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Le ricerche di .mau. sulle vicende giudiziarie di una pornostar che usava come cognome d’arte quello di un marchio prestigioso e che oggi non può più.

Avete intuito cosa possa essere successo? Se non ci siete arrivati, la Wayback Machine – finché non verrà assimilata anch’essa – può aiutarvi a scoprire l’arcano. In pratica, gli avvocati di Bulgari non si accontentano di avere impedito alla signora Kocsic di usare quel cognome d’arte, ma stanno attivamente cercando tutte le fonti in cui esso è presente, intimando ai sensi di legge di eliminarlo dalla fonte stessa. Detto in altri termini, tra poco nessuno riuscirà più a sapere che in passato una pornostar ha usato quel nome-e-cognome: e non servirà neppure un Ministero della Verità. Certo, probabilmente le emeroteche conterranno ancora i dati originali: ma chi andrà a vederli?


Nella sua rubrica domenicale “Bugie in giro per il mondo” il New York Times si dedica questa settimana anche a Alessandro Di Battista. Praticamente spara sulla Croce Rossa.


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(via @fnicodemo)

A volte un piccolo malfunzionamento mostra il ventre della macchina. O così almeno io credo.

Molti anni fa il mio corpo ha iniziato a segnalarmi un piccolo ed occasionale disturbo. In particolari situazione, momenti di grande stanchezza, bruschi cambi di temperatura, sindromi febbrili apparentemente banali, vengo colto da improvvisi e fortissimi brividi. È accaduto anche poco fa, in piena notte mentre ero a letto con una banale influenza.

È un sintomo che conosco bene, che io e mia moglie soprannominiamo allegramente “il magma primordiale”. Per descriverlo cito sempre una scena molto angosciante di Stati di Allucinazione, un vecchio film di Ken Russel in cui il protagonista, attraverso esperimenti con sostanze allucinogene, risale col pensiero fino all’origine dell’universo per trovarci un vorticoso girotondo di sostanza informe.

Quando mi prende il magma è come se il corpo improvvisamente rifiutasse qualsiasi azione che non sia starsene immobile, raggomitolato a cercare il maggior calore possibile in attesa che tutto passi. Perché poi fortunatamente tutto passa. In quei lunghi minuti osservo l’interno della macchina.

I brividi partono dai fianchi (i surreni?) e si diffondono verso l’alto, dalle scapole alle spalle su fin dietro le orecchie. E verso il basso, giù dal bacino fino alle ginocchia. Batto i denti. Sono onde, ogni movimento diventa impossibile, e mentre, sotto una pila di coperte, lascio passare il tempo, vedo una piccola barchetta di legno ormeggiate nell’acqua bassa di una baia tranquilla. Un po’ alla volta le onde attorno alla barca diventano sempre più alte e la agitano di qua e di là.

Io penso da anni che la mia morte quando verrà sarà qualcosa del genere: un freddo assoluto e scientifico, ripetuto, che parte dal centro e si diffonde ovunque. A piccole onde, prima quasi impercettibili e poi sempre più forti. Un gelo che rende immobili e occupa ogni spazio, lasciando intatto solo un ultimo indizio della fine incombente.

Quando come stanotte arriva il magma è come se scrutassi per un istante il ventre oscuro della macchina, Un’esperienza di rivelazione o forse solo una banale allucinazione, non so. In attesa che il paracetamolo trasformi tutto in sudore e se lo porti via.


Domani mattina sarei dovuto essere alla Camera de Deputati a questo convegno su Fiducia ed Innovazione. Purtroppo in questi giorni ho twittato troppo Sanremo e questa mattina mi sono svegliato con l’influenza. Quindi non riuscirò ad andare e mi toccherà seguirlo da casa sul sito web della Camera.

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La nota fashion blogger Chiara Ferragni è stata invitata a Harvard. Per l’occasione la giovane rappresentate del genio italico si è fatta fotografare presso la biblioteca della prestigiosa università con un enorme cappello da cowboy in testa e un grosso volume in mano. Il libro, tenuto al contrario, dona all’immagine postata su Instagram una perfezione impareggiabile.


update: Mi segnala Francesca nei commenti su FB (e anche Fabs nei commenti, vedo ora) che il libro sarebbe dritto, pare che ad Harvard abbiano strane abitudini su dove mettere i barcode. A questo punto la foto perde tutta la sua perferzione. Per quanto mi riguarda mi scuso con Chiara Ferragni (a parte per il cappello ovviamente).

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La bellissima intervista a Samantha Cristoforetti andata in onda durante il Festival di Sanremo poco fa era una finta diretta.


(via @francescocosta)

12
feb

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(via buzzfeed)



Chi ha pensato questo tweet crede probabilmente che Twitter sia come la TV, luogo dentro il quale bugie e mediocrità, così come grandezza e splendore, passano velocemente quasi senza lasciar segno e con buona pace dei telespettatori distratti. A differenza della TV Internet è traccia, strumento del ricordo e del richiamo. Se in molti si sono fatti l’idea che tu sia un cretino Internet si incaricherà di ricordarlo ai posteri, in un numero di volte proporzionale alla tua cretineria presunta. Se sei un eroe accadrà lo stesso, dentro una script di 3 righe incollato ovunque.

Se pensi di aver detto una cazzata e vuoi usare i codici finti ed usuali della TV porta il giovane virgulto sovrappeso sul palco e abbraccialo i 10 secondi necessari. Se pensi di aver detto una cazzata e vuoi usare i codici di Internet scrivi un tweet di una riga del tipo “Scusate, ho detto una cazzata”. Il massimo che ti potrà capitare è che qualcuno ti faccia notare che le cazzate erano molte più di una. Tutte politicamente più corrette ma non per questo meno fastidiose.