Questa mattina dopo l’ennesima sparata pubblica di Maurizio Landini mi è uscito un tweet un po’ ruvido e (forse) discutibile sulla onnipresenza del sindacalista della FIOM nella discussione pubblica. Questo:




Non vorrei ora riprenderlo troppo, questo post vorrebbe parlare d’altro, ma sono costretto a spiegarne minimamente il senso, visto che è stato ampiamente equivocato ed ha scatenato per tutta la giornata centinaia di reazioni su Twitter. Il senso è presto detto: Landini, non diversamente da molti altri, è diventato un personaggio pubblico chiamato quotidianamente ad esprimersi su qualsiasi tema, da quelli sindacali di sua competenza a temi ben più ampi e complessi come la politica del lavoro, i modelli di welfare, le tendenze macroeconomiche mondiali e via dicendo. Le sue competenze in materie sono modeste oppure simili a quelle di chiunque altro se ne occupi superficialmente (il suo costante argomentare per slogan in ogni contesto TV mi pare stiano lì a testimoniarlo), eppure questo sembra non essere un problema per nessuno. La sua biografia e la sua storia professionale in tutto questo secondo me hanno un ruolo. La responsabilità di tutto questo è duplice: da un lato di un sistema di notorietà televisiva malato che produce campioni mediatici a getto continuo anche fuori dai meccanismi di rappresentanza (ectoplasmi materializzati improvvisamente come la Polverini, strani imprenditori, polemisti professionisti) dall’altro dalla incapacità dei prescelti a sottrarsi alla morsa della centralità acquisita. Una centralità quasi mai basata sulla qualità del contributo offerto ma su altre variabili meno nobili (Landini per esempio funziona molto in TV perché urla parecchio, lancia slogan apodittici e si esprime con ardore su qualsiasi cosa). Questo il senso del tweet. Poi, a margine, c’è il tema della rappresentanza. Nessuno si chiede chi rappresenti Landini (o Camusso o Angeletti) quando va tutte le sere in TV. In nome di chi parla? Dei metalmeccanici? Quasi mai, almeno fino a quando la Fiom non sarà un partito e li manderà in Parlamento. Dei lavoratori in genere? Nemmeno. I sindacalisti in TV sono una sorta di specie biologica strana che parla di tutto, dice la sua su tutto, ma lo fa per diritto divino in nome di nessuno. Sono la versione laica del Cardinal Bagnasco. In realtà il sindacato ha costruito negli anni (con la complicità della politica) un centro di potere a sé stante e come tale riceve una specie di diritto di presenza mediatica da tutti riconosciuto.

Ora a veniamo ai commenti.


Terza Media.




Moltissimi commenti hanno sottolineato l’inopportunità di usare il titolo di studio come bussola. Io ho la terza media, e allora? mi hanno scritto alcuni. Un tweet classista hanno scritto in molti. Cazzate. Io non ho mai pensato che il titolo di studio abbia un valore in sé, conosco fior di imbecilli (anche su Twitter) con lauree master e specializzazioni le più varie. Penso semplicemente che quando ci scegliamo qualcuno che ci rappresenti dovremmo scegliere qualcuno migliore di noi e non uguale a noi. Nel caso di Landini penso che il suo titolo di studio e la sua biografia abbiano un valore rilevante appena il suo argomentare esce fuori dagli ambiti di sua stretta competenza. Cioè quasi sempre. Vale solo per Landini? Ovviamente no. Vale anche per i politici che eleggiamo. In questo ultimo caso però è colpa nostra.



Gli altri invece




Moltissimi hooligans mi hanno apostrofato dicendo “Ah beh perché invece Monti/Fornero e la grande legione di laureati che ci hanno governato negli ultimi anni, quelli sono andati bene? Questo è un automatismo dei peggiori: quando si critica qualcuno la risposta è sempre e gli altri invece?. Banalmente, se Landini non sa di cosa parla il fatto che quelli prima di lui non lo sapessero allo stesso modo nonostante il prestigioso curriculum non è che incoroni Landini economista di turno. Né con Landini né con Fornero, insomma.


Renziano

Siccome il nemico va in qualche misura riconosciuto, se io critico Landini sono automaticamente renziano.


Stronzo




Mi sono beccato offese (tutto sommato modeste) a bizzeffe. Ci sta. Il tweet migliore è questo di un giornalista del quotidiano piemontese (o almeno così scrive nella sua bio) che aveva capito tutto fin dall’inizio. E per carità complimenti a lui.

Le dinamiche di branco che riguardano simili episodi su Twitter sono come dicevo interessanti, hanno qualcosa di biologico che andrebbe studiato meglio. Il signor Salvatico che mi comunica di aver capito quanto io sia stronzo fin da subito mi ha ricordato una cosa di qualche giorno fa scritta da una mia conoscente che si occupa di social media:


quelli che gli fa cagare il tuo prodotto e stanno tutto il giorno sulla tua pagina facebook a ricordartelo. Capisco fossimo un servizio pubblico fondamentale, ma sono cazzo di vestiti da donna, ma non hai niente niente di meglio da fare che venirmi a dire che non ti piacciono?



La risposta è che spesso forse avrebbero anche di meglio da fare. Ma per qualche ragione preferiscono così.

68 commenti a “Anatomia di un tweet”

  1. Gravitazero dice:

    Ammettere di aver pestato una merda (oh, capita!) evidentemente fa troppa fatica.
    Peccato.

  2. massimo mantellini dice:

    @gravitazero vuoi dire che ho sprecato un’ora del mio tempo?

  3. Surfab dice:

    La terza media rimane

  4. JoJo1973 dice:

    Sai che c’è? Il tuo tweet ha inferto un colpo all’amor proprio di tutti coloro che ti hanno insultato…

    Perché se il tuo rappresentante è un signore con la III media che sbraita in tv, loro allora che cosa sono?

  5. Gravitazero dice:

    Temo di sì, hai sprecato un’ora. La tua opinione su Landini, che qui ripeti, era già chiara dai tuoi tweet successivi, se non dal primo. Opinione legittima, per carità, ma non è che qui sopra sia meglio argomentata. Non ho letto una sola parola qui sopra su quali siano le opinioni errate di Landini, e sul perché tu ritieni che lo siano. Vabbe’, magari lo hai fatto altrove, ma questo post poteva essere una buona occasione per chiarire a chi come me non ti legge abitualmente quello che dovrebbe essere il nocciolo della questione. Ma sul punto dolente, la terza media, la toppa è peggiore del buco.

  6. Gravitazero dice:

    “Non ho mai pensato che il titolo di studio abbia un valore in sé” mi sembra mostri una qualche contraddizione con “penso che il suo titolo di studio e la sua biografia abbiano un valore rilevante appena il suo argomentare esce fuori dagli ambiti di sua stretta competenza”, salvo poi riconoscere che altri “nonostante il prestigioso curriculum” non sanno di cosa parlano, al pari di lui. Non si capisce perché, a questo punto, fosse necessario tirare in ballo nel tweet il titolo di studio, e in maniera così rozza. Al posto di una successione di non sequitur, sarebbe stato più utile chiedere scusa per lo scivolone, e usare il resto del post a spiegare perché Landini sbaglia, e su cosa.

  7. nicola dice:

    Si, ha sprecato tempo e io ho sprecato il mio a leggerla.
    Davvero non sa chi rappresenti Landini? E pensa che il sindacato non abbia interessi generali di politica economica di cui parlare, e con cui rappresenta i suoi iscritti? Ma lei che idea della democrazia ha?
    Pensa davvero che il sindacato non abbia idee e competenze – giuste o sbagliate che siano – sulla politica del lavoro?
    Con quali competenze parla – anzi, legifera! – Renzi sul lavoro? Ha un dottorato sul tema? Ne’ ce l’ha il suo consigliere Taddei, che si occupa di politiche del credito. Eppure nessuno pensa che non abbiano diritto, non dico a parlare, ma a legiferare, pure non eletti, pensi un po.
    E nessuno pensa che lei, che non sa nulla di economia, e mi sembra anche molto meno di Landini, non abbia diritto a pontificare sulle parole degli altri – parla di cose che non sa valutare. La sua critica rimane legittima fino a che non si tira in ballo l’idea che solo le persone competenti dovrebbero parlare, perche’ allora inizi lei e se ne stia zitto.
    Se poi lei si informasse di piu, quello che dice Landini – ad esempio che una riforma del lavoro che “rilanci la competitivita’” e’ deflattiva e quindi in controtendenza con quello di cui c’e’ bisogno a livello macroeconomico, lo dice un premio nobel come Krugman, oltre a svariati economisti con un dottorato prestigioso, il che da una qual certa legittimita’ a quello che dice Landini.
    Quanto alla terza media, se pensa che il titolo di studio non ha valore in se, perche’ ne ha parlato? E non si rende conto che il lavoro sul campo da qualche competenza a Landini a parlare di lavoro ed economia, forse superiore alla sua? E no, il paragone con Monti e Fornero non significa che allora abbia ragione Landini, ma sicuramente significa che ha torto lei, perche’ i titoli di studio non danno automatica competenza su certi argomenti – Fornero e’ riconosciuta come grande esperta di sistemi pensionistici, eppure la sua riforma ha fatto pena.
    Quindi nulla, se non appunto il classisimo che lei nega, giustifica una tale volgarita’. Se Landini dice corbellerie, saranno eventualmente gli iscritti FIOM a giudicarlo, e saranno sempre loro ad eleggere un rappresentante migliore di loro, cioe’ uno che difende i loro interessi ed i loro bisogni, magari sapendolo fare avendo lavorato per decenni in quel campo.
    Ed in ogni caso, per fortuna, in televisione vengono presentate opinioni anche diverse da quelle che lei giudica sufficientemente informate e competenti.
    Si chiama democrazia, diversa dall’oligarchia degli pseudo-competenti che lei sembra rimpiangere.

  8. massimo mantellini dice:

    @gravitazero Eppure io lo trovo semplice: non giudico le persone dal titolo di studio. Vorrei a rappresentarmi persone oneste e competenti (e in certi ambiti, per esempio in ambito economico, titoli di studio minimi sono secondo me indispensabili). Il giudizio su Monti non è mio ma dei commenti citati.

  9. Gravitazero dice:

    Al signor JoJo1973 poi vorrei chiarire che, per quanto mi riguarda, non ho il minimo problema a farmi rappresentare da qualcuno che abbia un titolo di studio o un’educazione largamente inferiore ai miei, se ritengo giuste le sue idee e le sue proposte. Non sempre ho condiviso quello che ho sentito sostenere da Landini, ma in molte occasioni la sua opinione mi è parsa più articolata e corretta di quella di altri che, a giudicare dal curriculum, avrebbero dovuto mangiarselo vivo. Le idee vanno sempre discusse nel merito, e fortunatamente il principio di autorità ha perso credibilità da qualche centinaio di anni. Ma qualcosa mi fa credere che lei non ne sia al corrente.

  10. Gravitazero dice:

    “Non giudico le persone dal titolo di studio”, molto bene. Ma non era troppo difficile aggiungerci “quindi a tirare in ballo la III media ho pisciato fuori dal vaso, scusate”. Come scritto sopra da Nicola, molti rappresentanti politici non hanno una preparazione specifica in economia, ma questo non solo non toglie loro legittimità politica, ma non li rende neppure a priori incompetenti in campo economico. A parte tutto il corpus di conoscenze pubblicamente disponibile, hanno ovviamente esperti e consiglieri tecnici su cui appoggiarsi. Il giudizio su Monti non è tuo, è vero, ma mi è sembrato che il “né con Landini né con Fornero, insomma” implicasse un giudizio non proprio lusinghiero su quest’ultima.

  11. massimo mantellini dice:

    @gravitazero ho capito, tu dici che ho di che scusarmi. Io penso il contrario. Secondo me la possiamo chiudere qui

  12. Dino Sani dice:

    Forse si dovrebbe ragionare, più che sulle scuse che Mantellini rifiuta di dare o sulle necessità di titoli di studio per “governare” istituzioni o aziende (è noto che molti dei principali “rivoluzionari” del mondo digitale non sono/erano laureati, da steve jobs a zuckerberg), sulle dinamiche della “comunicazione immediata” che i tweet ispirano, molto diverse da quelle di un blog che richiede almeno un attimo di riflessione. Un post di 140 caratteri è un nostro respiro, a volto uno “sbotto” al volo di fronte a qualcosa che ci piace o detestiamo. Il Mantellini che twitta è molto più “banale” (mi viene da dire inevitabilmente) del Mante blogger o scrittore di libri. Quante volte parlando ci scappa la frase non proprio “politicamente corretta”? Ecco, non per difendere Mantellini, che sicuramente ha avuto un’uscita infelice, ma questo “perbenismo culturale” su una frase mi sembra che non colga la diversità di stile e di comunicazione di un tweet, soprattutto se scritto al volo, a volte come reazione immediata a una ridondanza di comunicazione (televisiva?). Quindi la storia del titolo di studio è inutile come le origini meridionali, o il colore della pelle, o i gusti sessuali. Francamente trovo poco interessante il dibattito, ma devo ammettere che le spiegazioni di Mantellini per “difendere” il suo tweet sono peggiori del tweet stesso. Personalmente avrei preferito un “ok sono stato politicamente scorretto ma questo signore mi ha scassato i….”. Come dire, ho usato un iperbole, perbacco! Stavo solo twittando…

  13. Ezra dice:

    Ciao Mante,
    Io ho smesso di seguirti da tempo perché ho trovato i tuoi tweets insopportabili e superficiali. Come vedi continuo però a leggerti sul blog, secondo me non riesci a sintetizzare in 140 caratteri. Sarà l’età, il fatto di essere di un’altra generazione, vai la a sapere…

    Ah dire “non ho mai pensato che il titolo di studio….” mi ricorda tanto la frase “premetto che non sono razzista…”. Potevi anche aggiungere che hai un sacco di amici con la terza media e avevi fatto l’en-plain

  14. Shylock dice:

    @mante: sì, se ci metti un’ora a spiegare un tweet di 20 secondi hai perso tempo. 1h 20″, per la precisione.

  15. massyc dice:

    Leggendo i commenti a questo post ho finalmente capito a cosa è dovuta la spiacevole sensazione che spesso provo leggendo i tuoi tweet: sono banali.
    La capacità di sintesi non è dono di tutti e Twitter lo svela in modo inequivocabile.
    E comunque l’uscita sulla terza media è indifendibile.

  16. michele dice:

    Il tema non è la III media, il tema è chi rappresenta chi!
    Landini rappresenta coloro che l’hanno votato ed eletto ( da questo capisco che non conosci quali sono i passaggi democratici ed elettive all’interno di un sindacato come la Cgil).Leggo il tuo blog da anni e mi piacerebbe leggere un tuo commento su chi rappresentano la Boschi,Madia,Poletti e Renzi.
    Chi li ha votati? Chi li ha eletti?
    Chi rappresentano?
    Come Landini si è reso conto di aver detto uno cavolata, anche tu puoi fare lo stesso, nessuno te lo impedisce,lo capiremmo.

  17. Arabafelice dice:

    Io credo che il sig. Mantellini abbia detto una cosa giusta e sacrosanta: tendenzialmente chi ha studiato di più, e più a lungo, è più competente negli argomenti che riguardano il suo studio. Invece se uno ha la terza media è più probabile che sia più ignorante, che parli per sentito dire, che non sia in grado di argomentare, perché ha finito di studiare a 13 anni e quindi tante cose del mondo non le conosce.

    Vorrei sapere cosa c’è di strano in questo.
    A me parete tutti matti.

    Che poi questa è l’eredità che ci sta regalando quell’imbecille di Beppe Grillo: la convinzione che la competenza sia solo una formalità, un orpello del passato. Che anzi chi ha studiato e fa carriera ha qualcosa da nascondere, è un “tecnico”, è disonesto, utilizza un linguaggio oscuro per tramare alle spalle del popolo. La convinzione che anche un elettricista con la terza media, proprio perché parte del popolo, sia intrinsecamente più puro e quindi più adatto alla cosa pubblica. La rivincita degli ignoranti, insomma.

    Ripigliatevi.

  18. Andrea61 dice:

    Caro Mante, io resto sorpreso della tua sorpresa. Siamo il paese del Bar Sport e tutto viene sistematicamente buttato in polemica. Landini è uno dei tanti ci sguazza perché mediaticamente rende e lo chiamano perché fa share. E poi a chi frega della competenza di chi pontifica ?
    Anzi, vedere gente come Brunetta o Fassina dire immense sciocchezze in Tv ci fa sentire tutti economisti.

  19. Antonio Radici dice:

    Brahms aveva la quinta elementare, e ancora oggi dopo quasi 200 anni lo ascoltiamo.

    Probabilmente uno con la terza media che ha lavorato sin dalla giovane eta’ ha piu’ competenze riguardo il lavoro di un laureato (?) che twitta dal divano. Chissa’ se tra 200 anni ci ricorderemo di Mantellini.

  20. Ale dice:

    Dai e dai ti si riconosce per quello che sei!
    Grande il tuo outing da sinistra borghese e pantofolaio

    Ora chiedi scusa, questa merita un attimo il tuo scendere dal piedistallo ( che ti han creato )

  21. mima dice:

    Anche io voto che hai pestato una merda, ed era meglio ammetterlo e morta li. Non serve scusarti, non serve spiegare. A chi stavi sul cazzo hai dato un occasione per darti del borghese pantofolaio classista radical chic incapace di sintetizzare. A chi stavi simpatico ha capito che hai pestato una merda. Lo spiegone difensivo secondo me inutile :)

  22. Roberto dice:

    Non capisco perché sia diventato un tabù il dire che la preparazione e lo studio sono importanti.
    Per occuparsi di economia, ma anche di terremoti, ingegneria, e altro, serve competenza. In alcuni campi può bastare l’esperienza (per esempio per essere un bravo venditore), in altri la preparazione serve.
    E poi, se Landini avesse avuto la laurea in biologia, il tweet sarebbe stato comunque valido e sensato. Sarebbe stato meno offensivo?

  23. Stefano dice:

    Ho la terza media. Figlio di operai che non potevano permettersi di mantenermi a scuola, sono andato a lavorare presto. Poi, il lavoro mi ha dato anche i soldi per comprare i libri. Tanti libri, non solo comprati, ma anche letti. Gli anni di lavoro mi hanno dato competenze, i libri la cultura che mancava. Ora il mio lavoro è consigliare e dirigere altri lavoratori. Tra questi altri ci sono diplomati e laureati a cui non frega una cippa se ho la terza media.
    @ Arabafelice. Con i libri ho imparato ad evitare grilli e grillini di ogni tipo e a riconoscere la competenza quando la incontro. Ripigliati tu.

  24. italiano dice:

    mah no è banalissimo un post di fine ventennio, non trovo niente di alternativo nelle miserie del signor mantellini, polemista professionista, “attaccato al televisore” come direbbe il papà Berlusconi, un televisore sotto stretto controllo governativo, cioè il suo partito, cioè i migliori

    signori, questo non è nemmeno Fanfani .. ma una scheggia di Reagan (chi l’ha detto che le ideologie sono morte?)

    questa della terza media è solo un rigurgito di cose passate, un lei non sa chi sono io, la stessa enciclopedia alle spalle del laureato Berlusconi, laureato in legge.

    ma una persona migliore di me non è solo un titolo di studio, ma un percorso di vita e di conoscenze, come ci hanno insegnato i grandi italiani

    Questa è la vera desolazione: i critici di Berlusconi non sono alternativi a Berlusconi, non propongono un’altra idea, ma sono figli della stessa cultura. Basta accendere la tv sui canali della svizzera italiana: altre persone che parlano sempre in italiano ma veicolando altri valori, sociali, politici

    PS
    consiglio a Landini di continuar a tener un profilo basso e sui contenuti, stia attento perchè i nipotini di Reagan sono insaziabili e in questo totalitari, soprattutto i “nuovisti”, cannibalizzano ogni persona o cosa, sono morti di fame, hanno bisogno di molto sangue, lacrime e sangue, è il loro imprinting

  25. italiano dice:

    A proposito di competenze in relazione alla qualità del contributo offerto. E’ una cosa seria. A fianco ad ogni post si Mantellini, su qualsiasi argomento, venga riportato il curriculum di chi scrive.

  26. italiano dice:

    I sindacalisti in TV sono una sorta di specie biologica strana

    un trattato sulle razze, ah ah

    ridiamo per non arrabbiarci và

  27. italiano dice:

    la versione laica del Cardinal Bagnasco

    leggo frase per frase perchè è fortissimo, pur non arrivando alla comicità di Grillo, e infatti chissà come mai in questo frangente storico Grillo giganteggia su questi miserabili ampiamente sopravvalutati

  28. se-po dice:

    TIL che un nome che scorgo spesso sui titoli dei giornali ha la III media.
    Direi che le critiche sono piu’ che giustificate, e vanno a protezione degli iscritti alla FIOM.

  29. Sandro dice:

    Vabbè… un po’ ruvido e discutibile può esserlo. Ma, imho, è morta lì… Il primo pensiero è stato: “che str…”, poi l’ho riletto con più attenzione…

  30. Carlo M dice:

    Devo dare ragione a Gravitazero.

    Spesso sfogarsi su twitter ha gli stessi effetti dello scoreggiare in pubblico. Hai voglia poi a spiegare, giustificare, chiarire, puntualizzare… la puzza e il rumore della scoreggia rimangono comunque impressi.

    Che poi, il fatto che uno debba spendere un’ora del proprio tempo per chiarire un messaggio di tre righe (e ancora non basta) dovrebbe farci concludere in via definitiva che twitter è una cagata pazzesca.

    Prima di twittare contate fino a 10. Oppure, optimum, disinstallate twitter.

  31. Arabafelice dice:

    @stefano

    il suo impegno nonostante le difficoltà le fa onore, ma è appunto con i libri che uno diventa competente. E converrà con me che la maggior parte di chi si ferma alla terza media lo fa per i motivi più disparati (non sempre per una questione di soldi) e poi di solito non compie il suo stesso percorso.
    Questo per dire: il valore umano di una persona non si misura con il numero di anni di studio, ma la competenza in un campo specifico invece deve venire necessariamente dallo studio o dall’esperienza lavorativa.

    Mantellini faceva notare appunto come Landini vada in tv a parlare non solo di ciò che riguarda il suo campo, ma di cose anche molto molto complesse per le quali la sua preparazione (sia di vita, che di studio) è palesemente insufficiente.

    Ripeto, ancora non capisco cosa caspita ci sia di strano in questo.

  32. italiano dice:

    proteggere gli iscritti della FIOM dalle scuole pubbliche? ah ah, forte, il protezionismo

    diamoci un taglio: Mantellini ha sempre ragione anche quando non ce l’ha, nonostante gli avvocati della giustificazione

    mah scusate: uno che scrive ‘ridateci Fanfani’ è per convenzione ‘un uomo di sinistra’. No, è che m’immagino Fanfani con le pantofole rosse

  33. italiano dice:

    no, caro Carlo, invece quel che succede – dopo Twitter – è molto interessante e istruttivo, e ha un valore

  34. italiano dice:

    ripeti, ripeti pure, ma se ti chiedono anni e anni d’esperienza, vuol dire che la competenza non è solo leggere libri o il titolo

    non è questo il punto: “lei ha la terza media” è una risposta atta a squalificare l’interlocutore. Punto. Non è pertinente.

    avete notato che più gli scienziati diventano importanti più diventano umili? La tracotanza di Mantellini è anche la cifra della sua ignoranza

  35. Dino Sani dice:

    Mante mi sa che dopo i grillini ora ti sei tirato contro anche i sindacalini…
    Se volevi essere impopolare ci sei riuscito. Ma questo alimenta la notorietà no?
    In ogni caso il tema non esiste, quindi il dibattito è inutile e @italiano potrebbe rilassarsi con il sole di questo sabato.
    L’unica cosa di cui, ripeto, avrebbe senso parlare, è la logica del tweet. Funziona se immediata e flash, ma quanto siamo in grado di governarla? Quanto siamo capaci di controllare i nostri impulsi?
    Credo che sul tweet il coefficiente di difficoltà sia più alto, e l’errore a portata di mano. Pertanto dovremmo essere tutti più ben disposti a perdonare gli errori e le cazzate.E chi li commette e scrive pure, con se stesso…

  36. Claudio dice:

    Domanda: caro Mantellini, ma che titolo di studio hai tu ? Ce lo spieghi ? Sei un giornalista professionista ? Sei iscritto all’ordine dei giornalisti ? Anche tu ci spieghi Internet da un tot di anni e non si capisce bene quali titoli avresti per farlo.

    Ti preoccupi di Landini quando abbiamo un Ministro della Sanita’ che ha la licenza liceale e parla a nome e per conto di scienziati con centinaia di pubblicazioni alle spalle. E chi sono i laureati in parlamento ? Se sicuro di volerti addentrare in questo terreno ?

    Magari potresti proseguire con la forfora e le ascelle: http://video.corriere.it/berlusconi-l-opposizione-puzza-ha-forfora/2bfea29a-7d37-11e2-a4ef-4daf51aa103c

    O piu’ semplicemente dire che hai appena scritto un’assoluta stupidaggine.

    Vedi tu …

  37. italiano dice:

    grazie Dino, ma siamo/sono persone, non categorie. E se scriviamo con un nick è forse perchè la popolarità non è sempre il massimo della vita. Comunque non mi trovo all’aperto, mi trovo in questo momento nella caverna di Batman, e fa freddino, non credevo.

    il tuo processo alle intenzioni è commovente perchè all’autore e divulgatore di un ‘weblog’ stai insegnando ad usar Twitter … e non so quanto possa rilassarlo

  38. massimo mantellini dice:

    @Dino Sani in realtà la questione non è tanto essere impopolare quanto preferire – per usare le tue parole – il perbenismo culturale all’eventualità di avere Paola Taverna senatrice. Di questo in fondo parla questo post.

    @Italiano sarei più “rilassato” se tu riuscissi a riunire tutti i commenti che intendi fare (che sono graditi e benvenuti) in uno, così, per rispetto nei confronti degli altri lettori

  39. italiano dice:

    :-) ci provo

  40. Dino Sani dice:

    Beh per lavoro, tra le altre cose, insegno, e non ho intenzione di farlo qui. In effetti ponevo solo delle domande, che mi sembrano più interessanti della storia fasulla del titolo di studio. Capisco che in rete ci si scaldi per poco (del resto nelle caverne, come dice @italiano, fa freddino), ma una discussione sul niente non capisco a cosa serve (Mante si è lasciato scappare un insulto, evabbè!).
    Invece capire come da utenti e “weblog” possiamo imparare a “tarare” twitter puo’ aiutarci tutti a comprenderlo e utilizzarlo meglio. Mi viene in mente il paragone con le imprecazioni dei calciatori contro gli arbitri, presi dall’adrenalina della partita. Se gli arbitri li prendessero alla lettere ne dovrebbero espellere 20 a partita… ma tarano gli insulti sulla misura dell’evento sportivo, sulla tensione in campo, sulle abitudini a sbottare e lasciarsi andare. Solo quando eccedono, ammoniscono. Ecco, io Mantellini non lo avrei neppure ammonito, solo rimproverato dicendogli: alla prossima è cartellino giallo!
    Ma qui tutti già con il rosso! Così non si gioca più, e twitter diventa un giochetto per educande e personcine per bene (e sai che noia!).

  41. Dino Sani dice:

    Mante ho letto solo ora il tuo commento che cita la Taverna. Apprezzo la “personalizzazione” dei commenti, ma non sono un ultrà del M5S, e quindi non mi scandalizzi con la citazione della senatrice. Certo se, in parlamento, ci mettiamo a pesare la competenza delle persone, chissà dove finiamo. Ma poi cos’è la competenza? Io credo che la gestione del bene pubblico richieda onestà e apertura mentale, e sapersi avvalere delle migliori competenze intorno a se, sui problemi specifici. Altrimenti i politici dovrebbero essere dei tuttologi, ma non basterebbe mai la competenza necessaria.
    Posso dirti una cosa, Mantellini? Stai difendendo una cazzata, lo hanno capito tutti e te lo stanno dicendo in modi più o meno affettuosi. Accetta per una volta, se vuoi anche in silenzio, di aver sbagliato. Se non tutti la maggior parte di noi continuerà a volerti bene… :)

  42. italiano dice:

    Non ho Twitter ma a conclusione di tutti i commenti ti scrivo questo cip cip che ho nel cervello

    Il perbenismo culturale del Dell’Utri senatore

    saluti

  43. arianna dice:

    scusami ma il tweet era pessimo, e la risposta non chiarisce per nulla. bastava dire “ho esagerato” sulla questione titolo di studio. punto.

    domanda 1: una laurea autorizza a definirsi competenti di una materia? (chi scrive sta per finire un dottorato di ricerca, quindi nessuna rivendicazione di classe). incontro tanti laureati in X o Y che non hanno studiato bene o hanno studiato e basta, e quello che dicono non è certo fonte di illuminazione e ispirazione. lo studio è necessario, ma se è sterile e non calato nella realtà è solo roba da salotto (divano per l’appunto). poi c’è lo studio e la competenza al servizio di interessi delle élites e questo è un altro discorso.

    domanda 2: potresti dimostrare con argomentazioni teoriche e pratiche del perché quello che afferma Landini è indice di incompetenza?

    domanda 3: potresti illustrare con argomentazioni teoriche e pratiche del perché quello che dice il presidente del consiglio e la sua squadra sono indice di competenza? Renzi, Madia, Poletti et altri vanno in televisione anche loro e parlano anche loro di cose che non conoscono bene e sulle quali ripetono i soliti tweet-preconfezionati del pensiero-nazione.

    Personalmente penso che la competenza o le abilità non siano frutto solo di un titolo di studio, ma di studio continuo e di verifiche empiriche. Nella risposta che hai scritto ci sono solo giudizi (e pre-giudizi) piccolo borghesi e nessuna argomentazione che possa chiamarsi tale. Ma siamo in un periodo del presentismo in cui non c’è approfondimento, nemmeno tra quelli che hanno studiato. E allora becchiamoci questa genia che pensa di essere moderna perché ad esempio cambia la costituzione perché è vecchia, tanto non importa come, basta cambiare. L’Italia del fare… non importa cosa. La DC sapeva fare meglio.

  44. gregor dice:

    Con tutto il rispetto, ma l’arretratezza del nostro paese lo si vede proprio dal titolo di studio.

    Landini è un ignorante e parla come se ci trovassimo negli anni 70. Oggi ci sono una miriade di giovani laureati, molto di più rispetto ai compagni di scuola del caro Landini che si fanno un c*** così e che non si sono arresi alle difficoltà. Difficoltà che Landini non ha saputo superare!

    Una volta una signora mi disse, ho la quinta elementare, una come me può badare solo alle pecore è giusto che siano i giovani competenti a guidare il mondo. Questa è per intelligenza, non andare fieri di avere la terza media!

  45. gregor dice:

    @arianna

    A cosa serve l’università? A cosa servono gli esami=

    Non tanto alle competenze, in molte materie la metà di quel che si studia viene superato dall’innovazione, ma dal metodo. Un laureato è in grado, grazie al metodo di studio alle capacità certificate con il superamento degli esami, di affrontare sfide e prove che un diplomato di terza media non è in grado di superare.

    Leggere libri è una cosa, superare 30 esami è un’altra. Se non capiamo questo, meritiamo di fallire come paese.

  46. italiano dice:

    gregor, pensa che il mio collega ingegnere s’è pentito d’aver perso così tanti anni “avessi fatto l’ITIS!”. Perchè tutto il resto lo ha imparato sul campo. Il Paese è un organismo complesso: non c’è un indice, ma diversi indicatori di salute. E se sei qui lo devi anche a chi negli anni 70 si è fatto il c*** ed era il Paese con la produttività più alta.

    Arrivò un certo signore, lo chiamavano “il professor Prodi”, che privatizzò un oggetto chiamato IRI, e molti anni dopo tutti capirono che il pubblico e il privato non erano per forza antitetici, ma proprio durante la grande IRI si svilupparono piccole e medie imprese, e quindi lavoro, posti di lavoro.

    Landini non può superare da solo queste difficoltà strutturali, perchè sono anche di carattere ideologico e culturale, bisogna aiutarlo, lui e anche i ragazzi che si sono affacciati in parlamento e non ancora entrati nel circolo infernale che ci sta sprofondando

    l’unica soluzione, a mio avviso, a mio avviso, è dare non i soldi ma gli strumenti scientifici e culturali, ed esperienziali, a quei ragazzi eletti democraticamente in Parlamento. Dare tutto quel che possiamo dare e cioè la formazione. Perchè inutile piangerci addosso e accusare il vecchio corrotto: quei ragazzi sono il nostro futuro.

  47. Daniele Minotti dice:

    Massimo, credo nella tua buona fede, e’ un discorso che faccio spesso anch’io (es.: per Orlando il guardasigilli liceale), pero’ il tuo errore e’ stato la scelta del mezzo. 140 caratteri sono sufficienti per qualsiasi fraintendimento.

  48. Zagabart dice:

    Senza entrare nel merito di quello che ha detto o fatto Landini (non seguo), e con il massimo rispetto per gli studi e i sacrifici di chiunque, mi chiedo se tutti gli indignados dei commenti sopra, quando hanno male ai denti, o una brutta tosse, o un accertamento della Agenzia delle Entrate, o devono consolidare la loro casetta che ha le fondazioni che cedono vanno da uno competente (tipo uno che ha studiato) o vanno dal loro amico che ha la terza media ma è molto molto bravo.

  49. Bruno dice:

    La questione è sempre l’uniformità di giudizio, altrimenti si cade nel pregiudizio.
    Ci può stare il fatto che si dica: quali competenze ha il tizio per parlare di …
    Ma perché non citare anche caio e sempronio solo perché magari più vicini al proprio modo di pensare? Non parlo del tweet, ovviamente limitato per spazio e parole. Ma dell’articolo in cui magari si poteva fare il paragone con Renzi, che in base al tema del giorno (alluvioni, spread, prescrizione …) parla senza alcuna competenza sui temi. O chiedersi a quale titolo alcune ragazzine come Mogherini, Picierno, Boschi, Madia etc. abbiano assunto ruoli istituzionali. Ovviamente il tema è generalizzabile a tutti, e in quanto generalizzabile, scevro da pregiudizi. L’articolo poteva spiegare questo, invece che non fare altro che chiarire quello che ai più era già chiaro (concordo con gravitazero e preciso che non concordo per nulla con le idee di landini).

  50. massimo mantellini dice:

    @Daniele, mah in realtà twitter a me piace moltissimo anche per questa sua ambigua lapidarietà. Nessuna persona normale usa twitter per argomentare qualcosa

  51. italiano dice:

    Anche a me piace moltissimo la lapidarietà, e la possibilità di scrivere tantissimi commenti. L’ambiguità è invece una precisa scelta polemica di chi scrive e che forse solo uno come Berlusconi può condividere. Rileggendo il tweet è proprio una battuta alla berlusconi, ancora complimenti

    una curiosità, ma che titolo di studio hai per guardare il televisore per ore e ore fino a quando non vedi apparire Landini? Non sarebbe ora di staccare la RAI dal PD, come nei Paesi civili, visto che il PD è in stralarga maggioranza parlamentare e al governo?

  52. Pier Luigi Tolardo dice:

    Da maestro elementare quale sono devo dire: Manteve’ stato sfortunato, capitato nel momento sbagliato, tutti a discutere della categoria di onesta’, sei onesto se stai con Renzi , non sei onesto se stai con Renzi…..il problema e’ che, forse sbaglio ad essere cosi’ monomaniacalmente antirenziano, se un ragazzo di 40 anni che ha sempre fatto solo politica a livello locale, senza aver mai lavorato ne’ preso un master dopo solo una laurea quadriennale, pretende di rovesciare l’Italia e’ chiaro che anche un povero sindacalista, nel senso che fa un lavoro bellissimo ma limitato, diventa un tuttologo salvatore del Mondo, chevpoi questa sia un tv pesante ed inguardabile sono seriamente d’accordo ma che ci possiamo fare…

  53. emanuele dice:

    Mante ti stimo! Ti hanno dato del giornalista e non te la sei presa
    (Nel merito del tweet, a parte il tono, sono d’accordo con te… ma la colpa è, davvero, dei media. E dell’umana vanità).

  54. Marco Meneghello dice:

    In Italia l’inconpetenza ha sempre molto successo, c’è chi come Grillo che ne ha fatto un presupposto politico. E Mantellini non ha fatto altro che farlo notare. E poiché si tratta di una presa di posizione poco popolare, ora viene subissato di critiche. Personalmente sono d’accordo con lui, e gli riconosco una certa dose di coraggio.

  55. Ale dice:

    Ma la biografia di mantellini e’ sul sito?

  56. Daniele Minotti dice:

    @mante Tu l’hai detto: *abigua ladiparieta’* (che e’ un ossimoro, voluto, donde il patirne le conseguenze).

  57. Daniele Minotti dice:

    +m ;-)

  58. Antonio Radici dice:

    Smettetela di insinuare, Mantellini ci parla dell’Internet perche’ e’ laureato in Ingegneria e iscritto all’albo, altrimenti figuriamoci se oserebbe buttarsi la zappa sui piedi cosi’….

  59. ale dice:

    sembra oscar giannino oramai eheh

  60. sono rimasto frainteso dice:

    il senso è stato ampiamente equivocato

    “Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!”.

  61. Marcello dice:

    A memoria ricordo altre persone citate qui in maniera anche più sprezzante di quanto fatto per Landini.
    Il fatto che per lui si sia fatta tanta cagnara, e che il tenutario si senta in dovere di rispondere, rispetto al silenzio (o peggio: all’approvazione) degli uni e dell’altro nelle altre occasioni, dirà pur qualcosa. Per il resto concordo sulle conclusioni, c’è di meglio da fare. Così vado a farlo.

  62. Andrea61 dice:

    Che poi, se proprio vogliamo dirla tutta Landini ha un obiettivo preciso, papparsi l’intera CGIL, e ha bisogno di visibiltà. Siccome non è stupido, sa che in televisione ci va più facilmente Sgarbi di Augias e lui ci si adegua. In più applica il sistema Berlusconi: insulta l’avversario e poi fa finta di chiedere scusa, tanto la pancia dei tuoi fedeli è soddisfatta.

  63. malb dice:

    Ho l’impressione che il twett sia il seguito di un post pubblicato qualche tempo fa dal titolo “Il sindacato che conosco io”. Avrei voluto partecipare alla discussione già allora, ma poi il tutto aveva preso una piega che non mi interessava. In parte succede anche in questo caso in cui si sta sviluppando un dibattito sulle “competenze” di una persona che sono fatte discendere dall’avere o non avere un bagaglio sufficiente di studio senza neppure porsi il problema che il termine ha si a che fare con le “conoscenze formali” acquisite per altro in forme diverse e non solo sostenendo degli esami, ma anche con l’esperienza maturata che è piena di conoscenze informali. La persona competente è quella che discute, decide e opera sintetizzando tutte queste parti. Il pezzo di dibattito in merito mi sembra veramente riduttivo e fondato sull’equivoco che un corso di formazione possa da solo fornire competenze. Ma questo è uno dei buchi di tutto il sistema formativo.
    Comunque volevo intervenire non tanto sul fatto che sia stato usato il basso titolo di studio per sminuire l’attività di Landini, argomento che mi sembra poco consistente, quanto piuttosto sulla rappresentatività di Landini in quanto segretario nazionale della FIOM. Sarebbe utile ricordare che in un sistema democratico rappresentativo non esiste solo la rappresentanza parlamentare, ma anche quelle di categoria e di organizzazione. Il segretario della FIOM ha almeno tre livelli di rappresentanza due propri: gli iscritti alla FIOM e i lavoratori che scendono in sciopero mettendo quanto perdono in busta paga, e uno acquisito all’interno del sistema contrattuale nel quale, assieme agli altri sindacati, discutono e decidono per tutti i lavoratori di una azienda o a livello nazionale e in qualche caso di un territorio. Questo sistema non è perfetto e può anche non piacere, ma è l’unico in grado di difendere i lavoratori nonostante Sacconi, Renzi, ecc. siano sostenuti da tutti gli economisti neoliberisti,. È questo sistema che fa parte della politica del lavoro, a essere sotto attacco e Landini e la CGIL cercano di difenderlo. Per questo motivo possono parlare di politica del lavoro nella quale definire le regole spetta al Governo e al Parlamento mentre il sindacato resta interno agli atti che la determinano e quindi non può non avere voce. Resta da dimostrare che ne parlino senza cognizione di causa mentre è certamente fuori tema la ministra Madia che a fronte di un richiesta di rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti fermo da sei anni, li invita a parlare d’altro.
    Che il rinnovamento del paese passi attraverso la sconfitta delle organizzazioni dei lavoratori è un’idea che certamente ha Renzi, ma che sia buona è da vedere.
    Detto questo io so bene che il sindacato non è stato in grado di comprendere l’evoluzione che ha avuto il lavoro dopo gli anni ottanta del secolo scorso, di intervenire sulle forme contrattuali che esso ha assunto e meno ancora è stato in grado di organizzare questi lavoratori. Lo schema che ho riassunto in modo sommario era sufficientemente comprensivo della grande maggioranza dei contratti fino a quel periodo. L’evoluzione successiva lo ha in buona parte falsificato in relazione alla evoluzione tecnologica e all’introduzione di forme contrattuali che non rientrano in esso e quindi non tutelate, ma se è vero che esiste una quota di professionisti che possono essere proficuamente sul mercato è anche vero che in questa quota non rientra il muratore o il lavoratore del call center ai quali, per lavorare, viene chiesta la partita IVA. Questo è solo un esempio di forme contrattuali che non sono altro che il risultato dell’unica politica del lavoro fatta negli ultimi trent’anni: per aumentare la produttività è stato ridotto il monte salari. Politica che sta seguendo anche l’attuale governo quando dice che si scontra con il sindacato e i lavoratori che rappresenta per aumentare le tutele degli altri. Cosa molto problematica se si guarda il Job Act. Contro quella politica un sindacato per quanto non rappresentativo di tutti i lavoratori, ma certamente di molti, ha il dovere di opporsi.
    Nello stesso modo è giusto far osservare che anche Landini come molti sindacalisti, quando vanno in televisione sono vittime del virus della tuttologia con la complicità spesso interessata dei conduttori dei talk show, e talvolta cadono in svarioni che sarebbe meglio evitare, l’ultimo proprio di Landini lo stesso giorno del tweet. Non sono sicuramente gli unici. Molti parlamentari fanno di peggio. Comunque è vero che dovrebbero usare meglio i mass media e non esprimersi a slogan.

  64. farucchino dice:

    Grande Mante, sei forte e preciso ma più che altre come si dice sempre Onesto Intellettualmente.
    Torniamo a Landini, da me soprannominato il “Lando”, come quello dei vecchi giornaletti tristemente porno soft…
    Il Lando sta all’economia come quei giornaletti all’erotismo.

    ps: anche la bomba con “ordigni nordici” sul post Rai è notevole.

  65. Atos dice:

    Dopo ‘sto diluvio di commenti mi chiedo: ma Landini twitta? No, perché se lui evita è già un punto a suo favore, paro paro come un diplomino.
    Cmq il mezzo riempie le attese dal dentista.

  66. Davide dice:

    Zambart +++++++++ ;)

  67. Cannedcat dice:

    http://www.salon.com/2014/11/27/thomas_piketty_is_right_income_inequality_is_holding_us_back_partner/

  68. Arianna dice:

    Si è scatenato l’inferno!!! E allora mi butto nella mischia e vi posto un bell’esempio di chi ce l’ha fatta nonostante tutto!
    Era sconosciuto ai più, e dal nulla è stato eletto alle Europee… Secondo me un bell’esempio
    https://twitter.com/tizianomotti