
Sam Biddle di VallyWag si è dato la pena di chiedere in giro quanti giornalisti hanno ricevuto da Google un Chromebook Pixel gratis e se intendono restiuirlo o meno. Risposte mediamente isteriche.
- Andiamo?
- Andiamo pure.
All’arte del ricamo,
fabbrica passamanerie,
ordinazioni, forniture.
Sorelle Purtarè.
Alla città di Parigi.
Modes, nouveauté.
Benedetto Paradiso
successore di Michele Salvato,
gabinetto fondato nell’anno 1843.
avviso importante alle signore !
La beltà del viso,
seno d’avorio,
pelle di velluto.
Grandi tumulti a Montecitorio.
Il presidente pronunciò fiere parole.
tumulto a sinistra, tumulto a destra.
Il gran Sultano di Turchia ti aspetta.
La pasticca di Re Sole.
Si getta dalla finestra per amore.
Insuperabile sapone alla violetta.
Orologeria di precisione.
93
Lotteria del milione.
Antica trattoria “La pace”,
con giardino,
fiaschetteria,
mescita di vino.
Loffredo e Rondinella
primaria casa di stoffe,
panni, lane e flanella.
Oggetti d’arte,
quadri, antichità,
26
26 A.
Corso Napoleone Bonaparte.
Cartoleria del progresso.
Si cercano abili lavoranti sarte.
Anemia !
Fallimento!
Grande liquidazione!
Ribassi del 90 %
Libero ingresso.
Hotel Risorgimento
e d’Ungheria.
Lastrucci e Garfagnoni,
impianti moderni di riscaldamento:
caloriferi, termosifoni.
Via Fratelli Bandiera
già via del Crocefisso.
Saldo
fine stagione,
prezzo fisso.
Occasione, occasione!
Diodato Postiglione
scatole per tutti gli usi di cartone.
Inaudita crudeltà!
Cioccolato Talmone.
Il più ricercato biscotto.
Duretto e Tenerini
via della Carità.
2. 17. 40. 25. 88.
Cinematografo Splendor,
il ventre di Berlino,
viaggio nel Giappone,
l?onomastico di Stefanino.
Attrazione ! Attrazione!
Cerotto Manganello,
infallibile contro i reumatismi,
l?ultima scoperta della scienza !
L?Addolorata al Fiumicello,
associazione di beneficenza.
Luigi Cacace
deposito di lampadine.
Legna, carbone, brace,
segatura,
grandi e piccole fascine,
fascinotte,
forme, pine.
Professor Nicola Frescura:
state all?erta giovinotti !
Camicie su misura.
Fratelli Buffi,
lubrificanti per macchine e stantuffi.
Il mondo in miniatura.
Lavanderia,
Fumista,
Tipografia,
Parrucchiere,
Fioraio,
Libreria,
Modista.
Elettricità e cancelleria.
L?amor patrio
antico caffè.
Affittasi quartiere,
rivolgersi al portiere
dalle 2 alle 3.
Adamo Sensi
studio d?avvocato,
dottoressa in medicina
primo piano,
Antico forno,
Rosticcere e friggitore.
Utensili per cucina,
Ferrarecce.
Mesticatore.
Teatro Comunale
Manon di Massenet,
gran serata in onore
di Michelina Proches.
Politeama Manzoni,
il teatro dei cani,
ultima matinée.
Si fanno riparazioni in caloches.
Cordonnier.
Deposito di legnami.
Teatro Goldoni
i figli di nessuno,
serata popolare.
Tutti dai fratelli Bocconi !
Non ve la lasciate scappare !
29
31
Bar la stella polare.
Assunta Chiodaroli
levatrice,
Parisina Sudori
rammendatrice.
L?arte di non far figlioli.
Gabriele Pagnotta
strumenti musicali.
Narciso Gonfalone
tessuti di seta e di cotone.
Ulderigo Bizzarro
fabbricante di confetti per nozze.
Giacinto Pupi,
tinozze e semicupi.
Pasquale Bottega fu Pietro,
calzature…
- Torniamo indietro?
- Torniamo pure.
(Aldo Palazzeschi, La passeggiata, 1910)
Fast forward to last summer, when the same pattern repeated itself — a cold followed by a hoarse voice. Once again things didn’t fully improve, so I went in for a check-up and was told that my second vocal cord now had limited movement as well. Again, after a thorough examination, the doctors weren’t able to identify a cause.
Larry Page ha qualche (serio) problema con le sue corde vocali e ha deciso di finanziare la ricerca al riguardo.
Dice che Amazon starebbe per presentare un telefono con schermo 3D
One of the devices is a high-end smartphone featuring a screen that allows for 3-D images without glasses, these people said. Using retina-tracking technology, images on the smartphone would seem to float above the screen like a hologram and appear three-dimensional at all angles, they said. Users may be able to navigate through content using just their eyes, two of the people said.
(via macrumors)
Contrappunti su Punto Informatico di domani.
In una vita precedente frequentavo luoghi della rete Internet nei quali accadevano cose strane. Per esempio da quelle parti esistevano i newbie, i neofiti. Persone normali che arrivavano per la prima volta dentro luoghi di discussione sui temi più vari, in genere raggruppati in una sorta di sottoinsieme della rete Internet che prendeva il nome di Usenet, e si univano alla conversazione. Luoghi nei quali esistevano regole e codici di comportamento perfino troppo rigidi: ai nuovi venuti la comunità di persone che frequentava Usenet semplicemente chiedeva, prima di iniziare a partecipare alla vita sociale di quei posti, di impararne le regole e di rispettarle.
In particolare una espressione mi colpì le prime volte che timidamente mi affacciavo su Usenet ed era la frase racchiusa nell’acronimo inglese RTFM: leggi il fottuto manuale, consulta le maledette istruzioni. Chiunque si presentasse da quelle parti ignorando le consuetudini locali, anche solo facendo domande ovvie o ripetute su temi già altre volte discussi, veniva gentilmente (talvolta bruscamente) invitato a leggere il fottuto manuale, a consultare le FAQ, a scorrere i temi già discussi in passato prima di ripetere la medesima domanda.
Erano altri tempi, la banda era poca e non andava sprecata, la tipologia dei frequentatori della rete rappresentava molto meno di oggi l’universo mondo, l’idea che Internet si basasse in maniera rigida su meccanismi di autoregolamentazione era molto forte e ampiamente condivisa. Contemporaneamente la Internet delle regole palesi e ben codificate era garanzia per chiunque, la stratificazione sociale veniva ignorata e si preferiva la qualità dei contributi al nome del contributore (da qui una sostanziale irrilevanza dell’anonimato). (continua…)
In Italia, paese a basso tasso telematico e alto tasso di trombonismo pubblico, è come se esistessero due Internet differenti. Quella normale, patrimonio di una tutto sommato ristretta fascia di utenti che hanno imparato a conoscerla utilizzandola e che ne comprendono limiti e potenzialità, e quella percepita, che gruppi sempre più ampi di cittadini immaginano e ci spiegano dopo averla osservata nel corso di un passaggio più che superficiale.
L’ internet percepita e dei pregiudizi è figlia di molte madri differenti che potremmo elencare a lungo. Ma più che indagare queste per la milionesima volta forse è utile provare a spiegare perché la Internet percepita descritta in questi giorni da scranni più o meno alti della piramide gerarchica del Paese, è una Internet di comodo, una allucinazione della superficialità.
Prendiamo Twitter, l’ultima moda delle celebrità nazionali. Da settimane è un profluvio di giudizi e prese di posizione sulla sua capacità di trasformarsi in veicolo di minacce, offese, attacchi personali, spesso intentati vigliaccamente da profili anonimi (ah l’anonimato e i suoi gravi rischi, un altro dei luoghi comuni usuali della Internet percepita). Il caso di Enrico Mentana che minaccia di abbandonare Twitter stufo degli attacchi da parte di anonimi codardi e che scatena mille commenti sui giornali ne è un ottimo esempio.
Ora io non pretendo che Mentana o PG Battista (che ne ha scritto sul Corriere) capiscano ma la Internet normale (non quella percepita) si basa su due principi fondamentali: tolleranza e filtro. Internet educa chi la frequenta a tollerare gli imbecilli e ci fornisce gli strumenti per filtrare i contenuti che ci interessano (compresi gli imbecilli). Nella Internet percepita di Mentana e Battista Twitter è un’autostrada a 4 corsie nella quale, per la miseria, qualcuno improvvisamente si accorge che attraversare la carreggiata a piedi conducendo la carrozzina con due gemelli è una scelta sconsigliabile. Possiamo considerare tutto questo un vile attacco alla libertà dell’individuo o anche un insulto alla democrazia, perpetrato da migliaia di automobilisti anonimi? Possiamo dedurne che gli automobilisti potrebbero rallentare e fermarsi per farci attraversare l’autostrada? Nell’eldorado della Internet percepita forse sì, su qualsiasi altra autostrada normale no. Detto in altre parole: esistono dei codici, occorre adottarli.
In particolare i social network, che sono pezzi di Internet molto evoluta e che hanno imparato molto dalle dinamiche di rete sociale negli ultimi 15 anni, prevedono, anzi sono costruiti, pensando a questa idea di rete tollerante e filtrabile. Su Facebook Enrico Mentana può accettare solo i propri intimi amici, su Twitter può lucchettare il profilo o usare le liste e leggere solo le persone che gli piacciano o anche, sembra incredibile, bloccare gli imbecilli. Esiste perfino un tasto apposito. Gli interessa tutto questo? Ha tempo da dedicare a tutto questo? Non so, non mi pare. Nella sua testa è probabile che Internet dovrebbe adattarsi a lui, comprenderne ruolo ed intelligenza, sensibilità e diritti. Il serpentone autostradale, figura stupida per definizione, dovrebbe civilmente fermarsi per permettergli di attraversare la strada.
Dire che tutto questo semplicemente non esiste è una tautologia, quello che possiamo spiegare è che nella Internet reale esistono caselli di entrata all’autostrada, mezzi che possono accedere e altri no, limiti di velocità, sanzioni, codici di comportamento. I codici di comportamento, specialmente sono importanti.
Le barriere di ingresso sono comunque modestissime e questo è un bene, per via di quell’idea di intrinseca tolleranza che sostanzia il network e che lo ha reso grande e diversissimo da tutto il resto intorno. Chi non ne percepisce il valore può anche criticarlo aspramente (negli anni si è creata una sorta di professione al riguardo) o sbattere la porta ed andarsene come accade sovente in questi giorni, ma per favore non ci faccia la morale su questioni che evidentemente non ha troppo compreso.

All’estero lo scrivevano senza incertezze da giorni (per esempio il WSJ qui) così alla fine Benetton si è decisa ad ammettere, in mezzo a tonnellate di inutili distinguo, quello che per molti giorni aveva categoricamente smentito. E cioé che nella fabbrica di Dacca crollata, dalla quale si continuano ad estrarre corpi, si fabbricavano anche loro magliette. I media italiani, già piuttosto disponibili a silenziarsi autonomamente, forse nel timore di indispettire il grande investitore pubblicitario, ora potranno scriverne con professionale moderazione.
(via huffington post)
ps. il pezzo di Kim Bashin, pubblicato sulla versione USA di HP e tradotto in quella italiana è un pezzo di grande livello.
Carlo Blengino spiega con calma dalle pagine de Il Post le ragioni per cui la sentenza del Giudice Battarino del Tribunale di Varese che, in nome del popolo italiano, condanna l’amministratrice di un sito web letterario sul quale sono stati pubblicati commenti diffamatori è una sentenza sbagliata ed inaccettabile.
p.s. secondo me dovremmo fare qualcosa
Non era intenzione di Laura Boldrini proporre nuove leggi per il web. Lo ha fatto sapere ieri. Anche Pietro Grasso ha dichiarato che non era sua intenzione proporre nuove leggi per il web. Lo ha fatto sapere oggi. Nel frattempo pare che due agenti della Polizia Postale nelle settimane scorse siano stati dislocati in Parlamento per occuparsi delle citazioni online (minacce, diffamazioni, fotomontaggi ecc) del Presidente della Camera. Cose che dubito sarebbe accaduta se la denuncia fosse arrivata da qualsiasi altro cittadino. Nel frattempo la Polizia postale ha fatto irruzione in casa di un giornalista di Latina colpevole di aver condiviso su Facebook una foto senza veli affermando che forse poteva trattarsi di una foto di Laura Boldrini. Nel frattempo il capo della Polizia Postale ha rilasciato una intervista al Corriere nella quale dice che controlleranno il web con delle volanti virtuali (con quanti uomini però non lo dice). La situazione è semplice: c’è un numero molto ampio di persone che parla liberamente di cose che non conosce o che conosce molto poco. E che poi nella più usuale delle commedie all’italiana dice di essere stata equivocata. Le conseguenze le pagano loro e le paghiamo (soprattutto) tutti noi.

