Una volta, per ragioni puramente etnografiche, sono andato a un comizio di Matteo Salvini. Prima di lui, come avviene ogni volta in cerimonie del genere, sono saliti sul palco i maggiorenti locali della Lega. Il segretario locale, in particolare, era un poveretto dall’italiano zoppicante e dall’urlo facile che arringava la folla esprimendo con grande convinzione slogan e concetti da quinta elementare. Quando dopo un simile strazio è salito sul palco Salvini sembrava fosse improvvisamente apparso al nostro cospetto uno statista di caratura internazionale.

La faccenda del sottosegretario alla Salute di Fratelli d’Italia che strizza l’occhio ai novax è tutta in questo salto quantico: nella potenza di fuoco delle seconde file. Tu potrai essere anche un fesso di cospicue dimensioni ma se, in seconda fila dietro di te, altri fremeranno per dimostrarsi più fessi di te, ecco che allora, pur se per un breve istante, potrai brillare di una tua luce propria.

Un commento a “Di luce propria”

  1. Maurizio dice:

    Per cortesia Mantellini, torni su Twitter.
    Così almeno le potevo mettere un like ;-)

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