Ricopio qui il commento di Cisco_75 al mio post di qualche giorno fa. Aggiunge un elemento importante.

Lavoro all’ufficio tecnico di un comune toscano. Mi occupo di strade, verde pubblico, pubblica illuminazione, segnaletica, toponomastica, ecc.. Sono qui dal 1996. Ricordo che a fine anni ’90 i piani delle opere pubbliche di quegli anni prevedevano l’impegno di circa 40 miliardi di lire/anno. Tutte opere realizzate e soldi spesi (casse di espansione, giardini, strade, chi più ne ha ne metta). Interventi finanziati spesso con contributi a fondo perduto statali.
Nel 2015 abbiamo un piano delle opere pubbliche di circa 1.2 milioni di euro. Vado avanti? 1.2 milioni di cui circa 800 mila già spesi per far fronte a calamità naturali che abbiamo avuto all’inizio dell’anno (vento, frane ed allagamenti). Vado avanti? finanziamenti pubblici a fondo perduto non ce ne sono più. Qualcosa arriva dalla C.E. ma devi partecipare a bandi di concorso e non è detto di vincerli.
Abbiamo circa 120 Km di strade da mantenere, a fronte dei 98 Km della fine degli anni ’90. Circa 4.000 punti luce da mantenere (un migliaio in più della fine degli anni ’90). 120 ettari di giardini e parchi in più della fine degli anni ’90, sempre da mantenere. Vado avanti? no, mi fermo qui altrimenti divento noioso se non lo sono già. Secondo voi cosa ci faccio con 400.000 euro? I Comuni sono proprio il fanalino di coda dell’apparato statale. Cosa può fare il Sindaco di un comune in queste condizioni se non cercare di tappare più “buche” possibili? si cerca di tirare a fare più interventi possibili ma la coperta non è corta… non è più una coperta, è diventata un fazzoletto. I soldi c’erano… un tempo. Forse ci sarebbero anche ora. Io guarderei meglio i governanti più che gli amministratori. Si è rubato tanto in Italia. Ma quanto è stato fatto per recuperare quanto rubato?


16 commenti a “Il bello costa”

  1. Larry dice:

    L’elemento importante sarebbe il dubbio finale che i soldi ci sarebbero anche oggi ma che non siano dati ai comuni perché vengono rubati o magari per semplice cattiveria? Non mi sembra una tesi molto più sofisticata del solito “piove, governo ladro”.
    Per il resto non trovo così strano o scandaloso che ora non vengano più dati soldi a fondo perduto ma che le spese debbano essere giustificate, pianificate e rendicontate. Il discorso qualunquista dei governanti che rubano si può tranquillamente estendere anche alle amministrazioni locali.

  2. .mau. dice:

    La buonanima di Terry Pratchett scrisse a suo tempo (non mi ricordo se in Men at Arms o in Guards! Guards! una paginetta sugli scarponi del Comandante Vimes che avevano una suola così sottile da permettergli di sapere in che zona della città si trovava sentendo il tipo di pavimentazione. Il punto – faceva dire a Vimes – è che i ricchi che comprano scarponi buoni alla fine spendono meno perché quegli scarponi costano sì di più ma durano molto di più e quindi non occorreva continuare a comprarli.

    Buttare una palata di catrame sulle buche per strada costa sì poco (di catrame e di esperienza di chi va a buttarla) ma deve essere fatto in maniera continuativa. Non so quanto si risparmi, insomma.

  3. Emanuele dice:

    Così costruiscono le strade in Giappone

    http://www.youkosoitalia.net/tecnologia-giapponese/la-struttura-logistica-di-una-strada-cittadina-giapponese/

    Come scritto nell’articolo “Le strade costruite con questi criteri hanno alti costi iniziali ma poi manutenzioni bassissime che durano anni, riducono i costi sanitari ed assicurativi degli incidenti stradali su scala nazionale, prevenire è meglio che riparare.”

  4. Signor Smith (ma anche Santi Bailor) dice:

    Temo che il problema non sia tanto il “rubato”ma, più prosaicamente, lo “speso male”. Se un km di autostrada in Italia costa più del doppio che all’estero… non è perché importiamo l’asfalto dalla Nuova Zelanda, la ragione è un’altra. Se il trasporto pubblico a Londra, Parigi o Berlino e persino Milano, per quel che vale – funziona, e quello di Roma è allo sfascio… è colpa dei 7 colli che sono ripidi, o il problema è altrove? Poi, è vero… c’è la crisi. Ma, again, non è che la crisi non abbia colpito il resto del mondo, no?

  5. Signor Smith dice:

    Sorry per il “Santi Bailor”

  6. gregor dice:

    Io spererei che dopo 25 anni si sia in grado, con gli stessi soldi, di lavoarare sul doppio dei km e sul doppio dei punti luce.

    Non so se mi spiego #innovazione

  7. Atos dice:

    Il lusso costa denaro , il bello costa in termini di impegno, talento e passione necessari per farlo fiorire anche con pochi soldi.
    La Qualità ha un valore che si ripaga nel tempo.
    Non c’è un rapporto lineare tra costo e bellezza, se così fosse il brutto sarebbe gratis.
    E non si spiegherebbero le opere brutte, inutili e costose (tipo il Civis a Bologna).

  8. ArgiaSbolenfi dice:

    Comunque io ho capito che siamo senza speranza da quando con il moltiplicarsi delle rotatorie si è diffusa l’abitudine di “abbellirle” con delle improbabili opere d’arte (varia) che in Emilia spaziano dall’enorme grappolo d’uva alla carrozza ricoperta di edera a quella che penso sia la madre di tutte le scempiaggini simili, ovvero il monumento al camionista a Bologna Borgo Panigale. Credo, temo, che in questi casi paghi il privato che “sponsorizza” l’aiuola in cambio della sua manutenzione. Ottimo affare, se non si considerano i costi sociali dell’essere infastiditi proprio mentre si percorre una rotatoria nel traffico dell’ora di punta.

  9. andrea61 dice:

    Parlavo di queste cose giusto poco tempo fa con un mio collega che è stato consigliere comunale. Nel suo comune, che è poi quello dove abbiamo l’ufficio, mancano i soldi per la manutenzione delle strade e dei parchi ma non mancano mai diverse centinaia di migliaia di euro per le cooperative sociali che non servono a nulla se non a costruire dei bei serbatoi di voti.
    Non è vero che il bello costa, è vero piuttosto che il bello non vota e perciò spesso i nostri sindaci mini-governatori ne traggono le dovute conseguenze quando preparano il bilancio.

  10. Paolo d.a. dice:

    @Angia
    t’è andata bene, qui giù da me accanto alla rotonda c’è un enorme schermo con video pubblicitari. Probabilmente consente al comune di tappare le buche nel vicolo attiguo.

  11. nonunacosaseria dice:

    @Emanuele

    infatti la cosa da fare sarebbe quella che dici tu: come i giapponesi (ma non occorre andare fin là, a me pare che una cosa del genere la facciano anche in francia – potrei sbagliarmi, però, per cui uso il condizionale).
    .
    ma, ancora una volta, ti faccio l’esempio del poveraccio che deve comprarsi un paio di scarpe. lo sa pure lui che se le compra al mercato ambulante le paga 30 euro e gli durano una stagione, mentre se va al negozio a modo in centro le paga 100 euro, ma gli durano 5 anni. però quest’anno, porca miseria, non ce la fa a spendere cento euro, perché i settanta euro in più gli servono per comprare il cappotto per l’inverno.
    insomma, risiamo lì con i conti…

  12. Cisco_75 dice:

    Oddio! il mio commento è diventato un post… ;P
    Allora, chiariamo:
    @Larry: un conto è pianificare/rendicontare/giustificare le spese ed un conto sono i finanziamenti a fondo perduto. Non è che se ottengo un finanziamento a fondo perduto non lo devo rendicontare o giustificare. E personalmente non ho mai avuto problemi a farlo. IMHO, è che per stare al traino (o spingere, a seconda dei punti di vista) la C.E. i finanziamenti vanno da altre parti… Il discorso “qualunquista” non era riferito ai governanti (che rubino, è da dimostrare, non è insito nella natura del governante), era riferito per esempio ai grandi evasori che portano capitali all’estero, che hanno beneficiato dello scudo fiscale. Il richiamo ai governanti era legato al fatto che si consentano queste cose.
    @gregor: no, l’innovazione costa, tanto. Se hai a disposizione sempre meno fondi, NON sei in grado di innovare. Un esempio semplice: se si “fulmina” una lampada a scarica, sostituirla mi costa, in termini di materiale spiccio, circa 1 euro, se salta una striscia LED dei nuovi punti luce, sostituirla mi costa 25 euro. Dura di più e consumo meno energia elettrica ma in caso di guasto mi costa decisamente “tanto”.
    @nonunacosaseria: purtroppo concordo…

  13. ArgiaSbolenfi dice:

    Non sono un economista ma se agisci sempre privilegiando l’aspetto finanziario immediato, cioè spendere (troppo) poco perché i soldi sono (troppo) pochi, senza ragionare in termini di investimento, sei sulla buona strada per il disastro dato che alla lunga la mediocrità delle tue scelte ti si ritorcererà contro. Vedi le buche stradali rattoppate alla buona. E questo andazzo in Italia va avanti ormai da molto tempo. Tanto saranno cavoli di chi viene dopo, no?

  14. Cisco_75 dice:

    @ArgiaSbolenfi: da tecnico, in linea teorica, concordo. Ma riallacciandomi al commento originario, che ci faccio con 400.000 euro? il più delle volte “tampono” le emergenze… non è possibile fare “progettazione” come un tempo. Non piace neanche a me questa linea di condotta ma devo adeguarmi. Cerco di mantenere la funzionalità di quello che devo gestire a scapito del bello, del nuovo e purtroppo alle volte della qualità. Saranno sempre e comunque cavoli miei, visto che sto parlando di “cosa pubblica” e visto anche che sono un funzionario e non un amministratore e finché non vado in pensione (o mi licenziano…) sarò responsabile dell’aspetto tecnico della questione.

  15. nonunacosaseria dice:

    @ArgiaSbolenfi

    Stamani son passato davanti a un parcheggio vicino casa mia.
    Brutto? No, orrendo. Da vomito.
    Ma l’alternativa lì era: o così o niente, farlo bello avrebbe richiesto un investimento che il Comune non avrebbe potuto permettersi.
    Non entro nei dettagli della storia, troppo lunga, mi limito a dire che per fare quell’obbrobrio il Comune ha detratto tot euro da un altro capitolo di spesa. Probabilmente, per farlo (brutto), il parcheggio davanti al cimitero del paese vicino continuerà a non avere la fontanella, l’alberello e l’illuminazione a LED che l’avrebbero reso davvero bello e funzionale. La scelta del Comune è stata chiara: preferisco avere due parcheggi brutti che uno bello. Saranno brutti, però ne ho due. Peraltro indispensabili entrambi e richiesti a gran voce dalla popolazione.
    Considera che il mio Comune è un Comune per certi aspetti abbastanza virtuoso: ha ridotto le partecipate, ha tagliato i compensi ai loro amministratori, non ha uno stuolo di comunicatori e spin doctor… insomma, i costi della politica sono ridotti all’osso e anche gli sprechi, tutto sommato, sono minimi. Però i soldi quelli sono.

    Ne racconto un’altra, sempre presa dalla mia esperienza quotidiana. C’è la prassi, almeno dalle mie parti, di fare certi lavori stradali di notte, così si creano meno disagi al traffico diurno. Ultimamente non è stato possibile, perché fare i lavori notturni costa di più che farli di giorno. E allora si risparmia anche su quello.

  16. Davide dice:

    Faccio notare che gli anni 80-90 sono anche gli anni in cui il nostro debito pubblico e’ esploso. Non posso dire ovviamente che i “contributi a fondo perduto statale” vengano da denaro preso a prestito, ma non escluderei questa possibilita’.