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Non vado spesso al cinema. Ieri sera mi hanno portato a vedere Interstellar. Film bellissimo, con attori affascinanti, suoni avvolgenti e scenografie strepitose. Solo che a un certo punto, quasi subito, volevo andare a casa. Sul serio, volevo alzarmi e andarmene.

Non come quella volta – molti anni fa – che ci sbagliammo ed entrammo a vedere Closer con Elisa adolescente senza avere idea di che film fosse e quando lui (ora ricordo vagamente), l’attore, cominciò a urlare a lei durante un litigio “Che sapore aveva il suo sperma EH, COM’ERA” io e Alessandra ci decidemmo infine ad uscire dalla sala per ragioni di provincialissimo imbarazzo genitoriale.

Non come quella volta, questa volta volevo uscire io, per ragioni mie. Perché diventando vecchio non vedo ragione per dovermi addolorare in una sala cinematografica. È un modello di business che francamente non capisco: tu paghi una somma e ti metti a piangere davanti a un film. Non mi frega niente che il mondo sia così e che quella lì ne sia una semplice rappresentazione. Lo so, non sono scemo. Ma non ho bisogno che tu mi faccia fare mente locale. È una (pesantissima) consapevolezza dell’età adulta che ho ben presente, non ho bisogno di un promemoria. È la stessa ragione per cui sono in imbarazzo a vedere Breaking Bad, che pure mi piace moltissimo: se la tragedia aleggia sullo sfondo io inizio a chiedermi perché nonostante tutto tu debba continuamente ricordarmelo. Non ce n’è bisogno. Lo so già. E mi fa paura. La storia è così? Ok non fa per me.

Così a un certo punto in Interstellar lui – l’eroe – cerca di entrare nella stanza della figlia decenne per dirle che se ne va. Già a Murph (questo il nome della ragazza) le è morta la madre per un errore diagnostico, già i raccolti stanno andando a male e la piaga sta annientando il mondo, già la polvere entra dappertutto. Lei in ogni caso ha capito tutto (poi nel film questa scena sarà fondamentale nella costruzione complessiva) e si è barricata nella stanza come ha potuto. Non vuole perdere il padre. Lui riesce ad entrare, si stende nel letto con lei, lei piange, lui la abbraccia. Io – soprattutto – a quel punto voglio andare a casa.

Mi volto verso mia figlia undicenne e le dico “Basta Fra, dì alla mamma che io voglio andare a casa”. Lei mi risponde: “Babbo piantala che voglio vedere.”

30 commenti a “Interstellar: una recensione”

  1. Claudio dice:

    L’emozione che ti dona l’innocenza è più forte del silenzio di qualsiasi saggio.

  2. mORA dice:

    L’ultima volta che sono andato al cinema ho visto Turbo time con mio padre. Poi mi trascinarono a vedere il Tempo delle mele.

    Altre volte mi hanno trascinato in altre forme di spettacolo, e allora ho sviluppato questa tecnica:

    1) se proprio vuoi che vengo, paghi tu (in genere desistono).
    2) se devo andare perché accompagno qualcuno, aspetto fuori
    3) se non mi piace esco; comunque.

    La vita è troppo breve per perdere tempo con cose fatte controvoglia nel poco tempo che, Hofstadter permettendo, ci resta di autodeterminare.

    Comunque questo film ha un mezzo miliardo di recensioni negative, il che vuol dire che al botteghino c’è la fila di quelli che ne parleranno male, dopo aver pagato. Oppure che diranno che gli effetti sono da Oscar ma la trama è moscia e contraddittoria, ma che in fondo il cinema è intrattenimento.

  3. nicola dice:

    Ecco, sì, vent’anni fa avrei reagito come tua figlia. Adesso un padre che lascia la figlia per salvare il mondo mi mette a disagio. Che sia padre vuol dire qualcosa? Sicuramente sì. E penso centri anche la vecchiaia. :-)

  4. [film] Interstellar | Ilcomizietto dice:

    […] Interstellar: una recensione […]

  5. Giò dice:

    @mora: il mezzo miliardo di rece negative te lo sei inventato.

    http://www.metacritic.com/movie/interstellar

    Solo il 10% del pubblico fa un commento negativo

    http://www.i400calci.com/2014/11/interstellar-wormholes-for-dummies/

    Che NON è una rece negativa (con quasi 200 commenti)

    http://leonardo.blogspot.it/2014/11/ce-un-buco-nello-spazio-e-nello-script.html

    che NON è negativa, ma divertente.

    Nolan OGNI volta fa parlere delle sue opere, perchè rende partecipe il pubblico. Nel bene e nel male.

    Mi spiace che per un tuo pregiudizio, ti perdi delle cose.

    Se tu hai una forma di allergia al cinema, non è colpa nostra.

  6. mORA dice:

    @Giò

    È sempre un piacere parlare con i rappresentanti delle associazioni.

    Non ho idea di che tipo di recensione abbia questo film, ed è del tutto indifferente, visto che non l’ho né citato (controlla, ho solo messo “questo” come placeholder) né è importante ai fini del discorso.

  7. Giò dice:

    @Mora

    nessun rappresentate di associazione. Semplicemente scrivo a ragion veduta, anzi no “letta”, per la precisione.

    Allora se non hai idea di che recensioni abbia, vattele a leggere prima di affermare che sono tutte negative:

    Cito dal tuo post:
    “Comunque questo film ha un mezzo miliardo di recensioni negative, il che vuol dire che al botteghino c’è la fila di quelli che ne parleranno male, dopo aver pagato. Oppure che diranno che gli effetti sono da Oscar ma la trama è moscia e contraddittoria, ma che in fondo il cinema è intrattenimento.”

    Ripeto, se non ti va di andare al cinema, evita l’argomento.

  8. andrea61 dice:

    @Giò: premetto che non l’ho visto per cui mi astengo da ogni giudizio. Noto però che tra tutti i miei conoscenti fighetti, che per inciso si credono oramai tutti espertoni di Meccanica Quantistica e cosmologia, se osi dire che il film non ti ha convinto vieni immediatamente trattato da mentecatto ignorante.
    Per questo non l’ho visto e da appassionato di fantascienza, aspetto che non sia più così figo andarlo a vedere.

  9. mORA dice:

    @Giò

    Ah, ma se non rappresenti nessuno perché parli al plurale?

    Se ti piace andare al cinema, vacci ma non raccontarlo a me.

    Se è piaciuto a molti, lo dici tu e io ci credo, anche alla maggior parte, ti posso portare l’esempio per cui miliardi di mosche non possono tutte sbagliare.

    Infine, so quello che ho scritto, ti ho anche detto che “questo” è un segnaposto. Quello che c’è scritto è che a fronte di un numero esiguo di recensori che sono esperti di quei temi su cui si fonda un film, e che lo stroncano, ci sono sempre una grande quantità di persone che restano affascinate dagli effetti speciali giustificando tutto il resto con un motivo qualunque.

    Inutile stroncarlo, inutile recensirlo.

    Quindi a Massimo dicevo: se non ti va di guardarlo, non ci dev’essere un motivo, perché non ci dev’essere un motivo per evitare di perdere del tempo. E fare una cosa che non ti va nel tempo libero è LA perdita di tempo per eccellenza.

    S’è capito che del film me ne fotto alla grande?

  10. Giò dice:

    @mora

    Innanzitutto non ho parlato al plurale cfr “scrivo” “mi spiace” se è parlare al plurale ti devi mettere glio occhiali o cambiare quelli che hai…..

    “questo” un “segnaposto”??? ma in che mondo? il tuo?

    Nolan non ha fatto un documentario sui buchi neri, i supermassicci, le singolarità etc etc ma un FILM e come opera d’arte ha le sue licenze come tanti altri artisti (compreso Kubrick con 2001)

    Si è capito che hai una mente un pò strana e che non accetti pareri diversi dei tuoi.

    E non è che del film te ne importa niente, non ti importa niente del Cinema come arte visiva.

    @Andrea 61 vai a vederlo perchè è da vedere su grande schermo…..

  11. andrea61 dice:

    @Giò: seguirò di sicuro il tuo consiglio. :-)
    Quanto alle licenze, mi spiace, ma la fantascienza non è commedia dell’arte.

  12. mORA dice:

    @Giò

    Rileggiti

    Se tu hai una forma di allergia al cinema, non è colpa nostra.

    Nostra è plurale, sai?

    Hai ragione, del cinema non mi interessa nulla, parlavo del tempo; è che sono tre volte che te lo dico e non lo capisci.

  13. Dino Sani dice:

    Mante il gioco perverso di Nolan é proprio questo: metterti di fronte a una scelta impossibile, inaccettabile. Per poi ritornar i con l’andata e ritorno, nel tempo, nello spazio. Non conoscevo questo tuo “perbenismo cinematografico”, ma come spettatore hai diritto a non sentirti “ricattato moralmente” dal film che stai vedendo. Non è questione di “effetti speciali”, peraltro piuttosto irrilevanti nel film, ma di “filosofia”. E di riempire la storia di dialoghi filosofici così che lo spettatore colto si senta particolarmente intelligente a seguirne il senso. Provoca dolore senza empatia, senza espiazione. E quindi come biasimare la tua voglia di uscire? A discutere con Dio si può solo perdere…

  14. Stefano dice:

    @mORA

    > Quello che c’è scritto è che a fronte di un numero esiguo di recensori che sono esperti di quei temi su cui si fonda un film, e che lo stroncano, ci sono sempre una grande quantità di persone che restano affascinate dagli effetti speciali giustificando tutto il resto con un motivo qualunque

    Non so quale logica argomentativa tu segua, ma quello che hai detto è evidentemente questo e solo questo:
    > Comunque questo film ha un mezzo miliardo di recensioni negative, il che vuol dire che al botteghino c’è la fila di quelli che ne parleranno male, dopo aver pagato

    per poi subito dopo cercare di negare questa tua affermazione cianciando di segnaposto e di frasi senza senso tipo “Inutile stroncarlo, inutile recensirlo”… concordo con Giò, ma in che mondo vivi?

    Stefano

  15. mORA dice:

    @Stefano

    Hai ragione.

  16. Bic Indolor dice:

    @mora

    > Comunque questo film ha un mezzo miliardo di recensioni negative, il che vuol dire che al botteghino c’è la fila di quelli che ne parleranno male, dopo aver pagato

    Vero, ma le premesse (e le prOmesse) erano ben altre. E se ne sono uscito piuttosto contrariato da questo film è perché al di là degli effetti speciali (capirai!! è solo questione di soldi, se il budget è alto gli effetti speciali vanno a profusione) la trama era MOLTO più debole della mia previsione più pessimistica. Quanto alle ca***te scientifiche miste a cose esatte confutate da complottismo da due soldi (la battuta sulle missioni apollo all’inizio del film) se proprio vuoi mandare a fangù la scienza faceva meno danni la “rotta di kessel in meno di 12 parsec” di un film molto meno pretenzioso e (proprio per questo) molto più amato.

    Poi che ci volete fare… pare che Nolan sia l’ennesimo Venerato Maestro (A. Arbasino/E. Berselli)

  17. mORA dice:

    @Bic Indolor

    Solo una domanda: l’hai visto tutto o sei uscito prima?

  18. Giò dice:

    @mora:
    Se tu hai una forma di allergia al cinema, non è colpa nostra.

    Era riferita non solo a”noi che andiamo al cinema” che, da quanto ne so, non ha associazione, ma anche a noi che leggiamo questo blog.

    @andrea61:
    FANTA-scienza: lo dice il nome stesso ed è l’unica categoria cinematografica che ha questa parola nel suo nome.

    Quindi “interpretare” a proprio modo alcune ipotesi scientifiche (sono solo ipotesi ancora, nulla è stato ancora provato) lo ha fatto Nolan, come Kubrick, supportati da 2 validi esperti: Thorne e Clark
    Mi sembra che non sia commedia dell’arte….. e che gli argomenti trattati siano un pò distanti da Carlo Goldoni, non trovi? :)

  19. Bic Indolor dice:

    @mora: titoli di coda compresi. Anche se stavo per andarmene alla scena del surf con la navetta sul pianeta delle onde giganti.

    Benché avrei dovuto commuovermi un po’ di volte (senza riuscirci), le lacrime stavano arrivando quando l’astro-contadino si è eiettato nel buco nero. Poi ho guardato l’orologio e .. “beh non manca molto. Resto.”

  20. Giò dice:

    @Bic-indolor
    titoli di coda? per essere un detrattore hai davvero resistito… :-)

    Nolan ti ha spostato ad arte le lancette…e non te ne sei accorto… ;-)

  21. Narno dice:

    Mante, hai scritto un intero post senza mai usare né a proposito né a sproposito l’aggettivo «vasto»! Bravo.

  22. Corrado dice:

    Il bello della rete è che se a uno non piace il cinema non si limita a non andarci, ma si improvvisa recensore (mORA) e infondo vorrebbe fare una campagna affinché che nessuno andasse al cinema… Un po’ di tolleranza suvvia…se non ti piace il pistacchio non è che bisogna proprio abolirlo

  23. mORA dice:

    @Corrado

    Per non dire di quelli che s’improvvisano sociologi e persino medium, riuscendo perfino a leggere le intenzioni.

    Ho detto a qualcuno di non andare la cinema? Ho chiesto di chiudere i cinema?

    No, però potrei averlo pensato, no?

    * * *

    Prendiamo il caso di Bic Indolor.
    Lui ci è andato (io no, potrei fare una recensione di una cosa che non ho visto, dottore?) e non gli è piaciuto.

    Quello che non capisco è perché sia restato lì dentro.
    Ma fosse stato un concerto, un reding, una festa, un raduno, sarebbe esattamente la stessa cosa. Perché perdere del tempo che è l’unica risorsa scarsa sul pianeta.
    Lui dice che la voglia gli è presa troppo tardi. OK.
    È finita così, capisci?

    * * *

    Poi.
    Recensire un film non serve.
    Se ti dicono che fa schifo tu che fai non vai? Forse vai un po’ prevenuto, ma vai. Ecco, questo ho scritto.

    Inutile stroncarlo, inutile recensirlo.

    perché l’hai visto, quindi l’hai pagato, e per quello lo proiettavano, per i tuoi soldi.

    Ed inutile recensirlo perché per mille motivi vorrai fartene una tua opinione indipendentemente da quello che ti dicono. Recensirlo è una perdita di tempo come restarci se non ti piace. Milioni di recensioni negative, 6,3 miliardi di recensioni negative non cambierebbero nulla ai fini di chi legge.

    Ma ognuno del suo tempo fa quel che vuole.
    Anche parlare del bello della rete improvvisandosi sociologo.

  24. Giò dice:

    @mora:

    vedi, tu, con i tuoi preconcetti e prevenzioni, ti sei perso proprio un opera che parla del tempo e di come (forse) un giorno i ns discedenti lo potranno usare a piacere…. come una dimensione fisica.

    Anche a teatro vai e vogliono i tuoi soldi, anche se compri un libro che ti interessa vogliono i tuoi soldi etc etc, quindi, o mora, o non hai proprio interesse di alcunche o non sai nenche di cosa stai cianciando…..

    Probabilmente a Mantellini, come padre, non è piaciuto il distacco del padre con la figlia, ma, forse alla figlia si, perchè gli ha chiesto di rimanere…

    “Quello che non capisco è perché sia restato lì dentro.”

    E’ stata la bravura di Nolan ad inchodarlo sulla poltrona.

    “Ma fosse stato un concerto, ” si: d’organo.

    “un reding (reding? non conosco, forse reading),”
    si: di una poesia

    “una festa,” si: per gli occhi
    “un raduno, ” si: per tutti quelli a cui piace il genere.

    “sarebbe esattamente la stessa cosa. ” No non è stata la stessa cosa ma una Cosa a Parte.

    Inutile stroncarlo, inutile recensirlo.

    Vedi, mora, il fatto che ne stiamo parlando è il segno che Nolan ha colpito ancora e in queste ore la rete è piena di commenti…..

    E’ l’Arte, bellezza, e tu non ci puoi fare niente….. :D

  25. mORA dice:

    @Giò

    Ho scritto Reding? Oops :)

    * * *

    Ma quali preconcetti e quali prevenzioni?!
    Ma se ho detto che indipendentemente da quello che se ne dice uno vuole farsi un’idea propria.

    Certo che tutto l’intrattenimento lo compri a scatola chiusa, anche il teatro (anzi lì c’è perfino lo scandalo della prevendita, come ai concerti), anche i libri.

    E per nessuno di questi vale nulla la recensione. Libri che mi hanno scavato tanto dentro da ritornarmi in mante di continuo erano recensiti come la somma merda dell’autore.
    Alcuni capolavori con tanto di fascetta, a pagina dieci erano già senza exlibris e in regalo in ufficio (da anni faccio così: se un libro non mi piace, lo regalo; i miei colleghi sanno che quelli che lascio lì sono a disposizione :) Questo mi spiace dell’e-Book, che puoi cancellarlo e basta.

    Allora basta perdere tempo nelle recensioni, e buttarsi.

    OK, allora perché non buttarsi al cinema? Questa la so:

    1) dopo venti minuti il dolore alle gambe prevale sulla trama
    2) troppi cafoni, anche involontari. In alcuni cinema si posso portare i popcorn dentro! Cazzo sembra di vedere un film in una segheria.

    * * *

    Però alla fine in tutto questo (e questo mi spiace davvero), Massimo non ci ha detto perché è rimasto dentro.

    Tu dici che Nolan è stato bravo, forse è pure vero.
    Mi piacerebbe saperlo da lui.

    * * *

    Vedi, mora, il fatto che ne stiamo parlando è il segno che Nolan ha colpito ancora e in queste ore la rete è piena di commenti…

    Su questo lo so che è un guerra persa, la mia, ma io NON sto parlando del film, perché NON l’ho visto e NON lo vedrò.

    * * *

    Mi dicono che l’ultimo film che ho visto non è Pane e tulipani (1999) ma Il favoloso mondo di Amélie (2001).

  26. Giò dice:

    @mora:
    “ma Il favoloso mondo di Amélie (2001).”

    Beh, dai, qualcosa con un pò di fantasia l’hai visto…. :)

    Ti comunico che nelle nuove sale lo spazio per le gambe è stato quasi raddoppiato, poi, se sei in gamba (scusa il gioco), in alcune c’è la fila senza poltrone davanti, come un tempo le mitiche gallerie…..

    Devo dirti però che nella sala dove sono stato (candiani mestre, proiezione 4K laser iperdefinita, poltrone tipo business class, gambe leggermente flesse) tutti stavano in religioso silenzio, e, nonostante che fossero le 20.15,…. non ho sentito popcorn segare :) e la sala era quasi piena.

    Forse Nolan attira un tipo di pubblico che rispetta certe scelte?
    le inquadrature dello spazio sono….. mute.

    Come tutti gli artisti non parlano se è bello il film che fanno, ma solo tecnicamente e stavolta si è dato parecchio da fare.

    Quindi l’unico modo per sapere se è bravo e di andarlo a vedere e ti invito a farlo come eccezione alla tua regola, ne vale la pena.

    Mantellini è stato li un pò per sua figlia e un pò perchè in fin dei conti…… ci stava.

    Se hai visto 2001, non lo puoi perdere…. :)

    e se per una strana legge di Murphy ;-) potrebbe piacerti come regista.,magari potresti poi andarti a vedere, noleggiandole, altre sue opere dove il tempo è per lui davvero una dimensione….. fisica.

  27. Atos dice:

    Forse sarò io OT ma vorrei dire la mia, e non sul film, che vedo come pretesto di MM per dire la sua su una roba che succede anche a me: non ho più voglia di film tristi e~o angoscianti, dopo i 50 ho deciso che quando dedico del tempo per guardare qualcosa che non è reale voglio che sia
    bello e/o divertente.

  28. Atos dice:

    http://www.ilpost.it/2014/11/18/cartoni-animati-tristi/carl/

  29. Dino Sani dice:

    @Gió sembri l’ufficio stampa del film … Ma lascia che il buon @mORA non veda quello e anche altri film, avrà pure diritto di non vedere, no? Però è buffo che i commentatori di questo blog, me compreso in questo momento, trovino più interessante discutere e litigare tra di loro piuttosto che farlo con il giardiniere Mantellini… Di cui apprezzo la sincerità nel mettersi in gioco privatamente nel labirinto della comunicazione, ma di cui ogni volta ne osservo un certo conservatorismo culturale, che mal si concilia con il suo open mind digitale. Ma questo è il bello delle contraddizioni, come quando Clint Eastwood dichiarò di essere liberal con il cuore e repubblicano con il portafoglio….

  30. davide dice:

    @atos quoto al 100%

    La cosa poi mi accade specialmente con i film italiani il cui realismo mi è più vicino.
    Se devo vedermi una storia triste sto a casa e vedo il telegiornale.

    http://leonardo.blogspot.it/2007/10/ehi-margherita-guarda-qui.html