` il frutto di un`interpretazione alchemica dei risultati delle scorse consultazioni politiche e in virtu` di una legge considerata incostituzionale nelle sue parti salienti). Probabilmente molti non sanno nemmeno perche` si sia passati da una costituzione flessibile come lo statuto albertino a una meno manipolabile, o probabilmente non gliene frega un cazzo

  5. Narno dice:

    @diamonds
    1. La costituzione più vecchia è quella US, che però ha subito emendamenti fino al 1992 (12 su 27 nel solo XX secolo); ce ne sono altre molto più recenti. L’età di una carta non ne garantisce la qualità; rileva il cambiamento di una società e dei meccanismi di decisione che dovrebbero indirizzarlo o sfruttarlo.

    2. La governabilità intesa come “metodo di trasformazione dei voti in seggi” non pertiene alla costituzione, e la riforma non ne parla; quanto a equilibrio dei poteri, ripartizione di tempi e compiti fra parlamento e governo, ruoli delle camere, invece, sì. Leggo di continuo in giro di ignoranti che voteranno no solo per contrarietà all’Italicum, ma non è raro nemmeno il trucchetto di confondere ad arte i significati di “governabilità”. Eppure è almeno dalla bicamerale del 1992 che si parla di governabilità in rapporto alle istituzioni, oltre che alle elezioni.

    3. Alchemica due balle. Nelle elezioni del 2013 il partito 1 ha ottenuto una maggioranza relativa che dista un soffio dal partito 2 e poco di più dal partito 3. Se una torta è divisa in 3 fette quasi uguali una maggioranza assoluta si può fare solo unendo le fette 1+2, 1+3 o 2+3 (meno bello, visto che sarebbero i due perdenti, sia pure di poco). Peraltro alla camera c’era già un grosso premio di maggioranza; sarebbe quella che regola il senato la “legge elettorale decente”? Quella da cui è nato il casino delle 3 fette? Proponi tu una soluzione diversa, senza cambiare una legge così rappresentativa. Magari potrebbe aver senso far fare al senato quello che la costituzione vigente lo destinò a fare quando gli assegnò una ripartizione regionale: rappresentare le regioni.

    4. Una legge elettorale, come tutte le altre, si approva con una legittima maggioranza e vige fino al giorno in cui la corte costituzionale non la invalida. Ebbene, la coalizione che aveva approvato il porcellum ha perso di un soffio nel 2006, ha vinto nel 2008 ed è arrivata seconda di un soffio nel 2013: se agli elettori faceva così schifo, potevano punirla un po’ più nettamente. Ma, di nuovo, questo non c’entra con il referendum.

    5. Certo che ci sono problemi potenziali, difetti sicuri o incertezze nella riforma. Sta di fatto che in prima lettura essa fu approvata – dieci mesi, non di cinque anni fa – anche da partiti che ora sono sulle barricate per il no. Molti gruppi politici, quotidiani e organizzazioni per il no sono purissimi voltagabbana e cialtroni tenuti insieme dalla stessa tensione ideale che accomuna Verdini e Cuperlo.

  6. Paolo dice:

    Violante, che pena.

    come dimenticare il Violante alterato: abbiamo fatto un accordo con Berlusconi

    la famosa accountability

    questo post è un ennesimo brutto mascherone di mediocrità, innanzitutto perchè pesantemente demagogico: è tutto uno schifo intorno. Quando invece da tempo ci sono autorevoli argomentazioni contrarie, ma ecco che il biscione renziano cambia registro: tromboni.

    Allora non c’è dialogo, è il pretesto del bullo

  7. diamonds dice:

    Un sistema che censura le puntualizzazioni o/e le risposte lasciando dialoghi in sospeso, impedendoci di sembrare meno idioti, piu` completi o anche scemi irrecuperabili molto probabilmente non e` una cospirazione, ma di sicuro una gran perdita di tempo che a saperlo prima col cazzo che ci venivamo

    http://youtu.be/2p87Pubbw8Y

  8. Paolo dice:

    Inoltre Mantellini ci deve ancora spiegare, da gran tuttologo, con un suo pensiero personale e con parole sue: quali sono le ragioni di un cambiamento costituzionale così profondo in un momento di crisi economica, e quali sono i precedenti: nel 29 han cambiato le costituzioni per far fronte alla crisi economica? Sarebbe una motivazione delirante. E quindi

    Spiegare tante cose, anche i dettagli: come mai nella formulazione della novissima legge elettorale ritroviamo il solito Calderoli di fianco a Finocchiaro. Forse autori unici, insostituibili padri costituenti della modernità, dove modernità è sempre sinomo di genuità e freschezza. Ancora: l’accountability

    spiegare come mai prima, tutti in coro, si era contrari all’uomo forte al comando e invece ora tutti favorevoli. O perchè lo dice la TV

    Spiegare con chiarezza come funziona: è la legge elettorale a seguire il climax politico? Quante volte è stata già rimaneggiata? Il rimaneggiamento della legge elettorale deve esser sempre accompagnato da un’ennesima riforma costituzionale?

    come l’ennesimo rimaneggiamento del titolo V, prima per fare un favore alla Lega e ora per fare un favore alla BCE

    Sono cose abbastanza importanti, pesantemente importanti, visto che il PD è spesso stato negli ultimi venticinque anni l’apripista delle destre peggiori

  9. annamaria dice:

    C’è poi anche chi, in modo formalmente impeccabile e ancor più impeccabile sostanzialmente, stronca il brutto pezzo di brutta e disonesta retorica che ci viene qui sfornato in gran promozione.
    http://malvinodue.blogspot.it/2016/08/sara-per-la-prossima-volta-chissa.html#comment-form

  10. Narno dice:

    @annamaria

    Non so se ha notato, ma i pezzi sul blog di Malvino non suscitano quasi mai discussione: ha sempre ragione lui, lui è il migliore, e i commenti ribadiscono solo quant’è intelligente.

    Ops, forse sì, lo ha notato, visto che ha preferito andar di là a commentare, mentre qui alle confutazioni delle sue balle parziali e totali pro Dibba e pro 5S non ha ancora risposto.

  11. annamaria dice:

    Caro @Narno, non ho replicato alle sue note del precedente post (quello su Di Battista) perché sostanzialmente confermavano quanto avevo scritto; in più c’è che già avevo scritto tanto, da poco intervengo su questo blog e non me la sentivo di abusare ancora di quelle pagine.

    Ma visto che insiste, ok, mi tocca ritornarci.
    Provi a rileggersi.

    Punto 3: il ddl potrebbe essere una bandierina, lei dice. Bene, sua legittima e sacrosanta opinione: ma il ddl esiste, è un FATTO, un documento ufficiale ed io, proprio più su, proponevo di distinguere fatti innegabili da legittime opinioni.
    Non se n’era accorto?

    Punto 4: ” Boh, ma anche chissene. Magari Di Maio è ricco di famiglia”.
    Magnifico, altra sua opinione.Ma il FATTO esiste.
    Se a lei fa schifo che c’è chi restituisce soldi alla Res Publica, mentre tutti gli altri li divorino, fa benissimo a dirlo, come poco più su sottolineavo molto chiaramente (ma a lei forse è sfuggito).

    Punto 2: Di Civati non sapevo, se è così mi fa piacere. Civati è una persona che stimo.
    Quanto a Scalfarotto, per me proprio non esiste (mia opinione, s’intende).

    Punto 1: in sostanza anche qui mi dà ragione.
    Io ponevo esattamente questa domanda:
    “E’ vero o falso che i grillini sono gli unici parlamentari che restituiscono parte della loro indennità allo Stato?”
    E questo è VERO. Se poi il FQ ha sbagliato calcoli su cui non mi avventuro per 200 euro, questo non altera minimamente il FATTO e il giudizio che i cittadini ne possono dare.
    Il FATTO è che solo una forza politica restituisce spontaneamente a fondi pubblici di Stato, cioè alla res publica,
    quello che tutti gli altri, in modo sempre più vorace e ricorrendo a mille espedienti, divorano e spolpano senza il minimo scrupolo.

    Questo è quanto. Io ‘vado a commentare’, se permette, dove voglio. Lo faccio su diversi blog, anche su quello di @Malvino, dove intervenivo perfettamente in tema. Lei invece, con uno scivolone di cattivo gusto, lo ha fatto completamente fuori tema.
    Ma pazienza.
    Grazie per l’ospitalità. Qui passo e chiudo.

  12. Narno dice:

    @annamaria
    Grazie, ma io alludevo anche a questa contestazione di Mariano Giusti, che ho potuto verificare. Può rispondere anche a questa?

    FALSO, gli scontrini non sono pubblici e nemmeno i conti correnti, su quel sito obsoleto (altro che portale) sono solo pubblicate vaghe cifre frutto di dichiarazioni libere dei grullini, tutt’altro che precise (decine di migliaia di euro per “consulenze”, grazie al c***o) nonché ferme peraltro a febbraio

    Quanto a Scalfarotto, per me proprio non esiste (mia opinione, s’intende)

    Per usare le sue parole: ho riportato un fatto. A quanto pare, un fatto che smentisce la sua tesi “non esiste”.

    questo non altera minimamente il FATTO e il giudizio che i cittadini ne possono dare

    Sì che lo altera, e no che non si tratta di 200 €, se ha letto bene. “Metà” è una definizione precisa, un fatto matematico. In ogni caso, lei infila nella stessa frase un fatto (verificato solo in parte) e il giudizio, come se dal fatto dovesse per forza discendere uno stesso giudizio da parte di chiunque. Falso, anzi: cerchi un po’ “fallacia logica” sul blog di Malvino e veda.

    Peraltro, io ho replicato anche con altri fatti, non opinioni, su cui le ho posto domande chiuse come le sue; e lei non risponde a nessuna. Perciò non è in condizione di far la morale sul buon gusto né su come o dove si discute.

  13. stefano dice:

    @Paolo
    “quali sono le ragioni di un cambiamento costituzionale così profondo in un momento di crisi economica, e quali sono i precedenti: nel 29 han cambiato le costituzioni per far fronte alla crisi economica?”

    se Roosevelt fosse stato nella condizione, per imporre il New Deal, di dover trattare con Alexander Of Baptist, Denis Lightgreens e Renè Brunette, probabilmente avrebbero fatto una riforma costituzionale pure lì.