Sulla faccenda del video dello stupro di Piacenza utilizzato da Meloni nei suoi profili social è tutto piuttosto semplice: Meloni ha embeddato un video che era già presente non solo in rete ma nel sito web di un “autorevole” quotidiano (Il Messaggero). E nulla vieta ad un politico di frugare nella feccia dell’autorevole giornalismo in rete (Salvini lo fa da anni) pieno di video simili e notizie false prodotte appositamente per essere cliccate. Talvolta simile giornalismo è spontaneamente vicino alle cause e ai modi di una certa politica, altre volte (sempre più spesso) produce spazzatura per propria scelta economica e non per semplice parentela politica. Si crea così un effetto volano da un certo punto di vista virtuoso: i peggiori politici utilizzano l’autorevole marchio giornalistico di tizio e caio per giustificare le proprie scelte comunicative. E ancora una volta risulta lampante come il giornalismo nel suo complesso in questo Paese sia utile fantoccio e servo stupido a un approccio reazionario al mondo. L’esatto contrario della ragione per cui era nato e di cui continua a vantarsi. Quando i giornali invocano il proprio ruolo (da remunerare) negli equilibri democratici e nel pluralismo informativo semplicemente mentono sapendo di mentire.

Un commento a “Spazzatura embedded”

  1. Simone dice:

    Ci tocca sperare in Amazon
    Sentivo ieri che chiudono le cartiere per libri e giornali perché si orientano sul cartone per packaging, più conveniente e più richiesto. Tutto torna

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