Un buon articolo del Post su un tema che i media generalmente ignorano: le reticenze e le bugie del sistema nei confronti dei cosiddetti attacchi informatici ad aziende o siti governativi. In casi del genere la bugia, spesso una bugia preventiva (sempre la solita, “sono stati gli hacker!”) è del tutto indistinguibile da altre forme di violenza del potere verso i cittadini. Il ruolo mediamente prono, ignorante e disinteressato dei media fa il resto. Quando il presidente dell’INPS dice una bugia alle agenzie di stampa per sviare l’attenzione dalla fragilità delle strutture informatiche dell’azienda che dirige, quando Trenitalia per giorni e giorni fa finta di nulla dopo che un ransomware ha steso la sua struttura di vendita biglietti nelle stazioni, quando il presidente Zingaretti si rende ridicolo ipotizzando attacchi da parte di terroristi alle strutture sanitarie della Regione Lazio, nessuno verrà poi a chiedere pegno. Le parole volano e vengono in fretta dimenticate, il potere lo sa e le sparge volentieri ai quattro venti. Nel Paese pieno di norme e commi che teoricamente dovrebbero proteggere il cittadino come una maglia d’acciaio, in realtà, da sempre, il cittadino non è tenuto in nessun conto. Non lo è mai, per la verità, ma negli ambiti informatici nei quali persiste, nella mente di molti, un alone esoterico al quale ogni stortura sarà possibile attribuire, la partita della democrazia affondata senza troppi scrupoli dalle bugie del potere è vinta in partenza. Ci sarà sempre un hacker cattivo al quale dare la colpa delle proprie incompetenze. E meno male che ci sono.

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