Per molto tempo il problema di cui si è dibattuto di più in Italia è stato il digital divide, cioè la presenza marginale di internet nella “dieta mediatica” degli italiani. Ma oggi il gap appare in gran parte superato. Mentre quasi un quarto degli italiani resta ancorato a una dieta basata solo su mezzi audiovisivi (tv e radio), nel 2015 praticamente due italiani su tre usano il web abitualmente, quasi tutti i giorni, con un picco intorno all’85% tra gli under 30. Il problema che invece sta diventando sempre più grave è rappresentato da quanti hanno perso un contatto abituale con i mezzi a stampa, che sono diventati la maggioranza degli italiani, con punte più elevate tra i giovani: il press divide è in continuo aumento.



Sarà sufficiente questo paragrafetto, tratto dalla sintesi del 12° Rapporto sulla comunicazione, nel quale si spiega che il digital divide in Italia è superato e che invece esiste oggi un nuovo “press divide”, per capire come il lavoro del Censis sia totalmente inattendibile.

6 commenti a “Il digital divide è finito: andate in pace”

  1. Davide Metrangolo dice:

    Desolante.
    Oltre al fatto che la dicitura “quasi tutti i giorni” mi fa venire in mente una vecchia battuta sul nonno che a 90 anni faceva ancora l’amore quasi tutti i giorni (quasi il Lunedì, quasi il Martedì, quasi il Mercoledì…), il non considerare neppur lontanamente quella che potremmo definire la qualità del tempo-internet, la tipologia d’uso che se ne fa (sempre e solo Facebook?), la coscienza del mezzo e delle sue potenzialità azzera credibilità ed utilità di questo rapporto.

    P.S. Ho appena finito di leggere “La vista da qui”. Bellissimo, e condivido al 100%. Farò leggere il più possibile…

    Cordiali saluti.

  2. Mondi fantastici | Life In Low-Fi dice:

    […] Il digital divide è finito: andate in pace […]

  3. diamonds dice:

    “Tutto il continente è un incubo che produce la più gran miseria per la più grande massa. Ero uno, un’entità isolata nel mezzo del più grande carosello di ricchezze e di felicità (ricchezza statistica, felicità statistica)”

    Tropico del capricorno (Henry Miller)

  4. T800 dice:

    ma sul web non ci sono forse anche i quotidiani ed altri giornali cartacei diciamo ufficiali?

    cosa hanno paura che la gente smetta di acquistare repubblica o Chi di Signorini o non corra ad acquistare la Croce di Adinolfi?

    http://www.7per24.it/wp-content/uploads/2015/01/punto-croce.jpg

    sarà mica questo il press divide a cui alludono?

  5. Roberto dice:

    Questa non è neanche una opinione, ma semplicemente la mia esperienza. Da assiduo lettore di Repubblica cartaceo sono passato ad abbonato a Repubblica su iPad. Nonostante sia ancora abbonato lo leggo sempre più raramente. L’ennesimo articolo sulla “Rivolta dei biologi per l’ora legale” e simili non fa che rendere sempre meno piacevole la lettura. Finisco sempre per innervosirmi…Spesso sostituisco con una lettura mattutina del Post. E’ grave?

  6. Paolo d.a. dice:

    Essì. Inattendibile. Anche fuori fase, fuori tempo, fuori campo, visto cosa pensano che sia la cosa su cui probabilmente credono di aver dato un parere. Tristissimo canto del cigno, a questo punto chi potrà opporsi allo smantellamento? E anche, perché?