Proseguiamo. A cosa servono i titoli di Libero, i tweet di Salvini, quelli di Rondolino o Christian Rocca? Voglio dire: qualcuno li legge? Spostano qualcosa? Creano opinione diffusa? In altre parole le frasi violente e stupide sullo scontro di civiltà che puntualmente rinascono in giornate come queste sono in grado di uscire dalla camera di eco degli schiaramenti contrapposti e dalla loro quotidiana contrapposizione?

Avere una risposta quantitativa ad una simile domanda sarebbe fondamentale per capire se gli editoriali di Belpietro o le interviste di Salvini rappresentano un pericolo concreto per la cultura democratica di questo Paese o se invece sono il corollario stantio di una contrapposizione che si ripete ogni giorno sempre uguale.


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I 25mila like di questo post di Salvini su Facebook significano qualcosa?

I punti di vista che possiamo registrare al bar o per strada sono il risultato o la causa di Salvini e di quelli come lui? Siamo un Paese più o meno razzista di ieri? Siamo più superficiali e demotivati di un tempo? In altre parole l’Italia che vediamo così nitidamente in giornate del genere è la causa o l’effetto, è il risultato di una politica e di una comunicazione deprimente e reazionaria o ne è la fonte?

Per quanto ci si sforzi di capire manca un dato di insieme su questo, numeri e tendenze che potrebbero indicarci se basti reagire alle violenze verbali di Libero o di Salvini con un sorriso di compatimento o se invece serva un maggior rigore ed impegno democratico da parte di tutti.

6 commenti a “Causa ed effetto in Italia”

  1. JoJo1973 dice:

    Mah, io da quando ne ho contezza ho sempre sentito dire a proposito di:

    * razzisti
    * leghisti
    * nazi-fascisti
    * teppisti da stadio
    * altri -isti a piacere

    “non diamogli importanza”, “cercano solo pubblicità”, “se reagiamo facciamo il loro gioco”…

    A me queste risposte hanno sempre dato l’impressione che chi le pronunciasse, sotto sotto approvasse i contenuti espressi dagli -isti, e che fosse segretamente soddisfatta che tali contenuti uscissero per bocca di qualcun altro, che si sarebbe beccato l’eventuale reprimenda al posto loro.

    Oppure, erano segno di pura e semplice vigliaccheria.

    Ecco, diciamo che questo è il risultato della vigliaccheria.

  2. Davide dice:

    Massimo,
    domani mattina guarda il titoletto di repubblica.it con la parola rifugiato evidenziata in giallo…

    Kamikaze aveva passaporto di un rifugiato
    Primi arresti in Belgio

  3. andrea dice:

    piuttosto che generalizzare, commento nello specifico del “post” di Facebook di M.S.

    alla fine se ci pensiamo, E’ MAGISTRALE nell’ottica della “comunicazione” uno-molti rivolta ad una platea indistinta e che è molto varia come “estrazione” e/o NON si conosce, ma composta di di “generici simpatizzanti”.

    Il suo post NON ci dice nulla di nulla su COSA avrebbe detto a A.A. !!!

    E’ TUTTO lasciato all’interpretazione di chi legge MA che, essendo orientato genericamente a favore di questo “politico” e tendenzialmente “incapace” di un pensiero critico [*], ci vedra’ la MASSIMA rappresentazione del proprio sentire politico ed umano.

    Ditemi voi se non e’ questa la sintesi raffinata di POPULISMO. non c’e’ neanche bisogno di esprimere dei contenuti per raccogliere dei “like”.

    poteva scrivere “ho detto ad ALFANO ……; ho fatto bene?”

    anzi avrebbe fatto meglio a scrivere:

    “Stavolta l’ho fatta grossa, Guarda _qui_ per leggere cosa ho ha detto ad Alfano!! ditemi se non ho fatto bene!!”

    almeno monetizzava subito il “click bait”! :-) ma forse la monetizzazione istantanea non gli interessa, guardando all’obiettivo di medio/lungo periodo. questo e’ uno statista ai tempi di internet!

    saluti

    [*] il problema e’ che questo dimostra che su internet oggi ci sono migliaia e migliaia di utenti senza uno straccio di coscienza critica di quello che fanno o sentono. e noi che pensavamo che era arrivato il medium della disintermediazione, della modernità, della crescita culturale.. qui siamo ancora alla “comunicazione” piu’ monodirezionale che ci sia. ..ma quanto possiamo ancora migliorare! :-) voglio vederci una opportunità!

  4. Roberto Re (@robertore62) dice:

    Più passa il tempo, anche in Rete, e più mi convinco che in Italia _*la provincialità *_ sia sicuramente una concausa del problema da risolvere . L’avvento di una cultura dell’andar oltre il propio campanile sarà un processo molto lungo nonostante il recente aiuto della Rete nel poter ampliare i propi punti di vista.

  5. Atos dice:

    @Andrea
    Condivido quanto scrivi, compresa la speranza di veder crescere in tanti la consapevolezza di come gestire il mezzo per non esserne gestiti.

  6. Mariolino dice:

    Rondolino più o meno so chi è, ma Christian Rocca?